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Guarino con la maglietta verde: dal Pd alla Lega, con tanto di selfie

L’ex sindaco, un tempo simbolo del centrosinistra, oggi tifa per il candidato leghista Antonio Doriano Ferrari. A Cascinette d'Ivrea la politica si trasforma in una sagra di paese: più che battaglie epiche, ci si contende il salame e i tavoli da sparecchiare

Guarino con la maglietta verde: dal Pd alla Lega, con tanto di selfie

Guarino con la maglietta verde: dal Pd alla Lega, con tanto di selfie

Eccolo lì, Davide Guarino, l'ex sindaco di Cascinette d'Ivrea, immortalato in un selfie degno di un Oscar alla coerenza politica. Sorridente e fiero, in maglietta verde (toh! guarda...), annuncia al mondo il suo voto per Antonio Doriano Ferrari – militante della Lega e orgoglioso rappresentante della Squadra Canavese - Cascinette d’Ivrea Futura.

"Una persona onesta, seria, rispettosa della legge e di ogni cittadino, preparata e competente", dice Guarino, sfoderando un entusiasmo da primo giorno di scuola.

Già, peccato che fino a qualche anno fa Guarino fosse il simbolo del centrosinistra locale. Era il settembre 2020, quando si candidava a sindaco con una lista civica dai colori talmente rosso-accesi che mancava solo la bandiera della falce e martello. A sostenerlo c'era addirittura Luca Spitale, allora segretario del Pd di Ivrea e, si diceva, suo migliore amico. Insieme: nelle foto, nelle piazze, nei brindisi post-comizio. Sembravano Cip e Ciop, Bianca e Bernie, Batman e Robin, versione canavesana, pronti a conquistare Gotham City a suon di post su Facebook e gazebo.

Ma si sa, in politica i matrimoni durano meno di quelli nei reality show. Dopo la vittoria e qualche anno di amministrazione, la storia si è incrinata. Complici, pare, alcune mosse che hanno fatto sussultare più d'un compagno di viaggio: su tutte, la candidatura di Guarino al consiglio di amministrazione di AEG con una lista di chiaro stampo centrodestrorso.

Una roba che ha fatto scoppiare la crisi in Comune come un petardo di Capodanno e ha mandato a casa l’amministrazione, tra gli applausi dei pochi, i fischi dei molti e l'incredulità di tutti.

Non contento, qualche mese fa, il nostro eroe si è anche ritrovato protagonista di gossip politici che lo volevano pronto a traslocare direttamente in Forza Italia – voce mai confermata, ma nemmeno mai smentita con quella forza che ti aspetteresti da uno che tiene alla sua coerenza.

E ora, come da manuale della miglior tradizione trasformista italiana, eccolo dichiararsì alla Lega.

Non una Lega qualsiasi, ma quella versione 2.0, entrata in competizione feroce con Fratelli d’Italia, da quando – sim sala bim – questi ultimi hanno fatto sparire il simbolo leghista dal consiglio comunale di Ivrea, lasciando ai posteri l’ardua sentenza (e ai cittadini qualche domanda senza risposta).

Morale della favola? A Cascinette il centrodestra si presenta diviso in due: da una parte Antonio Doriano Ferrari con la Lega, dall’altra Andrea Breccolotti con Fratelli d’Italia.

E, con quello che si ha davanti agli occhi, chiunque sappia contare fino a dieci sa già come finirà questa tragicommedia: la vittoria andrà a Marco Menaldino, candidato del centrosinistra, senza nemmeno bisogno di una sfera di cristallo.

Insomma, due candidati del centrodestra e una gara all'ultimo voto... per conquistare (pensa un po' te) un posto all’opposizione.

La verità è che oggi, a Cascinette d'Ivrea, non si respira affatto l'aria delle grandi battaglie politiche… semmai quella mesta delle sagre di paese, dove si litiga per chi deve tagliare il salame e chi deve sparecchiare i tavoli.

Con grande dignità istituzionale, ça va sans dire.

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