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"Non avete visione e progettualità". Le Opposizioni attaccano Chiantore (e Comotto)

In Consiglio comunale volano accuse di scarsa progettualità. L’assessore Comotto rivendica 7 milioni di investimenti, Piccoli e Vinciguerra demoliscono l’elenco delle opere: "Solo manutenzione ordinaria e buchi di memoria". Il sindaco Chiantore elenca tutto lo sport finanziato, ma l’opposizione non si placa

"Non avete visione e progettualità". Le Opposizioni attaccano Chiantore

Francesco Comotto, Elisabetta Piccoli

L’altra sera in Consiglio comunale, assenti Andrea Cantoni e Massimiliano De Stefano, le Opposizioni hanno accusato la Giunta di mancanza di progettualità. E su questo solco si è andati avanti per tutto il tempo. Un déjà-vu. Esattamente ciò che accadeva ai tempi del centrodestra, quando era proprio il consigliere Francesco Comotto, oggi assessore, a parlare di assenza di visione. Il paradosso? Ora è proprio lui a portare avanti oltre 20 milioni di investimenti PNRR ottenuti da chi oggi siede tra i banchi dell’Opposizione.

Insomma, niente di nuovo sotto il sole: la maggioranza fa la maggioranza, le opposizioni fanno le opposizioni. Ieri si incazzava solo Piccoli, oggi si incazzano tutti. Vai a capire perché…

Detto questo, il bilancio, illustrato dall’assessore Fabrizio Dulla, ha chiuso con un fondo cassa superiore ai 14 milioni di euro, “che ci trasmettono una continuità del tempo di salute del nostro ente.” Stratosferico anche l’avanzo: 3,4 milioni di euro, dovuti soprattutto a somme recuperate e fondi PNRR non ancora spesi.

“Al netto del milione recuperato — ha spiegato Dulla — è un avanzo che si pone in linea con quello dello scorso anno. Un avanzo che permetterà di finanziare alcuni investimenti…”

Ma più di ogni altra cosa, Dulla e Comotto hanno rivendicato con orgoglio i 7 milioni investiti in conto capitale nella città nel 2024. Una cifra mai raggiunta in passato. Di questi, solo poco più della metà proviene dal PNRR.

E giù con l’elenco delle cose fatte: asilo nido, illuminazione delle scuole, caldaie in via Arduino, parcheggio Rondolino, campi sportivi Pistoni e Brunoli, distributori d’acqua, messa a norma della biblioteca, impianto fonico della sala Consiglio e Santa Marta, tetto di Santa Marta, gioco canoa, teatro Giacosa, immobile di via Cardinal Fietta, servizi igienici nell’area mercatale, restauro del monumento di corso Cavour, castello, campo sportivo Bellavista, edifici in via Marsala e via Ospedale

“All’Ufficio Tecnico non possiamo chiedere di più di quello che stanno facendo” — ha aggiunto l’assessore Comotto“È inutile assumere personale che sarebbe in esubero nel 2026 alla fine del PNRR…” Un’inversione di rotta rispetto a quando sedeva tra i banchi dell’opposizione e, insieme all’allora consigliere Massimo Fresc, chiedeva più risorse proprio per l’Ufficio Tecnico.

Di tutt’altro avviso la consigliera Elisabetta Piccoli.
“Senza i nostri 23 milioni di euro di bandi finanziati — ha stigmatizzato — oggi non si parlerebbe di record o di investimenti. Quando sono arrivata io, c’erano 300 mila euro di avanzo; ne ho lasciati 2,8 milioni. Potevate fare di più, e almeno condividere ciò che non va. L’avanzo è utile, ma non è un pregio. Dentro quei 3,4 milioni ci sono anche 1 milione di residui. E non dimentichiamoci degli aumenti: IMU, imposta di soggiorno. Siamo una delle città in cui si paga di più tutto…”

