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Rio Freidano, l’argine cede sotto la staccionata

La segnalazione dei cittadini rilanciata da Legambiente: terreno in frana nel tratto lato piazza. Appello al Comune per un sopralluogo urgente e interventi di messa in sicurezza

Rio Freidano, l’argine cede sotto la staccionata

La staccionata c’è, il terreno sotto un po’ meno. E il Rio Freidano, ancora una volta, lancia segnali che sarebbe meglio non ignorare.

A segnalarlo pubblicamente è Gianpiero Ronchetti, del Circolo Legambiente, che sui social raccoglie e rilancia le preoccupazioni di alcuni cittadini: la sponda del Rio Freidano, nel tratto lato piazza omonima, sta franando e il terreno si sta spostando proprio dietro la staccionata in legno. Una staccionata che, nelle immagini, appare sempre più come un elemento scenografico che una reale barriera di sicurezza.

Le foto parlano da sole. Il terreno è visibilmente scivolato verso il corso d’acqua, con zolle e pietre che hanno già ceduto, lasciando scoperta la fragilità dell’argine. La staccionata segue la pendenza, inclinata, in alcuni punti quasi “sospesa” nel vuoto, mentre sotto si intravedono segni evidenti di erosione. Non serve essere geologi per capire che qualcosa non va.

legambiene

Da qui l’appello di Legambiente, che invita l’Amministrazione comunale ad andare a verificare direttamente lo stato dei luoghi e a intervenire quanto prima. Non si tratta solo di una questione ambientale – pur centrale, visto che parliamo della tutela del Rio Freidano e del suo equilibrio – ma anche di sicurezza pubblica. Quel tratto è frequentato, visibile, a ridosso di una piazza, e il rischio di un cedimento più ampio non è un’ipotesi da archiviare con leggerezza.

Il punto, come spesso accade, è il tempismo. Intervenire ora significa prevenire danni maggiori domani: un’ulteriore erosione dell’argine, la compromissione definitiva della staccionata e, nel peggiore dei casi, situazioni di pericolo per chi percorre o frequenta l’area. Aspettare, invece, significa affidarsi alla speranza che il terreno decida spontaneamente di restare al suo posto.

Legambiente fa quello che da sempre fa: segnala, documenta, chiede attenzione. Ora la palla passa al Comune. Un sopralluogo, un monitoraggio serio e un intervento mirato sarebbero il minimo sindacale. Prima che il Rio Freidano, ancora una volta, debba ricordare a tutti che la natura presenta sempre il conto.

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