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26 Marzo 2026 - 18:15
L'ex assessore ai lavori pubblici Michele Cafarelli
Fiato alle trombe, rullo di tamburi, a Ivrea sta per chiudersi una fase importante del cantiere ferroviario per l'elettrificazione della linea ferroviaria vero Aosta. Allo stesso tempo, se ne riaprirà un’altra tutt’altro che semplice quello della ricostruzione.
Gli interventi riguarderanno sempre via Riva, quindi piazza Perrone, ma anche una parte del Lungo Dora dove è prevista anche la realizzazione di una nuova pista ciclabile e di una ringhiera.
Prima però occorrerà provvedere al ripristino dei servizi oggi erogati con dei bypass. Un’operazione complessa che coinvolge diversi gestori e che richiederà tempi non brevi, stimati tra i due e i tre mesi. In questa fase verranno realizzati gli allacci permanenti di acqua, fognature, gas, energia elettrica e fibra ottica. L’intervento più articolato riguarda la rete idrica, affidata a Smat (e tutti sappiamo che cosa vuol dire) che ha già presentato il progetto a Rfi ottenendo il via libera. Successivamente interverranno Aeg, Enel e Tim.
Parallelamente, proseguiranno gli interventi affidati all'impresa Notari, che ha in carico l’appalto per l’elettrificazione. Tra questi, la ricostruzione del muro lungo via Riva e la risistemazione di piazza Perrone.
Un capitolo a parte riguarda il consolidamento del Lungo Dora, su cui interverrà direttamente il Comune.
Sotto il piano stradale si trovano locali in calcestruzzo armato risalenti ai primi del Novecento, oggi in avanzato stato di degrado. E parliamo di oltre 700 metri quadrati tra ex tipografia e lavatoio, vincolate dalla Soprintendenza ma compromesse da infiltrazioni d'acqua che hanno causato la corrosione del cemento e delle armature metalliche.

Per capire che cosa è successo bisogna tornare indietro al maggio del 2019 quando l'amministrazione comunale in allora guidata dal sindaco Stefano Sertoli accerta un pericolo concreto e decide di mettere in sicurezza provvisoriamente un tratto di 200 metri con travi e puntelli metallici a sostegno del solaio, anticipando totalmente il costo dell’intervento.
Si metterà nero su bianco solo nel luglio del 2021 che la responsabilità del grave stato di degrado dovuto alle infiltrazioni di acqua piovana nell’ex tipografia Giglio Tos, inutilizzata da più di 30 anni, sarebbe stata da attribuire al 50% tra la proprietà dell’immobile, la Gtg sas di Romano, e il Comune di Ivrea a cui spettava la manutenzione della strada.
Questo almeno è quanto si leggeva in una Ctu (consulenza tecnica) predisposta dal tribunale di Ivrea e affidata all’ingegnere Davide Enrione durante un tentativo di conciliazione.
Seguì, a cura dell’Ingenger Elvis Francisco la firma del verbale e la decisione di pagare quei lavori di consolidamento provvisori 90 mila euro ciascuno.
Per la cronaca, l’ex tipografia era stata messa in vendita dai proprietari già nel 2015.
Arriva il 2023. Il problema sta sempre lì su una scrivania. Ed è sempre più grosso. Da quando se n’è cominciato a discutere di acqua sotto il tunnel ne è passata talmente tanta che si sono succeduti almeno tre aggiornamenti tariffari.
A quel punto l’allora assessore Michele Cafarelli, tanto bistrattato dall'allora consigliere comunale Francesco Comotto, oggi seduto al suo posto, ha una genialità…. Decide di chiedere a Rfi come compensazione una nuova “passerella pedonale” (che poi è uscita dai radar) ma anche la risistemazione dei locali sotto il lungodora. Peccato che quest’ultima “operazione” fosse più facile a dirsi che a farsi, non foss’altro che quei locali non erano nelle disponibilità del Comune ma per l’appunto ella Gtg sas di Romano che prima s’era dichiarata disponibile a vendere ma in quei giorni, venuta a conoscenza dell’accordo, aveva deciso di alzare il prezzo. Quindi nessuna vendita
Da qui in avanti però il lavoro dell’Amministrazione Chiantore è stato tutto in discesa. Nella mani dell'Ufficio tecnico un’indagine geologica di GEA srl sul solaio propedeutica ad un Progetto di fattibilità tecnico economica (Pfte) che dovrà tradursi nel progetto esecutivo e quindi nel cantiere vero e proprio.
Oggi l'accordo con la proprietà prevede una loro partecipazione per circa 80.000 euro. Non si conosce ancora la quota a carico del Comune, quindi di RFI, che potrebbe aggirarsi attorno al mezzo milione di euro. Fine delle compensazioni.
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