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19 Gennaio 2026 - 11:20
San Bernardo, la strada dimenticata: buche, degrado e zero interventi
San Bernardo d’Ivrea, nel tratto di strada che rientra nel territorio del Comune di Pavone Canavese, il degrado non è un’emergenza improvvisa né una conseguenza dell’ultimo temporale. È una presenza stabile, ormai parte integrante del paesaggio. Chi percorre quella strada lo sa bene: qui l’asfalto non accompagna la guida, la ostacola.
Il manto stradale è profondamente compromesso, segnato da buche, cedimenti e avvallamenti che si susseguono senza soluzione di continuità. Non si tratta di qualche rattoppo saltato o di un dissesto isolato, ma di una situazione strutturale, che va avanti da anni e che rende la percorrenza sempre più difficoltosa. In alcuni punti la carreggiata sembra cedere centimetro dopo centimetro, mentre i rappezzi — quando ci sono — durano lo spazio di una stagione.

Quando piove, poi, il quadro si completa. Le buche si riempiono d’acqua, diventano invisibili e trasformano la strada in una lotteria: chi passa non sa se arriverà dall’altra parte con una sospensione in meno o una gomma da cambiare. Il tutto senza alcun aiuto da parte della segnaletica, perché cartelli di pericolo non se ne vedono. Nessun avviso, nessuna indicazione, nessuna riduzione di velocità consigliata. Come se quel dissesto fosse ormai dato per scontato.
Eppure, le lamentele non mancano. Anzi, si sprecano. Da tempo cittadini e automobilisti fanno presente il problema, segnalano il degrado, chiedono almeno una messa in sicurezza minima. Ma il copione resta sempre lo stesso: il problema è noto, visibile, documentato, eppure rimane lì, immobile come l’asfalto che continua a sgretolarsi.
La competenza della strada è del Comune di Pavone Canavese, amministrato dal sindaco Endro Bevolo. Guardando le condizioni del tratto, però, viene spontaneo chiedersi quale sia il livello di priorità assegnato alla manutenzione ordinaria della viabilità, soprattutto nelle strade meno centrali, quelle che non finiscono nelle foto ufficiali ma che vengono percorse ogni giorno.
Qui non si parla di grandi opere né di interventi faraonici. Si parla di manutenzione di base, quella che dovrebbe evitare rischi inutili e garantire una circolazione dignitosa. Invece, anno dopo anno, la strada resta così com’è, mentre il dissesto aumenta e la sicurezza diminuisce. E nel frattempo, a pagare sono sempre gli stessi: gli automobilisti, costretti ad adattarsi, rallentare, schivare buche e sperare che vada bene.
A San Bernardo, il tempo passa, le stagioni cambiano, ma l’asfalto resta fedele a se stesso. Un esempio di continuità amministrativa involontaria, dove l’unica cosa che non manca mai è il degrado. E dove l’attesa di un intervento sembra diventata parte integrante del percorso.
Insomma, in questo tratto di Pavone Canavese non servono aggiornamenti sul traffico: basta guardare l’asfalto per capire che qui tutto è fermo da anni. Tranne le buche, quelle continuano a crescere.
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