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Balconi pericolanti, luci sbagliate e strade a metà: Caluso tra prevenzione e ritardi

Sistemato il balcone di via Armando Diaz dopo mesi di segnalazioni. Resta aperta la partita della sicurezza urbana: illuminazione disomogenea, asfalti irregolari e un altro balcone a rischio in via Vittorio Veneto

Il balcone cadente

Via Vittorio Veneto

Finalmente un pericolo in meno per chi attraversa il centro di Caluso. In via Armando Diaz si è conclusa la bonifica di un balcone pericolante, un intervento atteso da mesi e arrivato al termine di un iter iniziato la scorsa estate, rallentato dalla complessa individuazione dei proprietari e dai consueti tempi della macchina burocratica comunale. Un’operazione necessaria, che mette fine a una situazione di rischio concreto per la pubblica incolumità.

Un risultato che non arriva per caso. Determinante è stata la tenacia di Giuseppe Ferrero, responsabile della lista civica “Caluso per un futuro in comune”, che ha portato avanti segnalazioni costanti, documentate e rilanciate anche dal giornale La Voce, fino a ottenere un intervento sul decoro e sulla sicurezza degli edifici. Un esempio di come il controllo civico e l’attenzione puntuale al territorio possano tradursi in azioni concrete.

La questione, però, non può dirsi archiviata. Se in via Diaz la situazione principale è stata risolta, resta alta l’attenzione su criticità analoghe in via Vittorio Veneto, dove i residenti attendono da tempo interventi simili. E proprio in via Diaz, quasi a ricordare quanto accaduto, è rimasto un ultimo mattone del balcone rimosso: un dettaglio che suona come un monito più che come una curiosità. A completare un quadro tutt’altro che rassicurante, la presenza di una cassetta del gas lasciata aperta, un ulteriore elemento di insicurezza che attende ancora una soluzione definitiva.

Spostando lo sguardo sulla viabilità, il panorama non migliora. I cittadini parlano di un asfalto irregolare, disomogeneo, capace di trasformare le vie interne in veri e propri “galoppatoi” per auto e moto, con evidenti ricadute sulla sicurezza. Per la minoranza consiliare, la cura del dettaglio nelle opere stradali sembra spesso soccombere sotto il peso dei grandi annunci, lasciando sul campo strade rattoppate e interventi incompleti.

Via Armando Diaz

Il reperto in Via Armando Diaz 

Via Vittorio Veneto 

Non va meglio sul fronte dell’illuminazione pubblica. In alcuni vicoli la visibilità è talmente scarsa da ricordare un set di cinema noir anni Quaranta: angoli bui, ombre lunghe, un senso diffuso di incertezza che accompagna chi cammina e alimenta la percezione di abbandono. Basta però spostarsi di pochi metri per finire all’estremo opposto, con fari talmente potenti da far sembrare il cittadino costantemente alla ricerca di Babbo Natale.

Un paradosso che va oltre l’estetica o il costo delle bollette. È il segnale di una gestione dello spazio pubblico priva di una visione d’insieme, con aree di Caluso che sembrano scivolate fuori dalla mappa dell’attenzione amministrativa, lasciate in una penombra che favorisce il degrado e scoraggia la vita quotidiana.

Rivitalizzare queste zone non è più una scelta opzionale, ma una necessità. Significa restituire sicurezza, dignità e vivibilità, trasformando quei “set noir” in percorsi accoglienti e coerenti. Serve un progetto di riqualificazione capace di ricucire il tessuto urbano, eliminare le disparità e restituire a ogni via la luce giusta, quella che rende un paese armonioso e vivibile.

Sulla gestione del territorio Ferrero non usa giri di parole e richiama al pragmatismo: «Come amministratore parto sempre dal presupposto che bisogna farsi carico delle varie problematiche che emergono di volta in volta sul territorio», osserva, sottolineando come molte questioni possano essere risolte senza attendere ogni volta la rivoluzione di Copernico.

Il nodo, secondo l’esponente della civica, sta nelle priorità: «Ovviamente dando il giusto peso in rapporto all’importanza, a volte succede che di fronte a scelte strategiche che incidono sullo sviluppo del territorio si trascurino problemi di “scarsa” rilevanza che però toccano da vicino i cittadini nel quotidiano».

Non è solo una questione di estetica, ma di identità e percezione del borgo. «Questi piccoli problemi, sommati, hanno un peso nell’immagine che si vuole dare all’esterno. Anche i balconi sporgenti e pericolosi, quando finalmente trovano soluzione, ti fanno pensare che, nonostante tutto, oggi hai fatto il tuo dovere», aggiunge Ferrero.

Che la collaborazione tra maggioranza e opposizione possa funzionare, Caluso lo ha già dimostrato. È il caso degli interventi al Parco Spurgazzi, dove un intento comune ha permesso di affrontare con attenzione la situazione di alberi malati e muri perimetrali, evitando il rischio di caduta di rami e scongiurando pericoli per i frequentatori del parco.

Quello spirito di prevenzione dovrebbe diventare la regola, non l’eccezione. Perché se l’intervento in via Armando Diaz rappresenta un passo avanti, restano ancora strade, marciapiedi e illuminazioni che attendono risposte, mentre in via Vittorio Veneto incombe ancora quel balcone fatiscente.

L’auspicio è che l’amministrazione non resti alla finestra, aspettando che il “balcone di Giulietta” calusiese faccia una caduta di stile — e di calcinacci — ma scelga di agire con lo stesso pragmatismo già dimostrato al Parco Spurgazzi. Prevenire oggi significa evitare le emergenze di domani. È tempo di illuminare davvero le priorità e garantire ai cittadini una Caluso sicura, curata e coerente in ogni suo dettaglio.

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