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Fratelli d’Italia sbrana la sua consigliera. Piccoli se ne va sbattendo la porta. Lega e Forza Italia non esistono più

Caos in consiglio comunale: Cantoni cancella Forza Italia e Lega, Vinciguerra viene defenestrata dal partito e costretta a fare gruppo con lui. Piccoli esplode: «Questa non è la democrazia che voglio»

Fratelli d’Italia sbrana la sua consigliera. Piccoli se ne va sbattendo la porta. Lega e Forza Italia non esistono più

Andrea Cantoni, Elisabetta Piccoli e Marzia Vinciguerra

Partiamo dal gran finale. La consigliera comunale Elisabetta Piccoli che si alza in piedi, usa parole durissime nei confronti di Andrea Cantoni e se ne va. «Abbandono la seduta», e ciao ciao. E' successo questa sera, in consiglio comunale.

Di sottofondo, una nuova geografia politica tra i banchi. Una disposizione che non è più quella di prima. Prima, infatti, c’era Cantoni a rappresentare tutto il centrodestra per cui si era candidato – Forza Italia, Eporedia Futura, Lega e Fratelli d’Italia – con Gabriele Garino capogruppo di sé medesimo in rappresentanza dei Fratelli d’Italia. Un equilibrio delicato, ma almeno chiaro.

Ora che Garino non c’è più, e che il suo posto è stato preso da Marzia Vinciguerra, le cose sono cambiate. A restare in piedi è solo un gruppo a due, con Cantoni capogruppo in rappresentanza di “Giorgia Meloni per Cantoni sindaco Fratelli d’Italia”. Insomma, dal consiglio comunale di Ivrea sono spariti il Carroccio e pure gli azzurri. Cancellati con il bianchetto e con una delibera di surroga. Zac! Zac! Una pulizia da manuale. E non vogliamo neanche immaginare quale sarà la faccia del deputato leghista Alessandro Giglio Vigna quando lo verrà a sapere, lui che fino a due anni fa, da queste parti, aveva numeri da Pd…

Una storia, questa, che va raccontata tutta, e fino in fondo. Perché non è solo una questione di sigle e loghi, ma di metodi e relazioni. Tutto è iniziato alla conferenza dei capigruppo, quando Cantoni ha chiesto di aggiungere un logo e il nome di Meloni al suo gruppo consiliare, senza prima informare la nuova collega Vinciguerra. Il primo no è arrivato dal presidente del consiglio Luca Spitale. «Dovete mettervi d’accordo». Poi il ripensamento: «Si va in consiglio».

Marzia Vinciguerra

E già qui Elisabetta Piccoli s’era pronunciata con parole cariche di rabbia…

Da qui in avanti  tutti in capire come avrebbe reagito Vinciguerra, che per la cronaca è la candidata sconfitta alle elezioni per il rinnovo della segreteria cittadina dei Fratelli d'Itala al congresso tenutosi alcuni giorni fa.

Tutti a sperare che dicesse: «No! Col cavolo che rinuncio a fare la capogruppo».

E invece, a rompere l’equilibrio, è arrivata una mail. Una comunicazione ufficiale del partito con un messaggio tanto chiaro quanto brutale e  elle due l’una: o Vinciguerra accettava di fare gruppo con Cantoni, oppure era fuori. «Fuori!» Capito? Defenestrata. 

C’è chi giura di averla vista piangere. E tra questi c’è anche Elisabetta Piccoli.

«Oggi non ci ho più visto ... – racconta al telefono – Già mi ero arrabbiata con il presidente Luca Spitale quando ci ha detto che la questione doveva essere portata in consiglio comunale, e io ho insistito perché i Fratelli d’Italia risolvessero le loro questioni a casa loro. Poi vengo a conoscere tutti i retroscena e dico no. Ma perché umiliare una neo-consigliera fin dal primo giorno e in questo modo? Non potevano aspettare un mese o due? Che cosa cambiava? Capisco, non sono stupida, che nei partiti si agisce così, ma allora significa che a me i partiti stanno stretti… Io ho una certa etica…»

In consiglio, comunque, sia Vinciguerra che Cantoni hanno cercato di trasmettere un’immagine di pace e serenità. Una compostezza perfettamente in sintonia con il clima pasquale di resurrezione e remissione dei peccati politici.

«Sono emozionata e orgogliosa di poter rappresentare i cittadini che mi hanno dato il voto nel 2023 – ha dichiarato Vinciguerra – Vi racconto come sono io: preferisco il dialogo alle polemiche. Sono una persona accomodante e intransigente. Avrò un dialogo sereno, democratico e pacifico, ma farò valere i miei valori. Siamo qui per decidere del bene della nostra città… Cancellate tutto ciò che ha anticipato il mio ingresso…»

Facile dire “cancellare”. In politica, poi.

Più tecnico e meno emotivo Cantoni, che ha ricostruito la scelta con toni pacati ma decisi: «Un paio di anni fa si decise di fare due gruppi distinti, ma abbiamo cambiato idea. Aderisco al gruppo di Giorgia Meloni Fratelli d’Italia…»

A ruota lo show di Piccoli. Il momento clou. La rottura.

«Non posso rimanere indifferente a quello che è successo in questo contesto. Mi riferisco alle email e a un atto di prepotenza consumato alle spalle di una donna consigliera. Abbandono l’aula di questo consiglio. Questa non è la democrazia che io vorrei. Non è così che ci si comporta. Sono stati calpestati i diritti di una persona…»

E infine, fissando Cantoni dritto negli occhi, con fermezza e dolore insieme:

«Sui progetti mi troverete sempre d’accordo, ma questi modi non li posso tollerare come persona. Assistere a questa cosa a me ha fatto male… E io vado a casa…»

Un’uscita di scena che resterà nella memoria. E che fotografa, in controluce, lo stato reale di salute del centrodestra eporediese: un corpo diviso, con muscoli contratti e nervi scoperti.

Una coalizione che era nata unita, ma che oggi, al netto delle dichiarazioni formali, sembra più una somma di solitudini.

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