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“Vigili ex bibliotecari e disarmati”: Chiantore sotto accusa

Cantoni attacca: “La città ha paura e il sindaco svilisce la polizia locale. Si legga le sue competenze e si faccia un esame di coscienza”

“Vigili ex bibliotecari e disarmati”: Chiantore sotto accusa

Andrea Cantoni e Matteo Chiantore

Ivrea torna a interrogarsi sul tema della sicurezza urbana, e lo fa in modo acceso. Lunedì sera, durante la seduta del Consiglio Comunale, il consigliere di FDI Andrea Cantoni ha presentato un’interpellanza che ha messo al centro il ruolo della Polizia Locale, chiedendo chiarimenti puntuali al sindaco Matteo Chiantore in merito a formazione, dotazioni e reale impiego degli agenti sul territorio. Una discussione che, fin dalle premesse, ha toccato un nervo scoperto in città: il crescente senso di insicurezza percepito da cittadini e commercianti.

Cantoni ha ricordato come oltre duemila firme siano state raccolte da esercenti preoccupati per il susseguirsi di rapine, aggressioni e atti vandalici. La richiesta è chiara: più agenti in strada, maggiore illuminazione pubblica, nuove videocamere. E soprattutto una presenza concreta e rassicurante da parte della polizia municipale nelle “zone calde” della città.

Ma a infiammare ulteriormente la discussione è stata una frase, attribuita al primo cittadino. Questa: “ex bibliotecari o personale amministrativo disarmato e non addestrato per affrontare situazioni critiche”.

Un giudizio che, seppur decontestualizzato, è bastato a sollevare polemiche.

Polizia locale

Il sindaco Matteo Chiantore, nella sua risposta, ha provato a ridimensionare la portata delle critiche.

“Lei fa sempre un bignami pro domo sua delle mie dichiarazioni. Le piace sempre fare ilarità. Non è questa la sede né il caso”, ha esordito rivolgendosi a Cantoni, accusandolo di estrapolare dichiarazioni per finalità polemiche.

Quindi ha precisato: “I vigili hanno una formazione diversa da carabinieri e polizia. Non sono organi militari. Sono ausiliari, non hanno quella formazione, quei mezzi e soprattutto quei numeri”.

Il quadro tracciato dal sindaco è quello di un corpo sottodimensionato, con 18 agenti, di cui 3 distaccati presso la Procura, divisi su 3 turni giornalieri. Le funzioni? Molteplici: notifiche, edilizia, commercio, viabilità, mercato, attraversamenti pedonali scolastici, gestione eventi religiosi e sinistri stradali.

“Abbiamo 160 km di strade, è evidente che le risorse non bastano. Ma tutti gli agenti hanno superato regolare concorso e sono dotati di arma di ordinanza. Fanno prove al tiro regolarmente”, ha aggiunto.

Quanto alla questione dell’accesso alle banche dati investigative, Chiantore ha spiegato: “La polizia locale non fa parte del sistema. Non ha accesso alle banche dati per attività investigative, ma si sta interfacciando con la questura, i carabinieri e la polizia. Con la zona rossa condividiamo settimanalmente i controlli effettuati”. Un modo, secondo il sindaco, per contribuire concretamente alla sicurezza, pur nei limiti del ruolo.

Andrea Cantoni non ci sta. E nella sua controrisposta ha accusato il sindaco di aver eluso il punto.

“La risposta non ci soddisfa. Invece di dirci cosa si potrebbe demandare ad altro personale, ci ha elencato tutto ciò che fanno. E lo fanno con dedizione, certo. Ma il punto è un altro: non ci piacciono le armi, ci interessa che la città sia sicura”.

Cantoni ha poi sottolineato come le frasi del sindaco abbiano “svilito il lavoro e la dignità degli agenti”, aggiungendo: “Non ha senso nemmeno commentare certe espressioni. Lei, signor sindaco, è incaricato della pubblica sicurezza. Pur non ammettendo le sue responsabilità, si faccia un esame di coscienza. Si vada a leggere le sue competenze”.

Fine del botta e risposta... Amen

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Commenti all'articolo

  • Sovietico Eporediese

    29 Maggio 2025 - 00:04

    Cantoni non ha ancora capito nulla del tessuto sociale e della cultura eporediese. Non ha ancora imparato com'è la dinamica di evitare di creare faide in città Eporediese. Oltre alla costante mancanza di rispetto per il Primo Cittadino e le decisioni di Maggioranza soprattutto in rattoppo ai danni creati nell'unica gestione di Destra del Comune di Ivrea.

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