Cerca

Attualità

Consulta Giovani, un anno di lavoro tra entusiasmo, cadute e rilanci: Madau convince il Consiglio

Dalla partecipazione ai progetti culturali alle proposte sulla mobilità, fino alla nuova tariffa studenti al cinema: il presidente Mattia Madau presenta una relazione sincera e dettagliata. In Aula applausi, suggerimenti e un riconoscimento trasversale al ruolo crescente dei giovani nelle politiche cittadine

Consulta Giovani, un anno di lavoro tra entusiasmo, cadute e rilanci: Madau convince il Consiglio

Mattia Madau

Nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Ivrea, uno dei momenti più attesi è sicuramente stato l’intervento del presidente della Consulta Giovani, Mattia Madau, 25 anni, chiamato a presentare la prima Relazione Annuale dell’organismo che rappresenta, almeno nelle intenzioni, la voce delle ragazze e dei ragazzi tra i 14 e i 32 anni della città. Un organismo che a un anno dalla sua nascita conta una quindicina di iscritti attivi tra i 15 e i 28 anni, e che ha visto un avvio brillante, una flessione fisiologica nel tempo e oggi si presenta con una serie di risultati concreti.

Nel suo intervento, Madau non si è nascosto dietro frasi di circostanza: anzi, ha mostrato una sincerità talmente trasparente da risultare spiazzante per chi, in politica, è abituato a toni più costruiti. «Quando il percorso è partito una trentina di ragazzi hanno partecipato attivamente alle varie giornate. Di data in data il numero è diminuito – ha sottolineato senza imbarazzo – un gruppo numeroso, che si è un po’ spento, va detto. Ma la fortuna è che chi è rimasto ha dato il massimo». L’entusiasmo degli inizi, la complessità della partecipazione, l’impegno di chi ha deciso di restare.

La relazione letta in Aula conferma tutto questo: un anno di incontri, progetti, collaborazioni e costruzione di legami, non solo interni alla Consulta ma allargati a una vasta rete di associazioni e realtà cittadine. Madau ha ricordato l’adesione al progetto “Consultiamoci” della Città Metropolitana, culminato nel primo meeting provinciale delle Consulte giovanili; il lavoro sulla precarietà giovanile durante l’evento Il futuro che (non) vedo; la partecipazione alla giornata Ivrea contro le mafie; l’impegno ai tavoli comunali dedicati alle pari opportunità e alla sicurezza. Una presenza costante ovunque si discutesse di giovani e dei loro bisogni, che ha portato la Consulta a intrecciare legami con realtà come lo Zac!, Libera, la Croce Rossa, Bellavista Viva, Mai Cit3 e il comitato Ciao Maschio. «Da questi confronti sono nate riflessioni, proposte e, soprattutto, la consapevolezza che troppi problemi giovanili sono condivisi anche quando cambiano i contesti, e che proprio per questo serve una risposta comune».

La relazione non nasconde nulla: menziona le attività di arte terapia allo Spazio Arte Giovani, la giornata di guida sicura in Piazza del Mercato, l’incontro a Bellavista sulla sicurezza stradale e il consumo di sostanze. In tema di mobilità, la Consulta ha suggerito l’istituzione di una linea notturna per collegare il centro ai locali della movida, proposta poi confluita nel progetto del trasporto a chiamata che l’Amministrazione sta già costruendo.

Uno dei passaggi più significativi riguarda la collaborazione con le sale cinematografiche cittadine e il Cineclub di Ivrea, da cui è nata una piccola rivoluzione culturale: la Consulta ha selezionato otto film per la rassegna 2025/2026, con un abbonamento a 10 euro per gli under 32, e soprattutto ha contribuito alla creazione di una nuova tariffa studenti a 6 euro, attiva dal novembre 2025 al Cinema Splendor Boaro e al Cinema Politeama, senza limitazioni temporali. Un risultato definito non solo culturale, ma quasi “di diritto”, perché rende l’accesso al cinema meno elitario e più quotidiano.

