AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
25 Marzo 2025 - 23:00
Andrea Cantoni, Elisabetta Piccoli e Marzia Vinciguerra
Partiamo dal gran finale. La consigliera comunale Elisabetta Piccoli che si alza in piedi, usa parole durissime nei confronti di Andrea Cantoni e se ne va. «Abbandono la seduta», e ciao ciao. E' successo questa sera, in consiglio comunale.
Di sottofondo, una nuova geografia politica tra i banchi. Una disposizione che non è più quella di prima. Prima, infatti, c’era Cantoni a rappresentare tutto il centrodestra per cui si era candidato – Forza Italia, Eporedia Futura, Lega e Fratelli d’Italia – con Gabriele Garino capogruppo di sé medesimo in rappresentanza dei Fratelli d’Italia. Un equilibrio delicato, ma almeno chiaro.
Ora che Garino non c’è più, e che il suo posto è stato preso da Marzia Vinciguerra, le cose sono cambiate. A restare in piedi è solo un gruppo a due, con Cantoni capogruppo in rappresentanza di “Giorgia Meloni per Cantoni sindaco Fratelli d’Italia”. Insomma, dal consiglio comunale di Ivrea sono spariti il Carroccio e pure gli azzurri. Cancellati con il bianchetto e con una delibera di surroga. Zac! Zac! Una pulizia da manuale. E non vogliamo neanche immaginare quale sarà la faccia del deputato leghista Alessandro Giglio Vigna quando lo verrà a sapere, lui che fino a due anni fa, da queste parti, aveva numeri da Pd…
Una storia, questa, che va raccontata tutta, e fino in fondo. Perché non è solo una questione di sigle e loghi, ma di metodi e relazioni. Tutto è iniziato alla conferenza dei capigruppo, quando Cantoni ha chiesto di aggiungere un logo e il nome di Meloni al suo gruppo consiliare, senza prima informare la nuova collega Vinciguerra. Il primo no è arrivato dal presidente del consiglio Luca Spitale. «Dovete mettervi d’accordo». Poi il ripensamento: «Si va in consiglio».

E già qui Elisabetta Piccoli s’era pronunciata con parole cariche di rabbia…
Da qui in avanti tutti in capire come avrebbe reagito Vinciguerra, che per la cronaca è la candidata sconfitta alle elezioni per il rinnovo della segreteria cittadina dei Fratelli d'Itala al congresso tenutosi alcuni giorni fa.
Tutti a sperare che dicesse: «No! Col cavolo che rinuncio a fare la capogruppo».
E invece, a rompere l’equilibrio, è arrivata una mail. Una comunicazione ufficiale del partito con un messaggio tanto chiaro quanto brutale e elle due l’una: o Vinciguerra accettava di fare gruppo con Cantoni, oppure era fuori. «Fuori!» Capito? Defenestrata.
C’è chi giura di averla vista piangere. E tra questi c’è anche Elisabetta Piccoli.
«Oggi non ci ho più visto ... – racconta al telefono – Già mi ero arrabbiata con il presidente Luca Spitale quando ci ha detto che la questione doveva essere portata in consiglio comunale, e io ho insistito perché i Fratelli d’Italia risolvessero le loro questioni a casa loro. Poi vengo a conoscere tutti i retroscena e dico no. Ma perché umiliare una neo-consigliera fin dal primo giorno e in questo modo? Non potevano aspettare un mese o due? Che cosa cambiava? Capisco, non sono stupida, che nei partiti si agisce così, ma allora significa che a me i partiti stanno stretti… Io ho una certa etica…»
In consiglio, comunque, sia Vinciguerra che Cantoni hanno cercato di trasmettere un’immagine di pace e serenità. Una compostezza perfettamente in sintonia con il clima pasquale di resurrezione e remissione dei peccati politici.
«Sono emozionata e orgogliosa di poter rappresentare i cittadini che mi hanno dato il voto nel 2023 – ha dichiarato Vinciguerra – Vi racconto come sono io: preferisco il dialogo alle polemiche. Sono una persona accomodante e intransigente. Avrò un dialogo sereno, democratico e pacifico, ma farò valere i miei valori. Siamo qui per decidere del bene della nostra città… Cancellate tutto ciò che ha anticipato il mio ingresso…»
Facile dire “cancellare”. In politica, poi.
Più tecnico e meno emotivo Cantoni, che ha ricostruito la scelta con toni pacati ma decisi: «Un paio di anni fa si decise di fare due gruppi distinti, ma abbiamo cambiato idea. Aderisco al gruppo di Giorgia Meloni Fratelli d’Italia…»
A ruota lo show di Piccoli. Il momento clou. La rottura.
«Non posso rimanere indifferente a quello che è successo in questo contesto. Mi riferisco alle email e a un atto di prepotenza consumato alle spalle di una donna consigliera. Abbandono l’aula di questo consiglio. Questa non è la democrazia che io vorrei. Non è così che ci si comporta. Sono stati calpestati i diritti di una persona…»
E infine, fissando Cantoni dritto negli occhi, con fermezza e dolore insieme:
«Sui progetti mi troverete sempre d’accordo, ma questi modi non li posso tollerare come persona. Assistere a questa cosa a me ha fatto male… E io vado a casa…»
Un’uscita di scena che resterà nella memoria. E che fotografa, in controluce, lo stato reale di salute del centrodestra eporediese: un corpo diviso, con muscoli contratti e nervi scoperti.
Una coalizione che era nata unita, ma che oggi, al netto delle dichiarazioni formali, sembra più una somma di solitudini.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.