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Ufficio postale chiuso e riapertura incerta: a Cuorgnè esplode la polemica tra cittadini e politica

Slitta al 13 aprile ma il Comune teme nuovi ritardi, cittadini e opposizione all’attacco

Ufficio postale chiuso

Ufficio postale chiuso e riapertura incerta: a Cuorgnè esplode la polemica tra cittadini e politica

Doveva riaprire il 1° aprile, poi il rinvio al 13 aprile. Ora, però, anche quella data vacilla. L’ufficio postale di via Asilo resta chiuso e, dopo l’ultimo sopralluogo effettuato dall’amministrazione comunale insieme ai tecnici, cresce il timore che i tempi possano allungarsi ulteriormente. Una situazione che sta alimentando polemiche e malcontento in città.

Poste Italiane ha comunicato ufficialmente lo slittamento, ma dal controllo del cantiere sono emerse criticità tali da far dubitare che la nuova scadenza venga rispettata. Il risultato è un clima di incertezza che pesa su cittadini e attività economiche, costretti da settimane a fare i conti con la mancanza di un servizio essenziale.

I disagi sono concreti, soprattutto per anziani e pensionati, che devono spostarsi nei comuni vicini per operazioni quotidiane. Una difficoltà che, con il passare dei giorni, si trasforma in frustrazione. E proprio da qui nasce la protesta, sempre più esplicita anche sui social.

Durissimo l’intervento dei consiglieri di minoranza Davide Pieruccini e Lidia Perotti (Cuorgnè C’è), che attaccano la gestione della vicenda: “Confermiamo la nostra posizione: era ed è necessario attivare un ufficio postale provvisorio. Con i ‘apre…, forse apre…crediamo che non apra…’ non si va da nessuna parte. Spiace per i cittadini, i commercianti e i pensionati… Cuorgnè è gestita a questo modo”.

Parole che fotografano una situazione percepita come mal gestita e priva di soluzioni concrete. Il tema del presidio temporaneo, già adottato in altri comuni durante lavori analoghi, diventa così il centro del dibattito politico.

Anche tra i cittadini il tono è sempre più acceso. “Il Comune deve solo vergognarsi per aver messo in questa situazione problematica e assurda i suoi cittadini, specialmente quelli più anziani”, scrive un utente. E ancora: “Il Canavese è pieno di piccoli paesi che fanno di tutto per rinascere mentre Cuorgnè continua piano piano a morire”. Uno sfogo che va oltre il singolo disservizio e tocca il tema più ampio della tenuta del territorio.

C’è poi chi porta esempi concreti: “Quando hanno fatto i lavori alla posta a Leinì hanno montato un prefabbricato e spostato lì il servizio. Si poteva fare anche a Cuorgnè”. Un confronto che alimenta ulteriormente le critiche e mette in evidenza possibili alternative non adottate.

La questione, dunque, non riguarda solo il ritardo nei lavori, ma anche la gestione complessiva dell’emergenza. L’assenza di un punto di servizio temporaneo viene percepita come una mancanza grave, soprattutto in un contesto dove l’ufficio postale rappresenta un punto nevralgico per la comunità.

Intanto l’amministrazione continua a monitorare la situazione e a mantenere i contatti con Poste Italiane, ma senza fornire certezze sui tempi. Il rischio, sempre più concreto, è che la riapertura slitti ancora, prolungando una fase di disagio che sta già lasciando il segno.

In una città che cerca di mantenere servizi e centralità nel Canavese, la vicenda dell’ufficio postale diventa così un caso emblematico. Tra ritardi, polemiche e richieste inevase, resta una domanda aperta: quanto dovranno ancora aspettare i cittadini per tornare alla normalità?

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