In Aula, gli interventi dei consiglieri sono stati numerosi e spesso sinceramente calorosi. «Complimenti per il lavoro e per le prospettive – è intervenuta la capogruppo del Pd Barbara Manucci – avete concretizzato. Non è una concessione che si fa ai giovani, è un dovere». Poi, da ex insegnante, ha indicato due strade su cui lavorare: «Attenzione al sociale. Le associazioni cercano volontari da mesi. Non sto cercando forza lavoro, ma sensibilità. E poi serve un uso più giovanile e frizzante delle istituzioni: Biblioteca civica, scuole superiori, museo… realtà che aspettano l’apporto dei giovani».

Emanuele Longheu ha ricordato l’inizio del percorso e l’impressione che ebbe incontrando i primi partecipanti: «Tanti ragazzi con le scintille negli occhi. Dopo un anno e mezzo avete portato avanti tanti argomenti, superando ampiamente le mie aspettative».

Dello stesso avviso la vicesindaca Patrizia Dal Santo, che ha seguito fin dall’inizio la crescita della Consulta: «Li abbiamo coinvolti in vari processi amministrativi – dal progetto di educativa di strada all’abitare giovanile, fino al trasporto a chiamata. Li stiamo consultando proprio per modulare meglio le nuove azioni che stiamo costruendo. Il tema della rappresentanza è difficile, ma voi lo avete affrontato con grande autonomia».

abboudi

Manal Abboudi

consigli

Molto personale anche l’intervento del presidente del Consiglio Luca Spitale, che ha confessato di rivedersi in quel gruppo di giovani che cercano un posto e una voce: «Sono stato un giovane che combatteva per avere un peso. Bisogna battere nuove strade per risolvere vecchi problemi».

La replica di Madau è stata nuovamente limpida, con la stessa onestà dell’inizio: «Siamo un gruppo che sta crescendo. I numeri non sono stati altissimi, ma chi è rimasto ha dato il massimo. Molti Comuni hanno voluto la Consulta e poi non hanno dato neanche una sede. Il Comune di Ivrea invece è un alleato della propria Consulta, e diciamo grazie».

Dai banchi dell’Opposizione, Andrea Cantoni ha aggiunto una dimensione quasi storica: «Non temete l’essere pochi. Chi ha voglia di impegnarsi non è mai così numeroso. Pochi ma buoni». E ha ricordato: «Chiesi che ci fossero consiglieri comunali nella Consulta. Mi fa piacere vedere un presidente che è consigliere comunale in un altro Comune».

Poche ma significative anche le parole di Andrea Gaudino, che ha voluto sottolineare l’importanza delle scelte di vita: «Rappresentate quei giovani che per studio o per scelta decidono di rimanere sul territorio. Non sono scelte facili. L’entusiasmo cresce facendo».

Infine, la consigliera straniera aggiunta Manal Abboudi ha richiamato l’attenzione su un tema spesso legato alle politiche giovanili: «Non pensiamo solo al benessere giovanile, ma anche al volontariato».

La relazione guarda ora al futuro: nei prossimi mesi la Consulta vuole organizzare la prima Color Run cittadina, dare vita a un salone dell’orientamento post-scolastico, potenziare lo Spazio Arte Giovani come luogo di aggregazione e sostenere l’autonomia abitativa con il progetto RESTO, promosso dalla Cooperativa Pollicino e candidato al bando della Fondazione Compagnia di San Paolo. «La Consulta – ha concluso Madau – non nasce come organismo simbolico, ma come spazio reale in cui trasformare le idee in azioni concrete. Siamo consapevoli di dover migliorare, ma il senso del nostro impegno è chiaro: coinvolgere i giovani e portare qui, davanti alle istituzioni, le loro esigenze».

Un messaggio diretto, limpido, che forse per la prima volta ha fatto capire a molti che quando si parla di giovani non ci si riferisce a una categoria astratta o a un argomento da campagna elettorale: si sta parlando di persone che oggi prendono la parola con lucidità, responsabilità e la volontà di incidere. Un anno è passato, un altro si apre. La Consulta Giovani ha iniziato a camminare. E, numeri alti o bassi che siano, ciò che conta — come ha ricordato più di un consigliere — è che chi c’è abbia deciso davvero di esserci.

Per la cronaca — e non solo per quella — oltre all’incarico eporediese, Madau è anche consigliere comunale a Romano Canavese, il paese in cui è cresciuto e che ha lasciato un paio d’anni fa. «Lavorando a Torino mi sono trasferito a Ivrea, con i treni è più comodo».

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori