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Conto Termico 3.0, a Cherasco il confronto che riporta gli incentivi con i piedi per terra

Al convegno organizzato dalla Banca di Cherasco oltre 370 partecipanti tra professionisti e imprese. Al centro il ruolo della finanza e l’intervento dell’amministratore delegato di Fresia Alluminio, che ha richiamato la necessità di una vera visione industriale

Conto Termico 3.0, a Cherasco il confronto che riporta gli incentivi con i piedi per terra

Conto Termico 3.0, a Cherasco il confronto che riporta gli incentivi con i piedi per terra

L’auditorium della Banca di Cherasco, oggi pomeriggio a Roreto, si è riempito in ogni ordine di posti. In presenza e collegati online più di 400 partecipanti, tra professionisti, tecnici, imprenditori e amministratori pubblici, segno che il tema non ha riguardato soltanto gli addetti ai lavori.

Il convegno “La nuova era degli incentivi: Conto Termico 3.0” è nato come appuntamento tecnico, ma si è trasformato in un momento di confronto più ampio, capace di raccontare come la transizione energetica possa smettere di essere uno slogan e diventare pratica concreta.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Giovanni Claudio Olivero, presidente della Banca di CherascoHa richiamato il ruolo di una banca di territorio nel fare da ponte tra politiche pubbliche e iniziativa privata. Non solo credito, ma accompagnamento, lettura dei cambiamenti, capacità di tradurre norme e incentivi in scelte praticabili. Un’impostazione che non è rimasta sulla carta e che è tornata più volte nel corso del pomeriggio.

Il contesto europeo è stato delineato dall’intervento di Giovanni Crosetto, europarlamentare, che ha collocato il Conto Termico 3.0 all’interno delle strategie comunitarie su clima ed energia. Un passaggio utile per comprendere come gli incentivi nazionali non siano episodi isolati, ma tasselli di una politica più ampia, fatta di obiettivi stringenti e risorse che, se non utilizzate correttamente, rischiano di restare inutilizzate.

Da qui in avanti il convegno è entrato nel vivo, affrontando uno dei nodi più delicati: la complessità normativa.

Roberto Berutti, forte di un’esperienza maturata tra Bruxelles e le istituzioni europee, ha ricostruito l’evoluzione degli strumenti di incentivazione e il quadro regolatorio di riferimento, chiarendo come il Conto Termico 3.0 abbia rappresentato un cambio di passo rispetto al passato. Fabrizio Polledro, architetto dello Starter Studio di Torino, ha portato il punto di vista di chi quei meccanismi deve tradurli in progetti reali, spiegando come le nuove regole abbiano inciso sulle scelte progettuali, sui tempi e sulle responsabilità dei professionisti. Thomas Candeago, di BDO, ha affrontato il tema fiscale, mettendo in evidenza opportunità, vincoli e criticità, mentre Giancarlo e Aldo Scarzello di Gemini Project hanno illustrato esperienze operative legate alla gestione di interventi complessi nel campo dell’efficienza energetica.

fresia alluminio

Valentino Fresia

Valentino Fresia di Fresia Alluminio

È stata una parte densa, tecnica, necessaria. Ma il convegno ha cambiato passo quando, sul finale il discorso si è spostato dal “come funziona” al “come si fa”. Ed è qui che l’intervento di Valentino Fresia, amministratore delegato di Fresia Alluminio, ha assunto un peso particolare e ha catturato l’attenzione della sala.

Fresia non ha parlato per slogan. Ha parlato da imprenditore che ha fatto scelte, ha investito risorse e ha affrontato rischi. Ha spiegato come lo sviluppo dell'efficienza energetica, in un’azienda manifatturiera specializzata in serramenti di alluminio, non sia stata un adempimento imposto dall’esterno, ma una strategia industriale capace di incidere su costi, qualità e competitività. Ha raccontato un percorso fatto di investimenti mirati, innovazione tecnologica e attenzione ai processi produttivi. 

Nel suo intervento è emerso con chiarezza un concetto che ha trovato forte riscontro tra il pubblico: il Conto Termico 3.0 funzionerà solo se incontrerà imprese strutturate, capaci di progettare e di guardare oltre il breve periodo. In assenza di questa base, ha avvertito, l’incentivo rischia di diventare l’ennesima occasione sprecata. Fresia ha portato esempi concreti, ha parlato di infissi ad alta efficienza, di qualità dei materiali, di filiera del riciclo e di certificazioni, mostrando come la sostenibilità non sia solo un’etichetta, ma un risultato costruito nel tempo.

E quindi vanno bene le nuove fonti di energia, ma si comincia con abitazioni che ne consumano di meno e senza spifferi. Sempre Fresia su quelle cose che la politica non ci dice ma sono già programmate, tra cui una tassa (carbon tax denominata ETS2) sui beni importati in base all'anidride carbonica prodotta... In sintesi: più risparmio meno bolletta, uguale vantaggio economico. S'aggiunge che un edificio efficiente vale di più. 

La parte finale del convegno è stata dedicata al confronto operativo. Nella tavola rotonda sono intervenuti Silvio Vezza, di Esco Arcoservizi (Gruppo CMB), e Andrea Belluzzo, amministratore delegato di B.M. di Pianezza, che hanno portato il punto di vista delle aziende impegnate nella realizzazione degli interventi. Danilo Rivoira, vicedirettore della Banca di Cherasco, è entrato nel merito degli strumenti finanziari e del ruolo del credito nel rendere sostenibili investimenti spesso complessi.

Un passaggio significativo ha riguardato anche il mondo delle professioni: il convegno è stato riconosciuto per il rilascio di crediti formativi per geometri, architetti e periti industriali, confermando la volontà di incidere non solo sul dibattito, ma sulla pratica quotidiana.

Quando il pomeriggio si è concluso, è rimasta la sensazione di un confronto vero, non rituale. Il Conto Termico 3.0 è apparso per quello che è: non una bacchetta magica, ma uno strumento. E come tutti gli strumenti,  funzionerà o fallirà a seconda di come verrà usato.

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