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01 Settembre 2025 - 11:10
Dai costi record della mensa alle difficoltà nel reperire libri usati, il rientro a scuola pesa sempre di più sui bilanci familiari
Settembre, per le famiglie del Canavese, non è soltanto il mese del ritorno sui banchi per i figli, ma anche quello dei conti salati da pagare. Mentre il resto d’Italia si lamenta dei rincari di zaini e quaderni, qui il problema è ancora più acuto: mense scolastiche tra le più care del Paese, libri difficili da reperire usati e servizi extra che incidono sui bilanci mensili.
Il primo dato che emerge è quello relativo alla mensa. Se la media nazionale oscilla attorno agli 84–85 euro al mese (circa 4,25 euro a pasto), in diversi comuni canavesani le cifre sono ben più alte. A Rivarolo Canavese si arriva fino a 5,60 euro a pasto, a San Giorgio Canavese si pagano 4,15 euro per i residenti ma addirittura 6,20 per i non residenti, mentre a San Benigno Canavese le famiglie con ISEE elevato o provenienti da fuori comune sborsano fino a 5,80 euro a pranzo. Cifre che trasformano la mensa da servizio essenziale a lusso difficile da permettersi, soprattutto per chi ha due o più figli iscritti.
Il secondo fronte è quello dei libri di testo. Alle elementari la spesa è coperta dal Comune, come previsto dalla normativa nazionale. Ma già dalle medie il quadro cambia radicalmente. Le stime parlano di 555 euro per la prima media e di oltre 800 euro per la prima superiore solo in libri, a cui si sommano i circa 650 euro di materiale scolastico tra zaini, quaderni, astucci e strumenti digitali. Il totale sfiora i 1.200 euro per un alunno delle medie e supera i 1.400 euro per uno studente delle superiori.
Il vero problema, però, è la difficoltà a risparmiare ricorrendo al mercato dell’usato. Se un tempo era normale acquistare i testi di seconda mano, oggi la pratica è sempre più rara: gli insegnanti scelgono quasi sempre le nuove edizioni, anche quando le differenze rispetto alle precedenti sono minime. Basta un capitolo aggiunto, un esercizio aggiornato o una diversa impaginazione per rendere obsoleti i volumi dell’anno precedente. Risultato: genitori costretti a comprare testi nuovi di zecca, con un impatto pesante sul portafogli.
A questo si aggiungono i costi dei trasporti scolastici. Lo scuolabus comunale, quando disponibile, ha tariffe variabili a seconda dei paesi, ma a livello nazionale un abbonamento per i mezzi pubblici si aggira attorno ai 150 euro annui. Non meno onerosi i servizi di pre e post scuola, indispensabili per i genitori che lavorano: qui le tariffe vanno da poche decine a diverse centinaia di euro l’anno, con grandi differenze da Comune a Comune.

Il Canavese non è un’eccezione isolata, ma rappresenta bene un fenomeno che riguarda tutta l’Italia. Secondo Federconsumatori, la spesa media per il corredo scolastico 2025 si attesta sui 650 euro, con un incremento del 6–7% rispetto al 2024. Il Codacons stima che la cifra complessiva (libri + materiale) possa raggiungere anche 1.300 euro per studente. A questo si aggiunge la mensa, che costa in media circa 85 euro al mese, con differenze notevoli tra Nord e Sud: se al Nord le tariffe possono superare i 6 euro a pasto, in molti comuni meridionali ci si ferma sotto i 70 euro al mese.
Il problema delle nuove edizioni dei libri di testo riguarda però tutta la penisola. È uno dei nodi più contestati dalle associazioni dei consumatori, perché di fatto azzera il mercato dell’usato e priva le famiglie di una delle poche possibilità concrete di risparmio.
Tradotto in cifre, questo significa che nel Canavese una famiglia deve mettere in conto:
Elementari: circa 300 euro per materiale scolastico, più 100–120 euro al mese per la mensa, più trasporto e servizi extra.
Medie: circa 1.200 euro all’anno per libri e materiale, più mensa e trasporti.
Superiori: oltre 1.400 euro solo per libri e corredo, a cui si sommano i costi extra.
Per un anno scolastico completo, dunque, la spesa totale può superare facilmente i 2.000 euro a figlio, soprattutto per le famiglie con studenti alle medie o alle superiori che frequentano la mensa e utilizzano i trasporti pubblici.
La fotografia che emerge è quella di un sistema scolastico pubblico che, pur garantendo istruzione gratuita, lascia sulle famiglie oneri sempre più pesanti. Nel Canavese come nel resto d’Italia, settembre diventa un mese di “tassa occulta” che si misura non sulle dichiarazioni fiscali ma sulle ricevute di cartolerie, librerie e uffici comunali. Per molti genitori il rientro a scuola equivale a un mini-mutuo da affrontare in poche settimane, in attesa che gli eventuali contributi regionali o comunali per i buoni libri alleggeriscano, almeno in parte, il fardello.
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