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Scontro in aula sul co-housing: Ivrea compra una casa per i giovani, Cantoni vota contro e accusa la maggioranza

Delibera approvata con un solo voto contrario dopo un dibattito infuocato: dal ruolo dello ZAC! ai presunti conflitti di interesse, fino allo scontro su ATC. La maggioranza difende l’acquisto dell’alloggio di via Dora Baltea per il progetto “RESTO!”.

Scontro in aula sul co-housing: Ivrea compra casa per i giovani, Cantoni vota contro e accusa la maggioranza

Sembrava una delibera semplice, una di quelle che scorrono via in pochi minuti. E invece no. Ieri sera, come ultimo punto all’ordine del giorno del Consiglio comunale, c'era infatti l’acquisto dell’alloggio di via Dora Baltea 13 per 85 mila euro, valore certificato dalla perizia asseverata dell’ingegner Stefano Grosso, da destinare al progetto di co-housing giovanile RESTO!.

Un appartamento di circa 100 metri quadrati, pavimenti in gres e legno, serramenti in legno, impianto elettrico da revisionare, riscaldamento centralizzato a metano, più un garage di 23 metri quadrati costruito nel 1993. Un immobile datato ma funzionale, inserito in un edificio ante ’54.

L’acquisto serve a dare gambe al progetto RESTO!, che il Comune ha presentato al bando della Fondazione Compagnia di San Paolo CAP 18–35. Il bando richiede alloggi “immediatamente usufruibili”, di 1–4 stanze, senza barriere architettoniche, per giovani tra i 18 e i 30 anni, studenti o lavoratori in cerca di autonomia. L’immobile verrà ristrutturato in modo leggero — nuovo bagno, ampliamento della zona giorno, sistemazioni interne — interventi coperti dal progetto stesso.

A spiegare tutto è stata l'assessora Patrizia Dal Santo, che ha difeso l’operazione come parte del piano abitativo su cui Ivrea lavora da tempo. Un piano diviso in tre fasce: chi non può sostenere costi; chi può pagare un contributo ma non il libero mercato; e chi potrebbe permettersi un affitto, ma resta fuori per contratti precari, monoreddito o fragilità temporanee. Dal Santo ha parlato di “nuovi modi di vivere la città” e delle molte segnalazioni di giovani che arrivano per lavorare a Colleretto, per studiare o per periodi di prova nelle aziende e faticano a trovare un alloggio. RESTO! punta a creare 20–25 posti complessivi, tra cui la coabitazione per quattro giovani proprio in via Dora Baltea.

La capogruppo del Pd Barbara Manucci, che di abitabilità si occupa davvero sul campo con la Caritas, ha portato una testimonianza pragmatica: “Il turismo va bene, ma gli affitti brevi non devono schiacciare la qualità della vita dei residenti”. Un avvertimento che suona attuale.

Massimiliano De Stefano si è detto favorevole, ma ha sollevato diversi dubbi tecnici: costi fissi del riscaldamento centralizzato, lavori necessari, eventuali spese di mediazione immobiliare, dinamiche dell’amministrazione del condominio.

A rispondere è stato l’assessore Fabrizio Dulla, ricordando che l’immobile è amministrato, che la manifestazione di interesse pubblica non ha prodotto alternative valide, che tutti i lavori saranno interamente coperti dal finanziamento.

Andrea Gaiudino

Andrea Gaudino

Andrea Gaudino ha ricordato la propria esperienza in co-housing, definendola “formativa”, e ha difeso politiche capaci di trattenere i giovani sul territorio. Gaudino ha citato anche l’aspetto del volontariato di restituzione, spiegando come in certe esperienze i giovani inquilini supportino gli abitanti degli altri appartamenti, creando relazioni e competenze che vanno oltre la semplice convivenza. Ha poi ringraziato Dal Santo e ha parlato di scelte “controtendenza” in una città dove per un giovane nulla è semplice — né casa, né lavoro, né autonomia.

