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BANCHETTE. Rifiuti: stop al porta a porta! Parte un progetto sperimentale

BANCHETTE. Rifiuti: stop al porta a porta! Parte un progetto sperimentale

rifiuti banchette

BANCHETTE. Stop ai servizi di raccolta dei rifiuti porta a porta e ritorno dei cassonetti in strada! Potrebbe sembrare una marcia indietro ma non lo è affatto. Parte a Banchette un nuovo progetto, sperimentale, ideato e messo in piedi da Scs, la Società Canavesana Servizi che si occupa del servizio nei comuni dell’eporediese. 

E se sulle iniziative correlate si è già scatenata qualche polemica - i residenti del condominio “Le Pleiadi” hanno mal digerito l’introduzione da parte del Comune del senso unico in via Pavone per fare spazio ai cassonetti - va segnalato che l’iniziativa, in caso di successo, potrebbe rivoluzione davvero il sistema qui e negli altri comuni di competenza portando, magari, a pagare i rifiuti, per davvero, per quello che produciamo…

Ad ogni residente - ed è qui la differenza sostanziale rispetto a prima - viene fornita una chiavetta, o meglio un “ciondolo elettronico”, con cui aprire delle “campane intelligenti” e conferire non solo plastica e vetro, per cui esistono già i cassonetti in strada, ma anche indifferenziato e carta, senza aspettare l’arrivo dei mezzi e degli addetti nei giorni scelti del porta a porta con il conferimento su strada.

Ma perché Scs comincia proprio a Banchette?

A Banchette legata tutta una serie di motivazioni - ci spiega Silvia Orladini, addetta alle comunicazioni per Scs, portavoce del direttore e ingegnere Andrea Grigolon -. Intanto perché è un comune ad elevata densità abitativa, persino superiore alla città di Ivrea: in pochi metri quadri si concentrano moltissime persone. E poi è un comune di grande passaggio, attraverso il quale transitano cittadini di altri comuni che si dirigono tendenzialmente verso la città di Ivrea o verso l’autostrada. Altra caratteristica è la presenza di tantissimi condomini, molti utenti lasciano i contenitori perennemente esposti su strada. Purtroppo questo agevola il conferimento anche da parte di esterni, sopratutto di indifferenziato e organico”.

Risultato: “questo fa sì che cittadini paghino lo smaltimento anche di rifiuti che non vengono prodotti da loro”.

L’Amministrazione di Banchette, conscia del problema, ha accolto a breccia aperte la proposta. “Ci ha contattato - spiega Orlandini - per valutare soluzioni alternative e questa ci è sembrata la più gestibile”.

Scs non entra nel merito della polemica alle Pleiadi ma conferma che “c’è stato grande studio prima di piazzare i contenitori sia rispetto alle dimensioni sia rispetto a chi dovrebbe accedervi”.

Inizialmente i contenitori saranno apribili senza ciondolo. Possono conferire sia utenti domestici sia non domestici che attività commerciali e produttive. Il comune ha consegnato delle brochure con le istruzioni per l’uso, presenti comunque anche sui bidoni. 

Abbiamo aggiornato e arricchito i cartelli illustrativi con fotografie e indicazioni più sintetiche ed intuitive” chiarisce Silvia Orlandini.

Potrebbe essere quasi un copia e incolla visto che progetti analoghi sono partiti a Rosta, in Val Susa, e altrove, se non fosse che ogni territorio è a se stante, con le proprie caratteristiche, la propria conformazione ed abitudini dei cittadini.

Rosta ci ha confermato che funziona - spiega Orlandini - anche se è una realtà molto differente e ci ha detto che non sono aumentati i rifiuti dispersi nelle zone periferiche. Questo è un dato rassicurante ma non è detto che sia ripetibile. Tendenzialmente non ci aspettiamo un aumento degli abbandoni e il fatto di avere telecamere di sorveglianza sicuramente è un deterrente. Ci siamo presi un anno di tempo per valutare. Ci sarà un monitoraggio molto stretto per capire frequenze e modalità dei conferimenti”.

Nulla cambia per ora nel merito delle tariffe. Posto che starà ai comuni decidere come procedere e se arrivare a far pagare per quello che si produce..

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