BARBANIA. "Il PD ha perso in una campagna elettorale molto breve, sostanzialmente mediatica e sbagliata perché impostata sulla paura dell’altro". L'ex parlamentare del PD, Francesca Bonomo, inquadra così la sconfitta del suo partito alle elezioni del 25 settembre in una nota stampa divulgata martedì.
La Bonomo ha perso il suo posto di deputata dopo essere stata candidata al plurinominale al secondo posto nel collegio che comprendeva tutto il Canavese e non solo, con la minaccia della destra a trazione Fratelli d'Italia alle porte. Non ce l'avrebbe fatta nessuno, e non ce l'ha fatta manco lei.
All'indomani della sconfitta, il segretario nazionale Enrico Letta aveva annunciato il suo ritiro e l'apertura praticamente immediata di una fase congressuale. Per la Bonomo questo servirà a "capire le ragioni di questa sconfitta", anche se "appare abbastanza chiaro che non siamo stati abbastanza capaci di fare emergere le nostre idee su come sostenere famiglie ed imprese in una situazione economica grave e complessa".
Una diagnosi onesta e cruda, che rientra in quel "mea culpa" collettivo che lo stato maggiore dei Democratici ha cominciato a fare subito dopo la caduta del governo Draghi. Come a voler dire agli elettori: sì, abbiamo votato tante porcherie, ma ora siamo cambiati...
Un partito ridotto così, per la Bonomo, ha bisogno di soluzioni ben più radicali di un cambio al vertice: "Credo - dice lei - però che non basti cambiare segretario, ma che sia necessario cambiare il modo di stare insieme e soprattutto di essere vicini ai problemi dei cittadini".
Soprattutto delle fasce meno abbienti, verrebbe da dire, che il centrosinistra ha abbandonato senza farsi troppe colpe alla destra, prima quella guidata da Salvini e ora a quella con Meloni al vertice.
La parlamentare non riconfermata, però, non ha troppi rimorsi: "Sul piano personale - dice - sono serena rispetto al lavoro fatto in questi dieci anni in Parlamento e all'energia profusa in questa campagna elettorale: ho girato mercato per mercato, paese per paese in un collegio composto da quasi 300 comuni con il sostegno di tanti nostri militanti e amministratori che ringrazio per il grande lavoro svolto".
Rivendica poi il lavoro svolto: "Ho dialogato - scrive ai giornalisti - con sindaci, amministratori locali, associazioni, cittadini, sono stata tra le persone e credo che questa mia vicinanza, questo mio essere 'fuori dal palazzo' sia stato riconosciuto, visto che la mia posizione è rimasta in bilico nei conteggi fino all’ultimo e il risultato è leggermente superiore alla media nazionale".
E ora che fuori dal palazzo dovrà starci per forza, promette di ripartire "proprio da qui. Dalle persone e dai progetti in cui credo. Sono profondamente legata alla mia terra ed ho cercato di promuoverne le eccellenze e di affrontarne i problemi ed infatti i primi risultati concreti erano iniziati ad arrivare".
Resta la bocciatura da parte degli elettori, che lo hanno detto chiaramente: non avete fatto abbastanza. Tra le fila del PD, però, c'è aria di ripartenza, anche se la nuova meta, probabilmente, non la conoscono manco da Roma, dove brancolano nel buio.
"Sono certa che questa non sia una fine, ma un nuovo inizio" scrive la Bonomo, fiduciosa. E in effetti, il problema dei dem sta tutto qui: ripartire dal disastro e provare a trasformarlo in nuova energia.
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