E ancora, sulla vendita dell’immobile di via Cavour e la Fondazione Guelpa:
“Sull’assegnazione del campo da tennis avete cannato il bando. E la Fondazione Guelpa? Ricordo grandi discussioni. In Consiglio si parlava sempre delle stesse cose. Ora non ne parlate più. Dove siamo con la nuova biblioteca? E su Palazzo Giusiana? Io ho passato sei mesi a litigare in Città Metropolitana per ottenere 11 milioni di euro. Ora tutto tace. Dovreste sollecitare ogni settimana. Non avete fatto nulla sul commercio…”

Infine, rivolta a Comotto con toni sarcastici:
“Zero progetti nel cassetto. I progetti sono i nostri. Contenta che abbia capito che la situazione può sfuggire di mano anche ai più bravi. Ci piacerebbe vedere qualche progetto nuovo, magari nello sport…”

E se la consigliera comunale Vanessa Vidano ha ricordato come nel 2023 si temesse per la capacità del Comune di investire in conto capitale (“Quello che pensavamo è stato possibile farlo. Sono soddisfatta. L’avanzo servirà anche per preservare il capitale della Guelpa, utile per il polo culturale.”) il collega di maggioranza Andrea Gaudino ha definito il rendiconto “un momento solenne”.
“Sono un po’ emozionato — ha dichiarato — Un rendiconto interamente in capo a questa amministrazione. Avanzo disponibile di oltre 3 milioni: un risultato importante. Siamo davanti a 7 milioni di investimenti, il 50% in più rispetto allo scorso anno. Non ricordo un’amministrazione che abbia mai messo a terra una mole simile di cose…”

A smorzare i toni ci ha pensato la consigliera Marzia Vinciguerra, parlando di “impoverimento progettuale” e “poco interesse per attività come il tennis”.
“Trovo spiacevole — si è inserita nel dibattito — che si sia pensato a un contributo di soli 50 mila euro per rendere appetibile il bando di una struttura che sta cadendo a pezzi. Non comprendo come si possa parlare di progettualità con l’acquisto di microfoni o il rifacimento di un tetto. Quelle sono spese ordinarie…”

Immediata — e decisamente “esagerata” — la replica di Annalisa Bolzanello:
“Nutrivo stima e pensavo in un cambio di passo. Più onestà intellettuale… Speravo in un riconoscimento in più.”

Sarcastica la risposta di Vinciguerra:
“Continuo a nutrire la stessa stima. Non ho detto che non sono investimenti. Ma non sono progettualità. Ritengo di non dover essere tacciata di disonestà intellettuale per un bilancio che vedo con i miei occhi.”

Anche il consigliere Paolo Noascone si è concentrato sul tennis, sugli orti urbani e sulle manutenzioni carenti.
“Le strade sono in uno stato pietoso — ha evidenziato — Non vedo alcuno sforzo sulla manutenzione. Avrei investito sul personale. E per la videosorveglianza: solo 50 mila euro? Troppo poco.”

A Ivrea, comunque, non si perde tempo. Approvato il bilancio, è subito arrivata una variazione di 328 mila euro, tra le altre cose per un investimento di 190 mila euro sul rifacimento della segnaletica orizzontale, quasi tutta sbiadita.
“Le vernici che si usano oggi durano due anni, una volta duravano 15 anni…”, ha osservato Dulla.

Comotto ha spiegato che serviranno per digitalizzare l’Ufficio Tecnico (ancora fermo a Word) e il SUAP, per il bando tennis e il progetto dell’area mercatale, per un progetto sulla sicurezza stradale a San Bernardo e Torre Balfredo, per i bagni nei giardini Giusiana, la sistemazione del campo da basket, per eliminare il problema della strada chiusa di via Oropa, per il beach volley a San Giovanni.

“Sottolineo che la segnaletica verrà fatta su strade ammalorate. Prima si asfaltano le strade.” si è lamentato Paolo Noascone.

Gran finale con il sindaco Matteo Chiantore che replica a Vinciguerra elencando le iniziative sportive: 1 milione per la piscina, 110 mila euro per Pistoni, 15 mila per Bellavista, 10 mila per il beach volley, 10 mila per le tribune di San Giovanni, 50 mila per il basket a Giuliana, 50 mila per il tennis in via Cascinette, il festival Eroica di ciclismo al primo anno.

