Le porte dei palazzi del potere si aprono, e Torino si racconta attraverso i suoi luoghi più simbolici. In occasione delle principali ricorrenze civili – 25 aprile, 2 giugno e 4 novembre – torna nel 2026 l’iniziativa “I Palazzi delle Istituzioni si aprono alla città”, un percorso straordinario che accompagna cittadini e visitatori nel cuore della storia amministrativa e politica del capoluogo.
Promosso dalla Città di Torino, dalla Prefettura e realizzato con la collaborazione della Città metropolitana, di Turismo Torino e delle istituzioni culturali statali, il progetto costruisce un itinerario che unisce passato e presente, permettendo di attraversare spazi normalmente non accessibili al pubblico. Non una semplice visita, ma un vero viaggio dentro i luoghi dove si prendono decisioni e si custodisce la memoria della città.
Il percorso prende avvio da Palazzo Civico, sede storica del municipio, inserita nel nucleo originario della Torino romana. Qui si attraversano ambienti di grande valore artistico e simbolico, dallo scenografico Scalone d’Onore alla Sala dei Marmi, fino alla Sala Rossa, centro della vita politica torinese. In via eccezionale, si potrà entrare anche nell’Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale, spazio solitamente riservato alle attività istituzionali.
Dalle vie del centro si arriva poi in Piazza Castello, dove si apre il secondo capitolo del percorso: i Musei Reali e le sale di rappresentanza di Palazzo Reale. Qui la visita si intreccia con la storia nazionale, tra ambienti fastosi e carichi di significato, come la Sala del Consiglio dove nel 1848 fu firmato lo Statuto Albertino. Il passaggio nella Galleria Beaumont e nell’Armeria Reale restituisce l’immagine di una Torino capitale, fulcro politico e militare del Regno.

Il viaggio prosegue negli spazi della Prefettura, antica sede delle Regie Segreterie di Stato. Tra le stanze più suggestive c’è quella che fu l’ufficio di Camillo Benso di Cavour, rimasta intatta nel tempo, con le sue pareti blu e una porta segreta che collega direttamente al Palazzo Reale. Un luogo che conserva intatta la memoria di uno dei protagonisti dell’Unità d’Italia.
A seguire si entra nell’aula del Consiglio della Città metropolitana, testimonianza dell’evoluzione amministrativa dopo il trasferimento della capitale da Torino a Firenze. Un ambiente che racconta il passaggio dalle istituzioni sabaude a quelle moderne, con decorazioni che riflettono il gusto eclettico dell’Ottocento.
Il percorso si conclude all’Archivio di Stato, uno dei luoghi più riservati della macchina statale sabauda. Qui, tra le “guardarobe” che custodiscono documenti secolari, si percepisce il valore della memoria come fondamento delle istituzioni. Lo scalone juvarriano, ultima tappa della visita, rappresenta simbolicamente l’uscita da questo viaggio nella storia.
Le visite si svolgono in gruppi accompagnati da volontari e studenti coinvolti in progetti formativi, in un intreccio tra istituzioni e nuove generazioni. L’ingresso è gratuito ma su prenotazione, a conferma di un’iniziativa che punta a coinvolgere la cittadinanza in modo organizzato e consapevole.
“I Palazzi delle Istituzioni si aprono alla città” non è solo un evento culturale. È un invito a riscoprire il significato dei luoghi pubblici, a entrare – fisicamente e simbolicamente – negli spazi della democrazia. Un’occasione per vedere da vicino dove la storia è stata scritta e dove, ogni giorno, continua a prendere forma.
