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Le Opposizioni chiedono lumi sulla vernice "sparita"...

A Ivrea la mobilità “sostenibile” evapora con la pioggia. Tre percorsi, tanti totem e nessuna traccia. Comotto chiamato a rispondere

Le Opposizioni chiedono lumi sulla vernice "sparita"...

Doveva semplificare la vita dei cittadini, ma la pioggia ha lavato via tutto. “Ivrea Facile” si è sciolta al primo acquazzone. Insomma, sembrava facile... ma non lo era.

Il progetto di mobilità sostenibile finanziato con fondi PNRR, presentato con tanto di slide, entusiasmo e parole d’ordine green, prevedeva (e ancora prevede) tre percorsi pedonali segnalati da stencil (o trasferelli) colorati e totem illustrativi. Oggi, di quei tracciati (arancione, verde, blu), non resta che qualche ombra sbiadita sull’asfalto e la perplessità di molti.

A far notare la sparizione della segnaletica orizzontale sono i consiglieri comunali di opposizione Andrea Cantoni, Marzia VinciguerraMassimiliano De Stefano, Paolo Noascone e Tony Cuomo con un’interpellanza che sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale del 26 maggio.

“L’uso quotidiano delle strade cittadine, unitamente alle forti piogge dello scorso aprile, ha portato a un significativo deterioramento di tali indicazioni, la cui vernice risulta in molti punti totalmente svanita, rendendole illeggibili”, scrivono i tre consiglieri, che chiedono conto alla Giunta del progetto inserito nel cosiddetto Cantiere PNRR 03.

Se ne parla al passato perché di percorsi ormai non se ne vede più nemmeno l’ombra. Dalla mobilità sostenibile alla mobilità invisibile. Un progetto che, nella sua forma più concreta – le linee per terra – è stato spazzato via come un gessetto sul marciapiede.

I tre firmatari chiederanno all’assessore ai Lavori pubblici Francesco Comotto se sia “previsto un intervento di ripristino e con quali costi”, se siano stati previsti “dei fondi per la manutenzione delle ‘installazioni’ (sia gli stencil che i totem)” e “qual è l’ammontare in percentuale del tracciamento dei tre percorsi sul costo totale del progetto”.

Domande puntuali, per un progetto che doveva accompagnare i cittadini nei loro spostamenti quotidiani. Facile, sì. Ma solo per chi si accontenta della forma senza preoccuparsi della sostanza.

Che poi, totem e segnaletica orizzontale non sono neanche stati pensati per i turisti, ma per i cittadini. A meno che non si sia ipotizzato che un viaggiatore particolarmente esigente, oltre a chiese e musei, voglia dare un’occhiata alla sede dell’INPS, dell’INAIL, della Guardia di Finanza e, se avanza tempo, magari anche al cimitero.

Nessuna indicazione per enoteche o belvederi, zero accenni al sito Unesco o al Castello. Solo l’essenziale: City Hall, Registry Office, National Social Insurance Agency INPS.

Pensati per i cittadini, ma scritti in inglese, chissà mai perchè... Forse per farci sentire tutti un po' internazionali? Boh!

ivrea easy

Insomma. Diciamocelo. Son totem che ai cittadini fanno sorridere e che al contempo potrebbero portare in confusione i turisti. Immaginate la scena. Famigliola belga appena scesa alla “Public Train Station”. Papà legge rapito la palina, la mamma si commuove: “Honey, look! The Finance Guard!” I bambini impazziscono: “Daddy, can we go to the Registry Office, pleeease?” E via, parte il tour.

Dall’anagrafe al Municipio, dalla Pretura (ops, Court of Ivrea) al centro per ipovedenti, che diventa il più esotico Visual Rehabilitation Center (una spa per retine stanche?).

E poi lui, l’eroe indiscusso del viaggio: l’INPS. Ribattezzato National Social Insurance Agency, una tappa obbligata per chi sogna di affrontare code, ritirare cedolini e discutere sulla contribuzione figurativa. L’Indiana Jones del XXI secolo parte da qui.

Non manca il Cemetery, ovviamente, per ricordare che in certi casi è bene sapere dove poter riposare in eterno dopo una giornata così intensa. Magari su una panchina con vista Cycle Pedestrian Bridge N. Capellaro.

Per chi ama il verde, ci sono gli impareggiabili High School Gardens – uno per C. Botta, l’altro per A. Gramsci – ideali per un picnic tra certificati e ricordi di maturità. Gli sportivi, invece, possono misurarsi con l’Institute of Higher Education G. Cena (che letto al volo suona come il fratello istruito di John Cena) e il mitico Canoe Stadium, dove anche l’acqua parla inglese.

Onore al merito dello studio FFWD – che potremmo tranquillamente tradurre in Facciamo Finta We’re Designers – e dell’assessore ai Lavori Pubblici Francesco Comotto, ormai noto in città come “l’inglese”.

“Abbiamo lavorato per rendere accessibili i percorsi soprattutto alle fasce più deboli...” ha dichiarato.

Più deboli di così, onestamente, è difficile immaginarle. Applausi a scena aperta...

Nel frattempo, dalla palina, Camillo Olivetti osserva perplesso, indicato come tappa del Classical High School. E viene quasi da immaginarlo che si gira nella tomba, non tanto per l’inglese, ma per l’idea che si debba spiegare dov’è l’INAIL a chi arriva da Tokyo.

E qui nasce il dubbio: ma davvero l’importante era spendere quei soldi, non come li si spendeva? Perché se il PNRR è una manna, non significa che vada sciupata in progetti effimeri, con vernice a scadenza e installazioni dimenticate.

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