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19 Gennaio 2026 - 23:04
Dalle strade del Canavese al mito di Monte-Carlo: Fabrizio Pardi torna a inseguire la leggenda
C’è un filo rosso che lega il Canavese ai tornanti ghiacciati del Col de Turini, ed è un filo fatto di passione, memoria, competenza e ostinazione. A tenerlo ben saldo, ancora una volta, è Fabrizio Pardi, pilota canavesano di lungo corso, che dal 1° al 7 febbraio 2026 sarà al via del 28° Rallye Monte-Carlo Historique, la rievocazione più prestigiosa e affascinante del rally più famoso del mondo.
Accanto a lui, sul sedile di destra, Maria Rosa Vicari Fraquelli, nome che al Monte-Carlo Historique non ha certo bisogno di presentazioni. Insieme formeranno un equipaggio che unisce esperienza, conoscenza profonda della gara e quella sintonia indispensabile quando si affrontano strade che non perdonano errori, soprattutto di notte, quando il ghiaccio può comparire all’improvviso dietro una curva, trasformando ogni prova in un esercizio di precisione assoluta.
La scelta della città di partenza non è casuale: sarà Torino, da dove domenica 1 febbraio alle 14.30 la loro Lancia Fulvia 1.3 HF scatterà verso l’avventura. Un’auto iconica, simbolo di un’epoca in cui i rally erano una miscela di coraggio, meccanica e istinto, e che Pardi conosce come pochi altri. La Fulvia HF è la vettura con cui il pilota di Burolo ha scritto alcune delle pagine più importanti della propria carriera sportiva, conquistando la Coppa Italia di classe del Campionato Italiano Rally Auto Storiche nel 2018 e nel 2022, risultati che lo hanno definitivamente consacrato come uno dei protagonisti assoluti del panorama nazionale delle storiche.
Il Rallye Monte-Carlo Historique, però, non è una gara come le altre. Da Torino, così come da Monte-Carlo, Barcellona, Reims, Bad Homburg e persino da John O’Groats, in Scozia, prenderanno il via oltre 200 equipaggiprovenienti da tutta Europa. Dopo i lunghi e selettivi percorsi di concentrazione, tutti convergeranno su Valence, in Francia, dove inizierà la competizione vera e propria: prove di regolarità, navigazione millimetrica, medie da rispettare al secondo e una concentrazione che non ammette cali. Il gran finale, come da tradizione, sarà la leggendaria notte del Col de Turini, un luogo che per gli appassionati è molto più di una montagna: è un tempio del motorsport, un santuario dove si sono scritte alcune delle pagine più epiche della storia dei rally. L’arrivo è previsto sabato 7 febbraio sul lungomare di Monte Carlo, tra luci, mare e il peso della fatica accumulata in una settimana durissima.

Per Fabrizio Pardi non si tratta soltanto di una nuova partecipazione, ma dell’ennesima tappa di una storia lunga oltre cinquant’anni di corse. Una passione nata da bambino, coltivata con ostinazione e trasformata in una carriera che lo ha visto protagonista su strade, piste e ambienti di altissimo livello. Nel corso degli anni Pardi ha guidato vetture che hanno segnato un’epoca: dalla Simca Rally 2 alla Mini De Tomaso, dalla Talbot Sunbeam alla BMW M3, fino alla Renault Clio Williams, attraversando decenni di evoluzione tecnica e sportiva senza mai perdere il gusto della sfida.
Ma la sua storia nel motorsport non si ferma all’abitacolo. Pardi ha lavorato anche dietro le quinte, collaborando con importanti team automobilistici e di Formula 1, tra cui realtà legate a nomi storici come Ferrari, AGS, Fondmetal e Forti Corse, oltre a esperienze nei campionati Superturismo con Alfa Romeo e BMW Motorsport. Un bagaglio di competenze che lo ha portato, tra il 1992 e il 1998, a essere coinvolto anche in ambito FIA, nel gruppo di consultazione sulla sicurezza nelle competizioni, contribuendo a migliorare standard e procedure in un periodo cruciale per l’evoluzione del motorsport moderno.
Parallelamente, Fabrizio Pardi ha svolto attività di test driver, di formatore e di istruttore di guida sicura, mettendo la propria esperienza al servizio di piloti, appassionati e addetti ai lavori, collaborando anche con strutture e contesti professionali legati al mondo dell’editoria specializzata. Un percorso che racconta un rapporto totale con l’automobile e con la competizione, vissuta non come semplice velocità, ma come cultura tecnica e sportiva.
Accanto alla dimensione sportiva, c’è poi quella umana e territoriale. Pardi non ha mai nascosto il legame profondo con Burolo, il paese che rappresenta ovunque vada e che per questa avventura gli ha concesso il patrocinio ufficiale. “Il più bel Paese del mondo”, lo definisce senza mezzi termini, rivendicando con orgoglio le proprie radici canavesane anche su un palcoscenico internazionale come Monte-Carlo, dove ogni equipaggio porta con sé non solo un numero di gara, ma una storia e un territorio.
Il progetto sportivo 2026 può contare su un supporto solido e qualificato. Al fianco di Fabrizio Pardi ci saranno ACABA SPORT, importante guantificio francese, NOA ENGINEERING, azienda di ingegneria aerospaziale attiva nel controllo dei materiali compositi, con applicazioni di alto livello anche nella nautica da competizione, e SPAZIO GENOVA. A completare il quadro una serie di sponsor tecnici – PIT STOP SERVICE, IVREAOTTICA – e la presenza del PANATHLON CLUB IVREA E CANAVESE, che non poteva mancare accanto a un’iniziativa che unisce sport, cultura e valori etici, nel solco del motto “Ludis Iungit”, a testimonianza di una visione dello sport come strumento di crescita, fair play e solidarietà.
Dal punto di vista tecnico, la Lancia Fulvia HF sarà preparata per l’occasione da AUTORALLY FILIPPI, mentre l’assistenza in gara sarà affidata al collaudato Team HPC di Franco Fraquelli, con la direzione sportiva di Massimo Dell’Acqua, i tecnici Luigi Palopoli e Mauro Vaccari, e la supervisione di Alex Salvarani. Un gruppo di lavoro esperto, abituato a confrontarsi con le insidie di una gara tanto affascinante quanto implacabile.
Il Rallye Monte-Carlo Historique 2026 non sarà soltanto una sfida sportiva, ma anche un viaggio nella memoria dell’automobilismo, dove ogni chilometro racconta una storia e ogni scelta può fare la differenza. In questo contesto, Fabrizio Pardi e Maria Rosa Vicari Fraquelli rappresentano un mix raro di competenza, rispetto per la tradizione e voglia di misurarsi ancora una volta con la leggenda.
E mentre da Torino partirà una Fulvia dal cuore canavesano, sulle strade ghiacciate delle Alpi tornerà a riecheggiare un nome che, nel mondo dei rally storici, continua a essere sinonimo di passione autentica, esperienza e sport vissuto fino in fondo. Insomma, non una semplice gara, ma l’ennesimo capitolo di una storia che dal Canavese arriva dritta fino a Monte-Carlo.
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