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Ex Salesiani, il cantiere accelera: entro giugno il nuovo polo sociale in Canavese

Dopo anni di attese, il recupero entra nella fase finale: ma resta il nodo della funzione

Ex Salesiani, il cantiere accelera: entro giugno il nuovo polo sociale in Canavese

Ex Salesiani, il cantiere accelera: entro giugno il nuovo polo sociale in Canavese

A Cuorgnè i lavori all’ex Collegio Salesiano Morgando entrano nella fase finale. Il sopralluogo della Città metropolitana di Torino certifica che il cantiere, finanziato con 3 milioni di euro dal PNRR, procede secondo cronoprogramma e punta a chiudersi entro fine giugno. Ma il punto, ancora una volta, non è solo lo stato di avanzamento. È capire cosa diventerà davvero quel luogo — e cosa è stato.

Nel pomeriggio, il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo e la consigliera delegata allo sviluppo economico Sonia Cambursano, insieme ai tecnici e all’assessore alla cultura e istruzione di Cuorgnè Laura Ronchietto Silvano, hanno visitato il lotto di via Matteotti, a due passi dal centro storico. Un’area che per anni è rimasta ai margini, sottoutilizzata, a tratti degradata, e che oggi viene raccontata come “polo innovativo di aggregazione sociale”.

Il progetto è ampio: pannelli fotovoltaici, riqualificazione energetica, nuovi serramenti, isolamento, spazi ripensati per l’accessibilità, sistemazione delle aree esterne. Ma soprattutto una nuova funzione. Qui verranno trasferite la biblioteca comunale, in versione ampliata, e una serie di spazi destinati alle associazioni cittadine.

Tutto lineare. Tutto coerente con il lessico del PNRR. Ma la domanda resta: è davvero una trasformazione o solo un cambio di etichetta?

Perché l’ex Salesiani — per Cuorgnè — non è mai stato un edificio qualunque. Era il collegio “Morgando”, una scuola. Un pezzo di formazione, di educazione, di vita quotidiana. Ha chiuso nel 2006. Tre anni dopo è passato al Comune. Da lì in poi, una lunga transizione: utilizzi temporanei, adattamenti, lavori a fasi alterne. Sempre con la stessa promessa di fondo: restituirlo alla città.

Il sopralluogo di oggi della Città Metropolitana di Torino nel cantiere

Oggi quella promessa prende la forma dei fondi europei. Missione 5, inclusione sociale. Piani Urbani Integrati. Parole che indicano una direzione precisa: trasformare uno spazio vuoto in un luogo aperto. Ma non basta riempire le stanze per restituire una funzione.

Il rischio, già visto altrove, è che la riqualificazione resti un fatto edilizio. Che il contenitore venga sistemato, mentre il contenuto fatica a trovare una sua identità reale. Biblioteca e associazioni sono una risposta. Ma saranno sufficienti a ricreare quella centralità che il collegio aveva nel tessuto cittadino?

C’è poi un altro livello, più politico. Negli ultimi anni l’ex Salesiani è entrato anche nel dibattito sulle priorità: investire qui, oppure altrove? Cultura e aggregazione contro manutenzioni più urgenti? È una linea di tensione che non si è mai davvero chiusa. E che probabilmente tornerà, quando il cantiere sarà finito e si dovrà misurare l’impatto reale dell’intervento.

Per ora, il dato è concreto: i lavori vanno avanti e rispettano i tempi. Entro l’estate Cuorgnè avrà uno spazio nuovo. O meglio, uno spazio recuperato.

Il punto, però, resta un altro. Non cosa diventerà l’ex Salesiani sulla carta, ma cosa diventerà nella vita quotidiana della città. Perché certi edifici non si limitano a essere riaperti. O tornano a essere vissuti, oppure restano — semplicemente — ristrutturati.

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