Cerca

Attualità

A Settimo Torinese passa Dardust e l'ufficio stampa del Comune fotografa i sorrisetti di Piastra e Rivoira

A Settimo Torinese la fiamma olimpica è passata accanto a Dardust, autore di "Fantasia Italiana" per Milano Cortina 2026: la comunicazione istituzionale ha scelto però di non raccontarlo

A Settimo Torinese passa Dardust e l'ufficio stampa del Comune fotografa la panza di Rivoira e i sorrisetti di Piastra

A Settimo Torinese passa Dardust e l'ufficio stampa del Comune fotografa i sorrisetti di Piastra e Rivoira

C’è stato un momento, a Settimo Torinese, in cui la Fiamma Olimpica è passata davvero. Non solo il fuoco, non solo il rito, non solo la passerella istituzionale buona per i comunicati stampa e per i post autocelebrativi. È passata anche una storia culturale, musicale, internazionale. Solo che quasi nessuno se n’è accorto

Tra i tedofori del passaggio settimese c’era infatti Dardust, pianista, compositore e produttore musicale tra i più importanti della musica italiana contemporanea. Non un passante qualunque. Non un figurante. Ma l’autore di Fantasia Italiana, la colonna sonora ufficiale di Milano Cortina 2026, quella che accompagnerà i Giochi Olimpici e Paralimpici, quella che racconterà l’Italia al mondo. Eppure, nei comunicati ufficiali del Comune di Settimo Torinese, di questo dettaglio non c’è traccia. Zero. Silenzio. Il nome fosse rimasto fuori dall’inquadratura.

Un peccato. Anzi, un’occasione persa grande come una fiaccola olimpica. Perché mentre Settimo Torinese aveva tra le mani uno dei protagonisti culturali dei Giochi, la narrazione istituzionale ha preferito concentrarsi su altro. Ovvero sui sorrisi e le frasi "fatte" e "strafatte" della sindaca Elena Piastra, immancabile, onnipresente, fotografata e filmata come se ogni evento pubblico fosse una tappa di una perenne campagna elettorale. Al suo fianco il presidente del consiglio Luca Roivoira. La Fiamma Olimpica sullo sfondo, la sindaca e il presidente in primo piano.

Eppure, per una volta, le foto si sarebbero potute fare a qualcun altro. A Dardust, per esempio. Uno che fuori dai confini comunali non ha bisogno di presentazioni. Uno che tutti i ragazzi di oggi e che ascoltano musica conoscono. Uno che non porta solo un nome, ma un curriculum che pesa. Perché Dardust, all’anagrafe Dario Faini, è il produttore di alcune delle canzoni italiane più ascoltate, premiate e cantate degli ultimi anni.

È lui dietro Soldi e Brividi di Mahmood, brani che hanno vinto Sanremo e conquistato l’Europa. È lui che ha prodotto Due vite di Marco Mengoni, vincitrice di Sanremo 2023 e diventata una delle canzoni simbolo della musica italiana recente. È lui dietro La noia di Angelina Mango, trionfatrice a Sanremo 2024. Ha lavorato con Elodie, Francesca Michielin, Irama, Elisa, Annalisa, Thegiornalisti, firmando produzioni che hanno scalato classifiche, riempito palazzetti e costruito carriere.

Non esattamente l’ultimo arrivato. Non proprio uno che passa inosservato. E invece, a Settimo Torinese, sì. Invisibile. O, meglio, reso invisibile. Perché mentre la città avrebbe potuto raccontarsi come luogo attraversato da una delle firme musicali più influenti del Paese, si è scelto di non raccontarlo affatto.

presidente

Per la cronaca - e non solo per quella - Fantasia Italiana non è una musichetta di contorno. È un progetto ambizioso, pensato per raccontare l’Italia che ospiterà i Giochi. Dardust lo spiega partendo da un gesto semplice e radicale: l’ascolto.

«Sono partito dal silenzio dei luoghi. Prima ancora delle note, ho ascoltato Milano e Cortina: il rumore dei passi sui marciapiedi, il vento sulle Dolomiti, i riverberi degli spazi vuoti. Le linee geometriche della città».

Da lì nasce il dialogo tra mondi solo apparentemente lontani. «Il pianoforte e l’orchestra per Cortina, l’elettronica come lo spazio urbano di Milano».

Un racconto raffinato, profondo, che parla di integrazione. «Questi Giochi raccontano un’Italia che tiene insieme design e paesaggio, velocità e profondità, metropoli e silenzio». Un’Italia che non sceglie tra tradizione e futuro, ma li fa dialogare. Un messaggio potente, soprattutto se pronunciato mentre si corre con la Fiamma Olimpica in una città di cintura, spesso in bilico tra ambizioni e provincialismi.

E invece niente. Nessuna valorizzazione. Nessuna foto ufficiale. Nessun post dedicato. Nessun comunicato. Come se la presenza di Dardust fosse un dettaglio scomodo. Meglio puntare sull’usato sicuro: la sindaca, la fascia, l’inquadratura studiata. Perché a Settimo Torinese la comunicazione sembra funzionare così: l’evento passa, la città anche, ma il racconto resta sempre uguale.

Fantasia Italiana, nelle parole di Dardust, è «una sorta di opera totale», fatta di pianoforte, elettronica, orchestra, architettura degli spazi e memoria musicale. «Spero che chi ascolterà questa colonna sonora, anche tra molti anni, possa sentire non solo un evento, ma un’emozione precisa: una luce sulla neve, un battito nel buio, l’idea che in quel momento il mondo fosse davvero unito».

E vabbè, tant'è, a Settimo Torinese, un’altra occasione persa.

La Fiamma è passata. Dardust anche.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori