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15 Ottobre 2025 - 00:49
Il sopralluogo effettuato martedì 14 ottobre
Una città che si prepara ad accogliere i grandi processi e un Tribunale che cerca spazio per la giustizia. A Ivrea si è tenuto oggi il sopralluogo decisivo per individuare dove sorgerà la maxi aula destinata ai procedimenti più complessi, a partire da quello sulla strage ferroviaria di Brandizzo. L’incontro ha riunito tutti i protagonisti istituzionali — magistratura, Regione, Ministero e Comune — con un obiettivo chiaro: trovare, in tempi stretti, una soluzione concreta per colmare la cronica carenza di spazi del palazzo di giustizia eporediese.
Da mesi, infatti, si sa che nessuna aula del Tribunale è abbastanza grande per ospitare processi con decine di imputati, avvocati e parti civili. Oggi, dopo l’annuncio della Regione Piemonte di finanziare l’intervento, il progetto entra nella fase operativa. Le opzioni restano due: costruire una tensostruttura nel parcheggio comunale davanti al Tribunale, oppure recuperare e adattare il “Meeting Point”, edificio di proprietà del Comune situato a pochi metri di distanza.
All’incontro erano presenti la presidente del Tribunale Antonia Mussa, la procuratrice capo Gabriella Viglione, la presidente dell’Ordine degli avvocati di Ivrea, Patrizia Lepore, i funzionari del Ministero della Giustizia e il sindaco Matteo Chiantore, insieme ai tecnici comunali e regionali. È stata una giornata di lavoro, sopralluoghi e confronti tecnici, al termine della quale è emersa con forza la preferenza per la soluzione del Meeting Point, che il Comune considera la più logica e sostenibile.
Il sindaco Matteo Chiantore lo ha spiegato chiaramente: «Abbiamo valutato con Ministero, Procura, Presidenza del Tribunale e Ordine degli Avvocati la possibilità di una struttura provvisoria nel parcheggio, ma su nostra proposta è emersa l’idea di utilizzare il Meeting Point. È un edificio già messo a disposizione del Tribunale, oggi usato come archivio. Se riusciremo a riorganizzare e scartare parte del materiale, potremo ricavare gli spazi necessari per costruire una struttura a norma, completamente sicura e rispondente a tutti i requisiti tecnici».
Il progetto punta a creare una sorta di “scatola nella scatola”: un’aula moderna all’interno dell’edificio comunale, costruita nel rispetto delle normative antincendio e di sicurezza, ma anche con criteri di efficienza e sostenibilità. «Ci impegniamo — ha aggiunto Chiantore — a presentare entro fine anno un progetto e un computo metrico estimativo da sottoporre a Regione e Ministero, così da procedere in tempi rapidi. È una soluzione più razionale e duratura rispetto alla tensostruttura, che rischierebbe di restare provvisoria».
Il sopralluogo odierno segue di pochi giorni la decisione annunciata dal presidente Alberto Cirio, collegato in videoconferenza dal Giappone, di finanziare l’intervento con fondi regionali. Una scelta politica che segna un cambio di passo per la giustizia eporediese, da anni in difficoltà logistica. A Ivrea, infatti, si celebrano alcuni dei procedimenti più complessi del Piemonte: oltre al caso Brandizzo, anche il processo Echidna sulle infiltrazioni della ’ndrangheta, i fascicoli sull’ASL TO4 e le indagini sul carcere cittadino, tutti dossier che coinvolgono decine di imputati e richiedono spazi adeguati.

Il parcheggio che ospiterebbe la tensostruttura nel caso si decidesse di percorrere questa strada
La maxi aula non sarà dunque un intervento estemporaneo. L’obiettivo è creare una struttura permanente capace di ospitare i processi di massa con dotazioni tecnologiche di ultima generazione, sistemi di audio-video, postazioni per la stampa e aree per il pubblico. La soluzione temporanea della tensostruttura, simile a quella adottata a Genova per il processo sul Ponte Morandi, resta sul tavolo, ma non convince: «A nessuno piace davvero l’idea del tendone», ha ammesso il sindaco.
La differenza tra le due opzioni è chiara: la tensostruttura consentirebbe di agire rapidamente, in vista delle scadenze processuali legate al caso Brandizzo; il recupero del Meeting Point garantirebbe invece un investimento stabile, integrato nel complesso giudiziario e destinato a restare nel tempo.
Entro dicembre il Comune dovrà presentare il progetto definitivo e il piano economico, che saranno poi valutati dalla Regione Piemonte e dal Ministero della Giustizia. L’obiettivo è quello di iniziare i lavori entro il 2026, così da assicurare la disponibilità dell’aula per i procedimenti più complessi.
Il sopralluogo di oggi segna, di fatto, la fine della fase di discussione e l’inizio di quella operativa. Dopo anni di emergenze e soluzioni di fortuna, Ivrea si prepara a dotarsi di un’infrastruttura all’altezza della sua storia giudiziaria. Una struttura moderna, sicura e permanente, che possa restituire dignità e funzionalità a una giustizia che, nel Canavese, da tempo ha bisogno di spazi adeguati per affrontare le sue sfide più grandi.
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