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26 Marzo 2025 - 12:05
Fabrizio Lotito e Elisabetta Piccoli
Quando un comunicato stampa diventa un pamphlet d'accusa, il confine tra la cronaca politica e la satira si fa sottile. E così, mentre a Ivrea si insedia una nuova consigliera comunale di Fratelli d’Italia, Marzia Vinciguerra, il partito di Giorgia Meloni ne approfitta per togliersi qualche sassolino (o meglio, una valanga di macigni) dalle scarpe. Obiettivo principale: Elisabetta Piccoli, colpevole – secondo Fabrizio Lotito, coordinatore cittadino del partito – di aver osato criticare la decisione di affidare il ruolo di capogruppo al consigliere Andrea Cantoni.
Un attacco personale che non ha bisogno di traduzioni: "frustrante ricerca di visibilità", "frasi isteriche", "rancorosi sentimenti", mendicante di candidature.
Parole d’arte oratoria, si direbbe, se non fossero piuttosto una stilettata rivestita da comunicato ufficiale. Secondo Lotito, infatti, Piccoli sarebbe mossa da una rabbia antica, figlia del rifiuto da parte dello stesso FdI a candidarla a sindaco.
“La signora in questione - dice e scrive - ragionevolmente allontanata da tempo dal suo partito di origine, non può comprendere cosa significhino le scelte di chi privilegia esperienza e merito rispetto all’approccio dell’‘uno vale uno’ o dell’‘uno vale l’altro’ di recente memoria grillina”.
Tradotto: Fratelli d’Italia premia chi ha fatto la gavetta, non chi si presenta all’ultimo minuto con la pretesa di una poltrona. Il tutto, ovviamente, accompagnato da quel pizzico di veleno in più.

Andrea Cantoni
“L’essere stata ‘rimbalzata’ nella sua frenetica ricerca di una candidatura ufficiale politica e aver visto il giovane tesserato di FdI Andrea Cantoni candidato ufficiale della coalizione di centrodestra ha evidentemente stimolato rancorosi sentimenti”.
Ma facciamo un passo indietro, per capire l’origine della tempesta.
Con il subentro di Marzia Vinciguerra in consiglio comunale, Fratelli d’Italia ha riorganizzato i propri assetti, conferendo il ruolo di capogruppo ad Andrea Cantoni, figura ritenuta più esperta e già rodato nell’arena consiliare. Una scelta che, secondo Lotito, “è sinonimo di serietà, impegno e rispetto delle regole interne e non ammette contestazioni infondate o strumentalizzazioni esterne”.
Ma quelle contestazioni – evidentemente – sono arrivate. E non sono piaciute affatto. Lotito difende le decisioni del partito come “frutto di un impegno fermo, rispettoso delle indicazioni e della visione politica unitaria che ci distingue”, sottolineando che FdI è “la forza che, con responsabilità, porta avanti i propri principi senza cedere a compromessi”. Il messaggio è chiaro: chi non è allineato, è fuori. E chi critica, lo fa per livore.
Alla consigliera Piccoli, accusata di usare la retorica delle “quote rosa” e di definire “un atto di prepotenza” la scelta del capogruppo, Lotito risponde con una finta carezza e un autentico ceffone dialettico: “La sua reazione riguarda un partito al quale per mesi si è affannosamente rivolta mendicando una candidatura a sindaco ufficiale”.
E ancora: “Risulta lontana da ogni forma di rispetto per i partiti in generale, che voglio ricordare alla signora consigliera sono i mattoni con cui è stato costruito l’impianto politico del nostro ordinamento democratico”.
Insomma, una lezione di educazione civica, condita con sarcasmo.
E mentre ribadisce che “non c’è nulla di strano nel fatto che, al subentro di un consigliere comunale, il posto di capogruppo venga dato a chi era già presente in consiglio”, il coordinatore cittadino rincara la dose: “Le frasi isteriche della signora consigliera fanno emergere una profonda carenza di rispetto”.
Le accuse di “calpestare i diritti di una persona” vengono bollate come “inaccettabili, ma anche irrispettose verso tutti coloro che fanno politica per passione”. E giusto per non lasciare spazio a dubbi: “Invece di contribuire al dibattito con proposte costruttive sulla città, preferisce cercare visibilità con accuse infondate”.
Il finale, degno di un epilogo da commedia amara, è una finta apertura alla pace: “Continueremo a lavorare con tutti coloro che vorranno affiancarci, compresa la stessa consigliera Piccoli, alla quale auguriamo di superare le frustrazioni derivanti dal passato. Le cui scuse, anche se non arriveranno, faremo finta di aver ricevuto”.
Difficile immaginare che questa bomba lessicale passi inosservata nel già teso clima del consiglio comunale eporediese. Ma una cosa è certa: in Fratelli d’Italia, almeno a Ivrea, i comunicati stampa non sono mai banali.
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