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CUP 4.0, l’intelligenza artificiale batte in ritirata davanti al Tar

Ricorso, rinvii e portali che si bloccano: il Centro unico prenotazioni del futuro resta fermo ai box. E l’assessore Riboldi, tra promesse e sfortuna, incassa l’ennesimo stop

CUP 4.0, l’intelligenza artificiale batte in ritirata davanti al Tar

CUP 4.0, l’intelligenza artificiale batte in ritirata davanti al Tar

Il CUP 4.0 doveva essere uno dei pilastri della riforma della sanità piemontese. Una parola d’ordine ripetuta come un mantra, infilata in ogni comunicato ufficiale, sventolata come la soluzione tecnologica capace di domare le liste d’attesa, semplificare le prenotazioni e portare finalmente l’intelligenza artificiale nella sanità pubblica. Doveva partire a gennaio. Poi “a breve”. Ora, forse, a marzo. Forse.

Perché nel frattempo il nuovo Centro unico prenotazioni è finito nel girone dantesco più frequentato della pubblica amministrazione italiana: quello dei ricorsi al Tar. E così il CUP del futuro resta bloccato nel presente, mentre i cittadini continuano a fare la caccia allo slot come fosse una lotteria.

A fermare tutto è stato un ricorso presentato da Engineering Ingegneria Informatica Spa, una delle aziende partecipanti alla gara bandita da Azienda Sanitaria Zero per l’affidamento del nuovo software del CUP. Engineering, per inciso, è anche il gestore dell’attuale sistema, quello che funziona quando vuole e come vuole. La gara è stata vinta dal raggruppamento guidato da Gpi Spa, con un’offerta da circa 5,9 milioni di euro su una base di 9,4. Engineering è arrivata seconda e ha deciso di impugnare l’aggiudicazione.

Risultato: partita congelata, avvio rinviato e Regione costretta a fare i conti con l’ennesima grana. Martedì scorso il Tar del Piemonte avrebbe dovuto pronunciarsi sulla sospensiva, ma colpo di scena: su richiesta dei ricorrenti si va direttamente all’udienza di merito, fissata per il 19 marzo. Tradotto: tutto fermo fino ad allora, salvo scelte coraggiose (o temerarie) di andare avanti comunque.

Ed è qui che entra in scena l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che in questa vicenda sembra accompagnato da una discreta dose di sfortuna. Un po’ sfigato, diciamolo. Perché ogni volta che prova a raccontare una sanità piemontese che migliora, puntuale arriva un intoppo: una gara che si blocca, un portale che si inchioda, un ricorso che allunga i tempi.

Riboldi, con tono istituzionale, ha parlato di un ricorso legittimo, rivendicando l’assenza di responsabilità da parte di Azienda Zero e del direttore Adriano Leli. «Purtroppo siamo il Paese dei ricorsi», ha detto in sostanza. Una frase che suona come una constatazione amara, ma che non consola chi da mesi aspetta una visita o un esame.

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Il paradosso è tutto qui: mentre si discute del CUP “intelligente”, quello attuale continua a dare problemi molto poco smart. Il sito regionale per la prenotazione di visite ed esami viene segnalato dai cittadini come lento, instabile, spesso inutilizzabile nelle ore di punta. Autenticazione con Spid, qualche clic, poi il nulla: errore generico e schermata bloccata. Riprovare più tardi, magari con un pizzico di fortuna.

Anche in Consiglio regionale la questione è arrivata sul tavolo. Il consigliere Daniele Valle, vicepresidente della Commissione Sanità, ha presentato un’interrogazione per chiedere spiegazioni sui rallentamenti del portale, che interessano diversi browser e sembrano legati all’elevato numero di accessi. Segno che i piemontesi insistono, riprovano, smanettano. Non per hobby, ma per bisogno.

Nel frattempo, i numeri restano impietosi: una quota significativa di cittadini rinuncia alle cure o ne resta esclusa, mentre cresce la mobilità sanitaria verso altre regioni, soprattutto Lombardia e Veneto. Un’emorragia che nel 2024 ha prodotto un saldo negativo di decine di milioni di euro per il Piemonte.

Il CUP 4.0 promette di migliorare la gestione delle liste d’attesa, ma da solo non può fare miracoli. Servono medici, infermieri, tecnici, macchinari funzionanti. Senza quelli, anche l’intelligenza artificiale rischia di limitarsi a certificare che, semplicemente, i posti non ci sono.

Insomma, mentre il nuovo CUP resta sospeso tra tribunali e rinvii, i cittadini continuano ad arrangiarsi. E l’assessore Riboldi, tra una conferenza stampa e un ricorso imprevisto, incassa l’ennesimo colpo della sorte. Non per colpa sua, certo. Ma la sensazione è che, in questa storia, la sfiga ci veda benissimo.

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