Lunedì 30 marzo il Consiglio comunale di Mappano sarà chiamato ad approvare il progetto preliminare del primo Piano regolatore generale: un atto atteso da anni e destinato a segnare una svolta nella storia urbanistica della città.
Per capire la portata della decisione bisogna fare un passo indietro. Mappano, diventata Comune autonomo solo nel 2017, è cresciuta negli anni come un mosaico di pezzi diversi, ereditati dai territori limitrofi.
Quartieri sviluppati senza un disegno unitario, regole differenti, interventi spesso scollegati tra loro. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una città che esiste, ma che finora non ha mai avuto un vero progetto complessivo.
Il Piano regolatore che arriva ora in aula prova a mettere ordine proprio in questa frammentazione. Non è un lavoro nato ieri: il percorso è iniziato nel 2019, con incontri pubblici, confronti con associazioni e categorie economiche, passaggi istituzionali complessi e anche momenti di tensione, come il contenzioso sulle aree Borsetto. Negli ultimi anni il progetto è stato rivisto più volte, fino ad arrivare alla versione attuale.
La scelta di fondo è chiara e, per certi versi, controcorrente: non crescere di più, ma crescere meglio. Tradotto in termini concreti significa meno nuove costruzioni e più attenzione alla qualità urbana.

Il Piano riduce in modo significativo le aree edificabili rispetto al passato: circa 370 mila metri quadrati in meno rispetto alle previsioni precedenti. Una sforbiciata netta, che punta a limitare il consumo di suolo e a evitare una città sempre più dispersa e costosa da gestire.
Al posto dell’espansione, l’amministrazione punta sulla rigenerazione: recuperare aree dismesse o poco utilizzate, migliorare ciò che già esiste, sfruttare infrastrutture e servizi senza continuare ad allargare i confini urbani. Un cambio di paradigma che guarda anche alla sostenibilità ambientale e alla vivibilità.
C’è poi un tema che, in un territorio come quello di Mappano, non può essere secondario: la sicurezza idraulica.
La presenza di falde superficiali e di una rete complessa di canali rende alcune zone particolarmente delicate. Il Piano introduce un principio netto: prima la sicurezza, poi lo sviluppo. Le trasformazioni urbanistiche dovranno essere compatibili con queste condizioni, senza scorciatoie.
Capitolo a parte per le aree Borsetto, uno dei nodi più discussi degli ultimi anni. Qui il ridimensionamento è ancora più evidente: le superfici edificabili vengono ridotte di circa il 60%, passando da oltre 250 mila a poco più di 100 mila metri quadrati.
Un intervento che cambia radicalmente le prospettive della zona, trasformando quello che poteva diventare un grande polo industriale in un’area più contenuta e, nelle intenzioni, meglio integrata nel territorio.
Non si tratta solo di numeri. Il messaggio politico è evidente: maggiore controllo pubblico sulle trasformazioni e meno spazio a interventi difficili da governare. Proprio per questo, il “caso Borsetto” viene visto come il banco di prova della credibilità del nuovo Piano.
Se il Consiglio darà il via libera, non sarà comunque la parola fine. Si aprirà infatti una fase di 60 giorni in cui cittadini, professionisti e imprese potranno presentare osservazioni. Un passaggio spesso poco conosciuto, ma fondamentale: è qui che il Piano può essere corretto, migliorato, adattato alle esigenze che emergeranno dal territorio.
“Mappano nasce da un’idea chiara e da una scelta coraggiosa: essere padroni del nostro futuro - commenta il sindaco Francesco Augusto Grassi - . Fin dai tempi del Comitato per la costituzione del Comune di Mappano, che ho avuto l’onore di guidare, il nostro obiettivo è sempre stato uno: governare lo sviluppo del territorio mettendo al centro le persone, la qualità della vita e la tutela dell’ambiente. Oggi, con questo Piano Regolatore, quella visione diventa realtà. Una visione mappano-centrica, in cui sono i cittadini a determinare le scelte fondamentali per il futuro della comunità. Non subiamo più decisioni dall’esterno: le costruiamo insieme, con responsabilità e orgoglio. Stiamo disegnando una Mappano più vivibile, più sostenibile, più giusta. Una città che guarda avanti, pensando ai nostri figli e ai nostri nipoti, e che cresce senza perdere la propria identità. Questo è il nostro impegno: costruire oggi il futuro di Mappano, insieme alla sua comunità”.
Ora la parola passa al Consiglio comunale e, subito dopo, ai cittadini.