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27 Marzo 2026 - 17:37
Consiglio comunale di Settimo Torinese. Più che una discussione sulla prevenzione estiva, l'altra sera è andata in scena la solita liturgia tutta municipale per spiegare ai cittadini che sì, il problema esiste, sì, lo conoscono, sì, hanno un piano, sì, c’è una legge, sì, ci sono i monitoraggi, sì, ci sono pure le trappole, le ovitrappole, i sopralluoghi, i dati, i numeri, i progetti, i protocolli. Insomma: c’è tutto. Resta quella fastidiosa sensazione che le zanzare abbiano l’abitudine di arrivare prima di tutto questo.
A sollevare il tema è stato il consigliere comunale Francesco D’Ambrosio con un’interpellanza apparentemente semplice ma parecchio insidiosa. Può succedere se si parla di zanzare, di salute pubblica, di aree verdi, di stagioni calde che si allungano, di zanzara tigre e di un’amministrazione che dovrebbe muoversi prima che il problema ronzi attorno alle orecchie dei cittadini.
Il consigliere ha chiesto di sapere quali sono i piani, i trattamenti previsti, le tempistiche, le risorse economiche a disposizione. Domande lineari. Fin troppo lineari.
In risposta l’assessore Armando Cirillo ha esordito con una frase che è già mezzo titolo: "Spero che non mi chiediate di nuovo dei topi però". Al prossimo giro avrebbero dovuto rispondergli, considerando la "colonia" spuntata dalle parti della Olon.
Da qui in avanti l’assessore ha provato a ricostruire il quadro con tutta la pazienza del tecnico e tutta la prudenza di chi sa che il terreno è scivoloso. Ha citato la legge regionale del ’95. Ha spiegato che il riferimento normativo è quello. Ha ricordato che la materia è coordinata dalla Città Metropolitana Ha tirato in ballo il progetto portato avanti con IPLA dal 2017. Ha raccontato che esistono tre livelli di intervento: monitoraggio, lotta vera e propria, sopralluoghi su richiesta.

Vincenzo Maiolino, Giorgio Zigiotto e Francesco D'Ambrosio
Un meccanismo quasi impeccabile. Ci sono le trappole per catturare e contare gli esemplari adulti. Ci sono le ovitrappole per misurare la presenza delle uova, con un’attenzione speciale alla zanzara tigre. Ci sono i trattamenti larvicidi, quelli adulticidi, ci sono i prodotti biologici, perché non è più tempo di spruzzare qualunque cosa come se fossimo negli anni Settanta, eccetera, eccetera, eccetera.
E fin qui il copione ha retto. Anzi, è sembrato quello classico delle amministrazioni che vogliono rassicurare: il piano esiste, viene rinnovato, è articolato, è monitorato, si adatta alle zone sensibili, ai parchi, alle scuole, alle segnalazioni.
L’anno scorso, ha ricordato Cirillo, sarebbero stati fatti 13 interventi specifici tra monitoraggio e trattamenti, sia presso privati sia presso scuole e aziende. Non è mancato nemmeno la cornice economica: l’Unione Net ha investito circa 47 mila euro complessivi, di cui circa 16.500 per Settimo Torinese. Neppure la comunicazione alla cittadinanza è stata dimenticata: canali del Comune, rilanci delle pagine IPLA, manuali, istruzioni, numero verde regionale.
Il consigliere Giorgio Zigiotto, intervenuto subito dopo,non ha contestato la teoria, ha smontato la pratica. L’assessore parla di cinque interventi l’anno? Bene, allora lui vorrebbe sapere quando sono passati.
"L'unica volta che ho visto passare uno sotto casa mia era il 17 ottobre di quest'anno".
Che detta così, è già una fucilata. "Il 17 ottobre ormai le zanzare sono belle che finite". Fine delle trasmissioni.
Dopodiché tutta la sofisticata architettura del monitoraggio, dei protocolli e delle trappole attrattive è stata investita da una domanda banalissima, e per questo devastante: ma i trattamenti si fanno quando servono o quando capita? Perché un conto è srotolare il "rosario" degli interventi, un altro è convincere i cittadini che il Comune stia davvero affrontando il problema nel suo momento cruciale, non quando l’estate ha già presentato il conto o quando l’autunno ha già spento il ronzio.
Zigiotto, in realtà, non si è fermato alla battuta sul 17 ottobre. Ha fatto di peggio: invita ha invitato l’amministrazione a guardare la città. Ha parlato di ristagni d’acqua, di tombini pieni, di una situazione che ogni volta che piove si ripresenta uguale a se stessa, come se l’acqua sapesse già dove fermarsi e l’amministrazione sapesse già come spiegarlo.
