Cerca

Attualità

Quanto conosci davvero il tuo frigorifero? L’Iss pubblica le dieci regole per una cucina sicura

Conservazione, igiene, cottura e rischi nascosti: le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità spiegano come evitare gli errori più comuni in casa

L’Iss smonta i falsi miti della nostra cucina e rivela quanto poco sappiamo davvero del frigorifero di casa

L’Iss smonta i falsi miti della nostra cucina e rivela quanto poco sappiamo davvero del frigorifero di casa

Pensiamo di sapere tutto: dove mettere le uova, come lavare il pollo, quanto conservare il pesce e quando sostituire le spugnette dei piatti. Eppure, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la sicurezza alimentare domestica resta un terreno pieno di insidie, spesso sottovalutate perché confondiamo l’abitudine con la competenza. È proprio in cucina, tra frigorifero e fornelli, che si nascondono errori capaci di aumentare il rischio di contaminazioni, proliferazioni batteriche e formazione di sostanze dannose.

I dubbi non mancano: ogni quanto vanno cambiate davvero le spugnette? Come si conservano correttamente le uova? Perché non bisogna mai lavare il pollo crudo? E soprattutto: cosa accade agli alimenti quando vengono lasciati per troppo tempo in condizioni non idonee? Secondo l’Iss, molti italiani non hanno risposte adeguate a queste domande, e il rischio è quello di gestire in modo inconsapevole cibi che, se trattati male, possono diventare un pericolo.

Il questionario “Mangiasicuro!”, realizzato nell’ambito del progetto SAC – Sicurezza alimentare casalinga, ha messo in luce gli errori più frequenti. Le parole più associate dagli italiani alla sicurezza alimentare sono “scadenza”, “salute” e “igiene”, ma la pratica quotidiana racconta un’altra storia, fatta di abitudini consolidate e gesti sbagliati. Gli esperti dell’Iss, analizzando questi risultati, hanno elaborato dieci regole fondamentali per ridurre i rischi. Non si tratta di un decalogo generico, ma di indicazioni precise che agiscono sui punti più sensibili della manipolazione e conservazione degli alimenti.

Ecco le 10 regole:

  • Controllare le pentole e le spugnette
    Le pentole antiaderenti vanno cambiate quando presentano graffi o rivestimenti rovinati, perché possono rilasciare sostanze nocive. Le spugnette, tra gli oggetti più contaminati della cucina, devono essere disinfettate regolarmente e sostituite spesso per evitare la proliferazione batterica.

  • Disporre correttamente gli alimenti nel frigo
    I cibi cotti devono essere separati da quelli crudi per evitare contaminazioni. Le uova vanno conservate nel loro contenitore originale sul ripiano centrale e affettati e formaggi in uno spazio dedicato.

  • Mantenere la catena del freddo
    Gli alimenti congelati devono essere scongelati in frigorifero e non a temperatura ambiente, per impedire che i batteri si moltiplichino rapidamente.

  • Usare taglieri dedicati o sanificati
    È fondamentale usare taglieri diversi per alimenti crudi e cibi pronti, oppure sanificarli accuratamente tra una preparazione e l’altra per evitare contaminazioni incrociate.

  • Non lavare il pollo crudo
    Lavarlo non elimina i batteri, ma li diffonde sulle superfici della cucina, soprattutto nell’area del lavandino, aumentando il rischio di contaminazione.

  • Consumare il pesce fresco in tempi brevi
    Una conservazione troppo lunga può favorire la formazione di istamina, una sostanza tossica. Lo stesso vale per il pesce in scatola una volta aperto.

  • Seguire le istruzioni sui prodotti “ready to eat”
    Non tutti i prodotti apparentemente pronti sono davvero da consumare senza ulteriori passaggi: alcune confezioni richiedono riscaldamento o cottura per garantire sicurezza.