“Non so che cosa dobbiamo fare per guadagnarci la sufficienza. Entro dieci giorni avremo la ditta per l’abbattimento del Cena. Procederemo anche con la ristrutturazione di Casa Guelpa in piazza di Città e siamo a buon punto con il Percorso Vita legato al convento di San Bernardino…”.

la giunta

"Progettualità, questa sconosciuta"

A ogni stagione politica, come un temporale estivo, arriva puntuale l’accusa che non passa mai di moda: “Manca la progettualità”. È il jolly di tutte le opposizioni, di ieri, di oggi, e – scommettiamo – anche di domani. Un'accusa che suona bene, fa scena, e permette di rinfacciare alla maggioranza di turno la sua incapacità di "gettare il cuore oltre l'ostacolo". E per inciso, ieri questa frase "gettare il cuore oltre l'ostacolo" la utilizzava solo l'assessore Francesco Comotto ogni due per tre, oggi la usano tutti...

Il problema, semmai, è che chi la pronuncia oggi è spesso lo stesso che ieri stava dall’altra parte della barricata. E viceversa.

In Consiglio comunale, negli ultimi anni, abbiamo visto di tutto: chi gridava all’assenza di visione oggi si ritrova a gestire milioni di euro del PNRR, a rincorrere scadenze e a impacchettare elenchi di interventi che dovrebbero dimostrare, dati alla mano, che una progettualità – alla fine – esiste.

Ma è proprio questo il punto: basta fare per dire che si sta progettando? E soprattutto: basta spendere per dirsi visionari?

La progettualità non è l’elenco delle caldaie sostituite né la riasfaltatura di una via o l’installazione di nuovi microfoni in sala consiliare. Non lo è nemmeno il restauro di un tetto. Sono interventi utili, certo, spesso necessari, ma sono manutenzione ordinaria, non visione del futuro. Non costruiscono prospettive. Eppure, nel dibattito pubblico, si finisce sempre lì: un elenco di spese come risposta a ogni critica.

Allo stesso tempo, le opposizioni dovrebbero interrogarsi sul loro ruolo. Perché se da una parte è sacrosanto alzare la voce, denunciare, incalzare la giunta, dall’altra parte non basta dire “manca la progettualità” per assolvere se stessi. Serve una proposta, una linea alternativa, una strategia chiara che vada oltre la nostalgia di ciò che si è fatto quando si era al potere. L’opposizione non può vivere solo di rimpianti, né di “noi avevamo fatto”, “noi avevamo lasciato”. Deve indicare una direzione, non solo una ritorsione.

E poi c’è quella sottile ipocrisia trasversale: quando si è in minoranza si chiedono risorse per potenziare gli uffici tecnici, più personale, più coraggio. Quando si governa, si predica prudenza, si teme il rischio degli esuberi, si invoca la razionalità contabile. E così, il dibattito si avvita su sé stesso. Con le stesse facce a scambiarsi i ruoli e le stesse parole che rimbalzano da una parte all’altra dell’aula consiliare.

La verità è che la progettualità vera costa fatica, tempo, visione e anche coraggio. Significa scegliere, e ogni scelta, si sa, scontenta qualcuno. È molto più semplice giocare al piccolo cabotaggio: mettere mano ai rattoppi, inaugurare ciò che è già stato avviato, tagliare nastri e restare a galla.

Alcuni si accontentano dei numeri, degli avanzi di bilancio, degli asfalti. Altri no. Altri chiedono un’idea chiara di città: che cosa vogliamo essere? Come vogliamo vivere tra dieci o venti anni? A cosa serve il castello restaurato? A cosa serve la biblioteca nuova se il commercio attorno muore? Perché rifare Palazzo Giusiana? Cosa significa essere città turistica? I parcheggi a  pagamento hanno ancora un significato? Ha senso un carnevale che dura tutto l'anno solo sui giornali?

Domande. Tante domande. Ed è in quelle domande, e non nei numeri da ragioneria, che si misura la vera progettualità.

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