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09 Settembre 2025 - 09:02
Tutti in fila per il dopo-Castello: elezioni 2027, ecco chi sale e chi scende tra i papabili candidati a sindaco
Tutti in fila per fare il sindaco di Chivasso? La domanda rimbalza sotto i portici di via Torino, dove i rumor si inseguono e le liste dei papabili si allungano giorno dopo giorno.
Dopo l’articolo pubblicato la scorsa settimana sulle colonne del nostro giornale, la suggestione che sta sollecitando le fantasie dei chivassesi è quella di uno scontro tra Emanuel Bava e Stefano Pipino.
Da un lato il centrodestra che guarda con crescente interesse a Emanuel Bava, ex consigliere comunale, ex Abbà del Carnevale, figlio del sindaco di San Sebastiano da Po Beppe Bava e legato al presidente della Regione Alberto Cirio. Un nome giovane, con radici profonde nella storia cittadina e allo stesso tempo con l’immagine del rinnovamento, capace di mettere d’accordo sia Forza Italia che Fratelli d’Italia. Dall’altro lato il centrosinistra che inizia a fare i conti con la candidatura sempre più insistente di Stefano Pipino, commerciante, ex presidente della Confesercenti, fratello di Gianni, già presidente del Consiglio comunale. Figura popolare, con un passato associativo solido e la capacità di piacere anche a una parte del Pd, Pipino è l’outsider che potrebbe diventare il collante per una coalizione altrimenti divisa.

Emanuel Bava e Stefano Pipino
Il campo, però, resta affollato. Nel centrosinistra, accanto a Pipino, si muove con determinazione l’assessore alla Cultura Gianluca Vitale, espressione della civica “Noi per Chivasso”, che da mesi firma ogni post e ogni iniziativa con il suo slogan “Chivasso c’è”. Una strategia che testimonia la sua voglia di correre, ma che non scalda i cuori di tutti: c’è chi lo considera troppo autoreferenziale e chi teme che non sia in grado di reggere la coalizione. A sinistra circola anche l’ipotesi Fabrizio Debernardi, assessore all’Ambiente, profilo più radicale, già candidato alle regionali, capace di intercettare un elettorato che con Vitale rischierebbe di raffreddarsi. All’interno del Pd, intanto, resistono le tentazioni di puntare su figure interne: il vicesindaco Pasquale Centin, uomo di esperienza, oppure il segretario cittadino Massimo Corcione, che garantirebbe continuità con la linea di partito. Ma ogni nome rischia di spaccare ulteriormente le correnti interne.
La suggestione Pipino arriva in realtà dal gruppo Liberamente Democratici, che raccoglie gli ex sindaci Libero Ciuffreda e Renato Cambursano insieme all’ex assessore al Bilancio Claudia Buo, che oggi siede all’opposizione di Castello. Pipino - rumors e nei tam tam che si sentono - è proprio “quel nome” che potrebbe raccogliere consensi trasversali e impedire al centrosinistra di implodere.
Sul fronte opposto il centrodestra non resta fermo. Enzo Falbo, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e Abbà del Carnevale in carica, da mesi mostra ambizioni da candidato, ma il suo nome non scalda tutti. Anzi. Accanto a lui, torna ciclicamente la suggestione del “sempreverde” Matteo Doria di Castelrosso, che a ogni tornata elettorale riappare senza però trovare una vera convergenza. Un’altra ipotesi di peso è quella dell’onorevole Carlo Giacometto, ex parlamentare di Forza Italia e oggi consigliere comunale a Brusasco: c’è chi lo vorrebbe a Chivasso per rompere definitivamente con le vecchie e consolidate questioni del centrodestra chivassese. Infine, tra le opzioni sul tavolo è tornata in auge anche quella di Clara Marta, consigliera comunale e della Città Metropolitana per Forza Italia, già candidata nel 2022. La sua candidatura è sostenuta da chi, nel centrodestra, vorrebbe finalmente vedere una donna alla guida della città. Un nome che oggi non è in trend, secondo “Radio Portici”, ma che potrebbe tornare utile in una strategia più ampia.
Il quadro resta quindi complesso e in movimento. Ma tra ipotesi, ambizioni e vecchie conoscenze, il sentiero sembra già segnato: lo scontro vero, quello che potrebbe tenere banco, è tra Emanuel Bava e Stefano Pipino. Tutto il resto, per ora, è un film già visto.
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