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23 Aprile 2026 - 22:01
Maurizio Fiorentini
Si è svolto a porte chiuse, nei giorni scorsi, in Questura a Ivrea, un tavolo tecnico dedicato alla sicurezza urbana. Un confronto riservato, ma di ampio respiro, che ha riunito attorno allo stesso tavolo tutte le forze impegnate quotidianamente sul territorio: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizie locali. Presenti anche le associazioni di categoria dei commercianti, chiamate a portare il punto di vista di chi vive e lavora nelle aree più esposte alle criticità, a partire dalla zona della stazione ferroviaria.
Nessuna comunicazione ufficiale è filtrata al termine dell’incontro, ma dalle interlocuzioni successive emergono indicazioni chiare sulla direzione del confronto: la necessità di un’azione coordinata, capace di affrontare un problema che non è solo di ordine pubblico, ma anche sociale ed economico.
A delineare con maggiore dettaglio una possibile strategia che trae spunto dai fatti e dalle indicazioni giunte da più parti, non in ultima dal consigliere comunale Massimiliano De Stefano, è Maurizio Fiorentini, di Confesercenti.
Dopo il vertice illustra una proposta articolata per la sicurezza e la riqualificazione della zona Stazione.
«Oggi – spiega – siamo di fronte a criticità strutturali che non possono essere affrontate solo con interventi emergenziali. Serve un cambio di approccio».
Il punto di partenza è una constatazione netta: l’area della stazione presenta problemi concreti, non riconducibili alla sola percezione di insicurezza. Una condizione che, secondo Confesercenti, incide direttamente sulla vitalità economica della zona, allontanando clienti, riducendo la frequentazione e contribuendo a un progressivo impoverimento del tessuto commerciale.
«La sicurezza urbana è un bene comune – sottolinea Fiorentini – Se una zona è sicura e curata, ne beneficiano tutti: i residenti, i pendolari, le attività economiche e anche l’amministrazione pubblica, in termini di valore e decoro del patrimonio».
Da qui la proposta di un modello integrato, fondato su tre direttrici operative: pressione, presidio e ripopolamento.
La prima direttrice riguarda il rafforzamento dell’azione di contrasto ai comportamenti problematici. Confesercenti indica la necessità di una presenza più visibile e continuativa delle forze dell’ordine nelle fasce orarie più delicate, in particolare tra il tardo pomeriggio e la sera.

Accanto ai pattugliamenti, viene suggerito l’utilizzo sistematico di strumenti come il Daspo urbano nei confronti dei soggetti recidivi, insieme a controlli mirati sul consumo di alcol e sostanze. «La continuità dell’azione – evidenzia Fiorentini – è fondamentale per evitare che situazioni di degrado si consolidino».
Il secondo asse di intervento chiama in causa il presidio attivo del territorio e il decoro urbano, con un ruolo centrale per il Comune e i servizi sociali. L’idea è di affiancare alle forze dell’ordine presidi “leggeri”, come volontari della Protezione civile o altre figure di supporto, in grado di aumentare la percezione di presenza nelle ore più critiche.
Non solo. Tra le proposte anche l’attivazione di progetti di educativa di strada, finalizzati a intercettare soprattutto i gruppi giovanili e a gestire eventuali situazioni di tensione prima che degenerino. Un lavoro di prevenzione che si affianca a interventi concreti sul decoro: manutenzione costante dell’illuminazione pubblica, pulizia, rimozione tempestiva di atti vandalici. «Un ambiente curato – sottolinea Fiorentini – è il primo segnale di attenzione e presenza da parte dello Stato».
In questa prospettiva, Confesercenti propone anche l’istituzione di un canale diretto e immediato tra operatori economici e Polizia locale, per segnalazioni rapide e interventi tempestivi.
Il terzo pilastro è forse quello più innovativo: il ripopolamento e la riattivazione della zona.
«Non basta controllare – osserva Fiorentini – bisogna riportare vita». L’idea è di promuovere una programmazione costante di eventi “leggeri”, come musica, piccoli mercatini o iniziative temporanee, concentrati nella fascia oraria tra le 18 e le 21. Momenti pensati per modificare la frequentazione dell’area, favorendo una presenza positiva e diffusa.
A questo si aggiunge il coinvolgimento diretto dei commercianti, con iniziative coordinate e la possibilità di sperimentare attività attrattive temporanee, come food truck o chioschi, in contesti controllati.
Per passare dalle idee ai fatti, Confesercenti propone l’attivazione di una “zona pilota” della durata di 60 giorni. Un progetto sperimentale in cui integrare tutte le azioni indicate – controllo, presidio, animazione – accompagnandole con un monitoraggio costante. L’obiettivo è testare sul campo un modello operativo replicabile anche in altri contesti.
Al termine della fase sperimentale un tavolo di monitoraggio permanente tra istituzioni, forze dell’ordine e rappresentanti delle attività economiche, per analizzare i risultati, condividere dati sulle criticità e adattare le strategie in tempo reale.
«Dobbiamo evitare soluzioni parziali – conclude Fiorentini – La sola repressione rischia di spostare il problema altrove, mentre la sola animazione non è sufficiente a garantire sicurezza. Serve un approccio multilivello, in cui ciascun soggetto faccia la propria parte. Siamo pronti a collaborare attivamente per costruire un percorso concreto, che trasformi la zona della stazione da area critica a spazio vissuto, sicuro e attrattivo».
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