Poi è arrivato Andrea Cantoni, e l’atmosfera si è subito irrigidita.

Perplessità “su più fronti”. Cantoni ha puntato il dito contro la rete dei partner del progetto RESTO!: Pollicino, Coabitare, Mastropietro, Orso, InRete e soprattutto ZAC! Zone Attive di Cittadinanza. Ha parlato di “persistente problema” legato alla presenza di ZAC! “in ogni progettualità dell’assessorato” e ha evocato “almeno tre consiglieri in possibile conflitto di interessi”, invitandoli ad astenersi “anche solo davanti all’ipotesi di conflitto”. Ha anche chiesto di chiarire il ruolo della cooperativa coinvolta, sostenendo che «si stanno destinando risorse a un ente che è anche rappresentato in Consiglio comunale», elemento che secondo lui “non può essere ignorato”.

Poi ha affondato sul fronte ATC. Cantoni ha raccontato di aver preso informazioni e di aver appreso di una presunta “debenza” di 273 mila euro del Comune verso l’ente per il Fondo sociale morosità incolpevole. Da qui la domanda polemica: “Come possiamo investire 85 mila euro per comprare una casa quando dobbiamo 273 mila euro ad ATC?”.

La replica dell'assessore Fabrizio Dulla è stata durissima: “L’affermazione è tecnicamente impossibile. È la Regione a trasferire i fondi ai Comuni, non il contrario. Vero è che la Regione ha tagliato 120 mila euro, generando ritardi. L’unica voce trasferita dal Comune ad ATC riguarda le utenze non pagate dagli inquilini, con ritardi tra 30 e 60 giorni. Le cifre corrette sono tra 140 e 160 mila euro, molto lontane dai 273 citati”.

Lui e il sindaco Matteo Chiantore hanno poi aggiunto che oltre il 25% degli alloggi ATC a Ivrea non è assegnabile per mancate manutenzioni ordinarie dell’ente, motivo per cui il Comune ha dovuto ristrutturare quattro appartamenti con risorse proprie. Il sindaco ha anche ricordato di aver chiesto ad ATC immobili da destinare all’autorecupero degli inquilini, senza ottenerli.

Dai banchi dell'opposizione Paolo Noascone ha riportato il discorso sull’edificio del 1954 e sulla necessità di adeguarlo. Ha anche osservato di aver visto in città immobili in vendita a prezzi inferiori, pur riconoscendo che forse non rispondevano ai criteri del bando.

Luca Spitale ha difeso la scelta dell’alloggio spiegando che il prezzo — 85 mila euro — è tra i più bassi in città per immobili di pari dimensioni e che la zona è strategica: stazione, scuole, tribunale, servizi. Ha anche difeso il riscaldamento centralizzato: «In un progetto come questo la caldaia deve essere sempre accesa. Non ci sarà nessuno che ogni giorno apre o chiude i termosifoni: la centrale ottimizza i consumi e semplifica la gestione».

Infastidita, Patrizia Dal Santo questa volta non ha lasciato cadere a terra le provocazioni di Cantoni. “Non è un progetto per ragazzi fragili. Basta con questa storia sullo Zac! È un’ossessione. Il bando richiede la partecipazione di enti che lavorano con i giovani: Orso, ZAC!, Mastropietro e Coabitare. Si sono candidati e lo faranno. La gestione sarà affidata a Coabitare Impresa Sociale”. E ha aggiunto: «Quando ci sono di mezzo i giovani ci sono queste e se si parla di migranti ci sono Mary Poppins o Pollicino...».

Gran finale con Cantoni che parla apertamente di “trasparenza e onestà verso i cittadini” e il presidente del Consiglio, Luca Spitale, che lo mette in guardia: “Non metta in dubbio l’onestà di nessuno in questa sala. Neanche velatamente”.

Il voto finale? Favorevoli tutti. Contrario solo Cantoni.

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