  • Evitare cotture troppo intense
    Bruciare alimenti ricchi di amido, come patate o pane, porta alla formazione di acrilammide, una sostanza cancerogena. È importante preferire cotture più delicate.

  • Varietà nella dieta
    Alternare gli alimenti, inserire più vegetali e cereali integrali e consumare legumi almeno due volte a settimana aiuta a ridurre l’esposizione a sostanze indesiderate e migliora l’equilibrio nutrizionale.

  • Rispetto di porzioni e frequenze
    Mangiare sano significa anche controllare la quantità degli alimenti e variare ciò che si consuma, evitando eccessi e monotonia alimentare.

Una delle principali criticità riguarda l’attrezzatura domestica. Le pentole antiaderenti vanno sostituite appena compaiono graffi o abrasioni, perché il rivestimento danneggiato può rilasciare sostanze nocive. Le spugnette, tra gli oggetti più contaminati della casa, devono essere pulite dopo ogni utilizzo, disinfettate periodicamente e cambiate circa una volta al mese: lasciarle deteriorare significa aumentare la carica batterica in modo significativo.

Altrettanto importante è la corretta organizzazione del frigorifero. L’Iss ricorda che le uova vanno posizionate nel loro contenitore originale sul ripiano centrale, dove la temperatura è più stabile. I cibi crudi devono essere separati da quelli cotti, mentre affettati e formaggi vanno collocati in un ripiano dedicato, evitando ogni possibile contaminazione incrociata. Il pesce, in particolare, deve essere consumato rapidamente, perché una conservazione prolungata e scorretta può portare alla formazione di istamina, una sostanza tossica.

Il tema dello scongelamento merita un’attenzione speciale: farlo a temperatura ambiente è una pratica scorretta e rischiosa. Il processo deve avvenire nella parte bassa del frigo, così da mantenere la catena del freddo e ridurre la proliferazione microbica. Anche la gestione dei taglieri richiede prudenza: se non se ne usano di dedicati, è indispensabile sanificarli prima di passare da un alimento crudo a uno pronto al consumo.

Tra gli errori più radicati c’è il lavaggio del pollo crudo. Una consuetudine sbagliata che non elimina i batteri, ma li disperde sulle superfici della cucina, soprattutto nel lavandino. Molto diffusa anche la scarsa consapevolezza sui prodotti “ready to eat”: non tutto ciò che si presenta come pronto può essere consumato direttamente. Serve leggere con attenzione le istruzioni del produttore, perché alcuni alimenti richiedono comunque passaggi di preparazione per eliminare rischi microbiologici.

L’Iss richiama inoltre l’attenzione sulla cottura: temperature e tempi eccessivi, soprattutto per cibi ricchi di amido come patate e pane, possono generare acrilammide, una sostanza considerata cancerogena. Evitare bruciature e cotture troppo aggressive è una forma di prevenzione semplice, ma spesso ignorata.

Infine, l’Istituto ricorda che la sicurezza alimentare non riguarda solo manipolazione e conservazione, ma anche la scelta dei cibi. Variare gli alimenti, prediligere vegetali e cereali integrali, introdurre i legumi almeno due volte a settimana e rispettare porzioni e frequenze è parte integrante di una cucina realmente sana. Una dieta equilibrata riduce l’esposizione alle sostanze indesiderate e contribuisce a un rapporto più consapevole con ciò che portiamo in tavola.

Le nuove regole diffuse dall’Iss non vogliono rivoluzionare la vita di chi cucina, ma correggere gesti quotidiani che sembrano innocui e che invece possono fare la differenza. Perché la sicurezza alimentare non nasce da grandi interventi, ma dall’attenzione ai dettagli: dal modo in cui conserviamo un alimento, alla cura degli strumenti che utilizziamo, fino ai tempi con cui consumiamo ciò che acquistiamo. È nella routine che si gioca la vera partita della prevenzione, e il frigorifero – spesso dato per scontato – è il primo alleato da conoscere meglio.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori