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Cava di San Bernardo. L'accusa di Cantoni: "si approvano atti senza leggerli, o si approva in Giunta ciò che si nega in pubblico"

In consiglio comunale scontro aperto sulla trasparenza e coerenza politica nelle decisioni sulla cava di San Bernardo

Cava di San Bernardo. L'accusa di Cantoni: "si approvano atti senza leggerli, o si approva in Giunta ciò che si nega in pubblico"

Andrea Cantoni

Non c’è pace per la cava di San Bernardo. A vivacizzare il dibattito è piombata sul consiglio comunale riunitosi l'altra sera una mozione firmata da Andrea Cantoni, Marzia Vinciguerra, Massimiliano De Stefano, Elisabetta Piccoli e Antonio Cuomo.

Stavolta con un bersaglio preciso: l’affidabilità della macchina amministrativa e la coerenza della Giunta.

Il casus belli è contenuto nella delibera n. 163 del 29 maggio, approvata appena tre giorni dopo l’unanime voto del Consiglio che, su proposta del Comitato No Cava, impegnava il Comune a tenere alta l’attenzione, a coinvolgere i cittadini e a respingere ogni ripresa progettuale sulla cava.

In quella delibera (Toh guarda), spunta un obiettivo inquietante: la “predisposizione dell’aggiornamento del Piano di Zonizzazione Acustica in funzione della conferenza dei servizi di rinnovo della cava in via delle Fornaci”.

Una svista? Un inciampo tecnico? O una scelta ben precisa, fatta passare sotto silenzio?

A sollevare il velo è stato ancora una volta il Comitato No Cava, che ha "trovato la frase" e lanciato l’allarme. A quel punto, l’Amministrazione è corsa ai ripari: il 12 giugno, con la delibera n. 176, ha stralciato l’obiettivo contestato, provando a rimettere a posto i cocci.

Tutto a posto? Col cavolo...

“Siamo allibiti,” ha detto in aula Andrea Cantoni, “perché ciò che è successo non è un dettaglio: è una contraddizione plateale. Si può parlare di errore? Forse. Ma allora resta una doppia ipotesi inquietante: o si approvano atti senza leggerli, o si approva in Giunta ciò che si nega in pubblico. In entrambi i casi, è gravissimo.”

Nel suo intervento, Cantoni ha messo in fila i nomi e le contraddizioni.

“L’assessore Francesco Comotto, da consigliere, era in prima linea contro la cava. Massimo Fresc ci ha persino accusati di volerci intestare la battaglia. E ora? Ora troviamo atti amministrativi che vanno nella direzione opposta, e spiegazioni evasive.”

La mozione chiedeva due cose semplici e insieme devastanti per chi ama le zone grigie: ripristinare pienamente gli impegni assunti con i cittadini e creare una sezione del sito comunale interamente dedicata alla cava, con aggiornamenti trasparenti, costanti, consultabili. Perché la trasparenza non si evoca: si pratica.

Il sindaco Matteo Chiantore ha provato a declassificare il tutto parlando di un “errore materiale” e spiegando che “gli obiettivi inseriti nel PIAO nascono da un lavoro tecnico iniziato mesi fa", che "Si trattava di una zonizzazione acustica estesa, prevista per legge", che "l’inserimento della cava era solo un refuso già stralciato", e ancora che  "erano solo due righe in un documento di 131 pagine.”

Infine, dopo aver ribadito la "contrarietà alla cava senza se e senza ma" la notizia...

“La ditta ha depositato le informazioni richieste. La Città Metropolitana le inoltrerà al Comitato e ha già chiesto un incontro con i cittadini per metà mese... ”

Nient'affatto contento Cantoni ha risposto colpo su colpo.

“Non sono solo due righe. È pagina 13, e non è trascurabile. Se stiamo votando documenti senza leggerli, è un problema enorme. Ma se li leggiamo e li approviamo comunque, è peggio. Il sito del Comune ha una sezione dedicata ai saldi estivi. Possibile che non se ne possa aprire una per la cava?”

Tra gli interventi anche quello del consigliere Francesco Giglio, che ha bollato la mozione come “strumentale, sgradevole, e del tutto inutile”, accusando l’opposizione di voler “rivoltare il coltello in una piaga che non esiste.”

Giglio ha rivendicato la storicità dell’opposizione alla cava da parte dell’Amministrazione attuale, e ha respinto con fastidio ogni tentativo di “intestarsi la lotta”.

Ma proprio il fastidio, in questa vicenda, sembra dire molto.

Il voto finale ha sancito 3 voti favorevoli alla mozione, un’astensione (quella di Paolo Noascone) e il resto del Consiglio contrario.

mozione

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