Il finale è un invito quasi turistico, ma avvelenato il giusto — "Vi porterò a fare un giro per la città" .
Cirillo (l'assessore grillino che dei grillini ha più ben poco) ha provato a riprendere il controllo sfoderando una raffica di date (10 giugno, 17 giugno, 24 giugno, 1 luglio, 8 luglio, 15 luglio, 22 luglio, 29 luglio, 5 agosto, 12 agosto, 19 agosto, 26 agosto, 9 settembre, 16 settembre, 23 settembre, 30 settembre).
"17 ottobre non ce l'ho, però se lei l'ha visto io me lo segno" ha ribattuto.
Una frase meravigliosa, perché dentro c’è tutto: la cautela, l’ironia, il dubbio, la toppa messa con il sorriso, il tentativo di non sconfessare né sé stesso né il consigliere. Un piccolo capolavoro di sopravvivenza.
Naturalmente la storia non era finita lì. "Se era IPLA, è un conto. Se era SMAT, è un altro...". Quindi rivolto a Zigiotto: "Lei non confonda perché lei mi destabilizza".
Che, letta così è forse la confessione più sincera di tutta la serata. Perché a destabilizzare, in effetti, non è solo la confusione tra un pulmino e l’altro. A destabilizzare è soprattutto il contrasto tra la narrazione ordinata del servizio e la percezione, molto più ruvida, di chi in città vede tombini che sembrano sempre un passo indietro rispetto al problema.
E poi ancora:"Se mi parla del trattamento dei topi io vado un attimo in trance".
Insomma non è facile coordinare zanzare, tombini, topi, SMAT, IPLA, cittadini, regioni, numeri verdi, report e opposizioni senza mai perdere il filo. O almeno fingendo di non perderlo.
A dare il colpo finale alla questione ci ha pensato Francesco D’Ambrosio. Prima ha ringraziato poi ha sparato un colpo micidiale. "Le date elencate dall’assessore partono da giugno. La riproduzione delle zanzare comincia a metà marzo. Siamo al 26 marzo, fuori ci sono già 18, 20 gradi nelle giornate più calde....".
Colpito e affondato...
E qui il ragionamento per Cirillo si è fatto più difficile da superare con una formula amministrativa.
Se la protocollazione è avvenuta a dicembre, se IPLA non ha ancora comunicato quando inizierà davvero l’attività, se la macchina operativa è ancora ferma mentre il termometro sale, allora il problema non è più se il piano esiste. Il problema è se parte quando deve partire.
È la differenza che passa tra prevenzione e rincorsa. Tra programmazione e giustificazione. Tra l’idea di colpire le larve prima che diventino sciami e quella, più malinconica, di raccontare a fine stagione quanti passaggi sono stati fatti mentre i cittadini si grattano ancora le caviglie.
Il consiglio comunale di Settimo Torinese? L’immagine perfetta di come vanno le cose.
Da una parte l'Amministrazione comunale pronta a sfoderare norme, strutture, partner tecnici, numeri, percentuali e investimenti di fronte, dall'altra un’opposizione che chiede una cosa terribilmente terra terra, cioè se tutto questo ambaradan serva davvero nel momento giusto.
Resta la città con i suoi tombini, i suoi ristagni, i suoi parchi, le sue scuole, le sue estati sempre più lunghe e la sensazione — difficile da sradicare — che la guerra alle zanzare venga raccontata meglio di quanto è percepita.
La verità, alla fine, è che a Settimo il piano c’è. I soldi pure. I report anche. Le date, volendo, saltano fuori. Le trappole non mancano. Le pagine Facebook nemmeno. E però resta quel dubbio fastidioso che nessuna ovitrappola può catturare: se il Comune sta davvero prevenendo o se si sta limitando, anno dopo anno, a spiegare con grande dovizia di particolari perché prevenire è complicato.
Che poi è il vero miracolo della politica locale: trasformare una zanzara in una pratica, un tombino in un dossier e un ronzio notturno in una disputa tra enti, competenze e cronologie. Con l’opposizione che punge, la giunta che si difende, i topi che fanno capolino anche quando non invitati e la città che, nel frattempo, aspetta ancora di capire una cosa banalissima: se quest’estate verrà disinfestata in tempo oppure, come sempre, dovrà arrangiarsi con la pazienza, il repellente e qualche bestemmia sul balcone.
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