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27 Maggio 2025 - 22:55
Fabrizio Dulla e Elisabetta Piccoli
Su una multa da 41 euro, 28 finiscono direttamente nelle casse di Ivrea Parcheggi. E se l’automobilista paga entro 5 giorni, sfruttando lo sconto del 30% previsto dalla legge, su 28,70 euro al Comune non restano che 70 centesimi. È questa l’operazione che la capogruppo di Progetto Ivrea, Elisabetta Piccoli, ha portato in Consiglio comunale sotto forma di interpellanza, con un titolo che è già una stoccata: “Ausiliari o ausilio alle partecipate?”
Una provocazione che trova fondamento nei numeri e riguarda in particolare alcuni quartieri della città, non regolamentati dalle strisce blu, che in teoria sarebbero di competenza della Polizia Locale.

Tutto nasce con la deliberazione n. 266 del 1° agosto 2024 – in seguito al decreto firmato dal sindaco Matteo Chiantore il 10 maggio – attraverso cui la Giunta ha attribuito a Ivrea Parcheggi S.p.A. la funzione di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta, secondo quanto previsto dall’articolo 12-bis del Codice della Strada. Nulla di anomalo. Il nodo è economico: per ogni sanzione, il Comune riconosce alla società 28 euro, pari al 68,29% del valore di una multa standard da 41 euro. E quando si paga in misura ridotta, la percentuale incassata dalla partecipata schizza al 97,56%.
“Che vantaggio ha il Comune?” ha chiesto Piccoli. “Perché la quasi totalità dell’importo finisce nelle casse della partecipata e l’amministrazione incassa poco o nulla. Non è che l’obiettivo è quello di sostenere la società?”
Ivrea Parcheggi è all’85% in mano al Comune di Ivrea, ma il restante 15% appartiene all’ACI di Torino. Ogni multa, dunque, contribuisce a generare utili anche per un soggetto privato.
“Un bel regalo per ACI, che incassa dividendi ogni volta che un automobilista viene multato”, ha stigmatizzato la capogruppo.
Nell’interpellanza si chiedeva alla giunta di fornire dati precisi: quanti verbali ha elevato Ivrea Parcheggi dal 1° agosto a oggi? Quanto è effettivamente entrato nelle casse comunali? Quanti sono stati i ricorsi? E, soprattutto, quanto ha fatturato la società per questo servizio?
A rispondere in Consiglio è stato l’assessore Fabrizio Dulla.
“Tutto questo - ha specificato - è nato dall’esigenza di una maggiore collaborazione degli ausiliari del traffico per elevare sanzioni anche in zone non a pagamento ma comunque regolamentate, come previsto dal Codice della Strada. Abbiamo verificato se ci fosse disponibilità da parte della Polizia Locale, ma le risorse erano insufficienti. Così abbiamo aperto un dialogo con il cda di Ivrea Parcheggi. La società ha detto che avrebbe dotuto assumere nuovo personale e serviva una copertura economica. Abbiamo quindi stabilito un aggio adeguato per far fronte ai costi stimati. Era una fase sperimentale: volevamo verificare l’effettivo fabbisogno, gli incassi, le sanzioni elevate.”
Poi ha aggiunto: “Nei primi giorni di gennaio, con il bilancio 2024 chiuso, abbiamo scoperto che per le poche zone affidate non era stato necessario ampliare il personale. Di conseguenza, abbiamo concordato un aggio ridotto: 10 euro più IVA a sanzione. Al momento, questa cifra è sufficiente. Ma se in futuro ci sarà bisogno di nuove assunzioni, potrebbe risalire.”
Infine, lo sfogo politico: “Ci stupisce che si dica che vogliamo avvantaggiare la partecipata. Non ci sarebbe nulla di scandaloso se il Comune, anche in perdita, decidesse di pagare un servizio per regolamentare certe zone della città.”
Ironica e tagliente la replica di Piccoli.
“Questa cosa mi fa sorridere - ha alzato il tiro - Meno male che vi siete resi conto che la situazione era un po’ al limite. Mi fa specie, perché in Giunta ci sono persone (Mi riferisco agli assessori Massimo Fresc e Francesco Comotto) che in passato hanno fatto grandi battaglie per chiudere Ivrea Parcheggi. E oggi le danno più soldi. Meno male che avete cambiato idea. Spero solo che non vogliate ampliare i parcheggi: sono già sotto controllo e producono utili cospicui, che vengono divisi con ACI. È giusto farsi aiutare da una partecipata, ma almeno che il Comune non ci rimetta. Voglio proprio vedere se i cittadini saranno contenti di sapere che le loro multe servono ad aumentare gli utili di Ivrea Parcheggi e dell’ACI.”
Ancora Dulla, a ribadire: “Come sa, nelle società vigono principi di tutela dei soci di minoranza. Per questo Ivrea Parcheggi ha scelto di non svolgere un servizio che le avrebbe comportato perdite. L’aggiudicazione serviva a coprire la maggiore spesa. Ci eravamo detti che ci saremmo ritrovati, e così è stato.”
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