Cerca

Attualità

Andrea Gaudino, il coraggio di crederci: musica, politica e la voglia di non restare indifferenti

Dall'ammirazione per Lucio Corsi all'impegno in Libera e Acmos, fino all'attività in consiglio comunale. "Ancora oggi credo che il mondo possa cambiare", racconta Gaudino, tra ricordi, sogni e battaglie per la mobilità sostenibile e la legalità

Andrea Gaudino, il coraggio di crederci: musica, politica e la voglia di non restare indifferenti

Andrea Gaudino in consiglio

“Ti ho conosciuto nel 2017, in un piccolo bar dello ZAC!, durante un concerto intimo e indimenticabile. Tutti seduti per terra, tu con la tua chitarra acustica e l’armonica, e noi, rapiti dalle tue parole. Ci hai fatto viaggiare tra cocomeri e api, alieni e astronavi, sigarette che "fanno pensare alla fretta nell’atto di fumare". Avevi 24 anni, proprio come me. Stessa età, stessa generazione, stesso modo di guardare il mondo con gli occhi di un bambino. Ricordo ancora quella frase: "Guardare di notte dall’alto un temporale significa inevitabilmente capire che piove solamente dai lampioni in giù…". E oggi, mentre la tua carriera decolla, non posso che gioire per il tuo successo…”.

Così, il consigliere comunale Andrea Gaudino, 32 anni, celebra sui social la sua ammirazione per il cantautore Lucio Corsi. 

"Mi sento un po’ come lui. Stessa età, stessa gavetta", ci racconta, aprendosi. "Nessuna rassegnazione, solo entusiasmo. Ancora oggi credo che il mondo possa cambiare...".

Avviso pubblico

Andrea Gaudino ad una manifestazione di Avviso Pubblico. Sotto a Carnevale con la divisa dei Mercenari, squadra in cui tira da quando aveva 8 anni...

Guadino Carnevale

Gaudino e la chitarra

Un’idea che ha sempre accompagnato la sua vita, fin da quando, studente del liceo Gramsci di Ivrea, ha scoperto il fascino della politica e dell’impegno sociale.

"Sono di Scarmagno, poi ho fatto Giurisprudenza e mi sono laureato con una tesi sul caporalato, in Sociologia del diritto. Mi affascinava capire come nascesse una norma penale: è la società che decide cos’è reato e cos’è legale. Cambiano le epoche, cambiano le percezioni…".

Si è laureato nel 2020, nel salotto di casa, in piena pandemia. "Un po’ in ritardo - ci spiega - perché non ho mai voluto rinunciare ai miei interessi nel sociale e in politica".

La svolta? Il 7 aprile 2009, il giorno del suo compleanno. Durante un incontro al liceo, ascoltando Don Luigi Ciotti, ha capito che il suo posto era tra i volontari di Libera.

"Ho sentito dentro di me una tensione, un’energia, la necessità di non restare indifferente".

Erano gli anni di Obama, dei collettivi studenteschi, delle discussioni accese sulla Palestina, sulla riforma Gelmini, sulle guerre nel mondoAnni intensi, di confronto e crescita. Poi, con l’università, l’ingresso in Acmos (Aggregazione, Coscientizzazione, MOvimentazione Sociale), un’associazione apartitica e aconfessionale che promuove l’inclusione e la partecipazione attiva.

"Per me è stata una palestra di politica. Mi ha dato l’opportunità di fare volontariato, poco pagato ma retribuito…".

Ha vissuto a Torino, in Barriera di Milano, all’interno di un progetto innovativo: giovani in appartamenti sfitti delle case popolari, affitti calmierati in cambio di volontariato per i residenti. "Io insegnavo chitarra".

Qualche anno nel capoluogo e poi il ritorno a Ivrea. La scelta più felice della sua vita? Trasferirsi al Castello di Albiano, nella comunità CISV, tra famiglie e rifugiati di Mary Poppins.

"Un’esperienza che non dimenticherò mai  - quasi gli brillano gli occhi - Gli anni più belli della mia vita, che mi hanno cambiato per sempre".

Nel frattempo, il suo impegno a Ivrea cresce. Con Acmos porta avanti Scu.ter. (Scuola e Territorio), un progetto per promuovere la cittadinanza attiva tra gli studenti.

Fonda anche un GEC (Gruppo Educazione Cittadinanza)Hit the Road GEC”, ispirato alla celebre canzone Hit the Road Jack di Ray Charles.

“E’ ancora oggi attivo dopo 10 anni. Io ero e sono ancora il loro zio, come si dice in Acmos…". 

Insomma, la politica nel sangue Gaudino ce l’ha sempre avuta.

"Già alle elementari mi interessavo. Ricordo Berlusconi in TV e la rabbia che provavo ascoltandolo".

A coltivare questa passione, anche due insegnanti: Patrizia Poggi, professoressa di lettere alle medie di Strambino, che aveva avuto ruoli in amministrazione a Chiaverano, e Federico Munari, professore di religione e compagno di vita nella comunità di Albiano.

“Non ci sono più, ma ancora oggi li ringrazio per avermi trasmesso passione e senso della giustizia", ci dice Gaudino.

E la candidatura?

"Nasce con Laboratorio Civico nel 2019. Mi aveva coinvolto Giuliana Vivo perché sapeva delle mie attività e del mio impegno. All’inizio non si è pensato subito alle elezioni. L’idea di fondo era parlare di alcuni temi, raccontare energie. Le riunioni sono andate avanti dal 2020 al 2023. Poi, quando è arrivato il momento di fare la lista, qualcuno ha fatto un passo indietro per fare un passo avanti in politica…".

E tra i passi indietro di Gaudino, quello della presidenza dell’Albero della Speranza di Libera"Ho lasciato tutti gli incarichi per evitare conflitti d’interesse…".

Gaudino è anche socio lavoratore della cooperativa ZAC!. "Cos’è per me la cooperativa ZAC!? È un esempio molto concreto di come si può sviluppare comunità e senso di appartenenza. Per me è anche lavoro, ma è una cosa un po’ più grande…".

Tra le cose che più lo indispettiscono ricorda tutte quelle volte che si è sollevato il problema del conflitto d’interesse.

“In consiglio comunale non è mai passato nulla del bando sulla ZAC!… E non si può dire che le mozioni sulla sicurezza lo siano. Io conosco quello spazio e forse lo potrei racontare meglio di chiunque altro. Spesso siamo noi stessi le vittime di quello che succede lì, ma lavoriamo per cercare di rendere gli spazi gradevoli e sicuri. Effettivamente se non ci fosse qualcuno a gestire il Movicentro con una finalità sociale e culturale sarebbe molto più degradato di quanto non sia …”

Sulla giunta, non ha molto da dire. "Penso stia facendo più di quanto abbiano fatto le precedenti. Si sono aperti progetti e visioni. Io penso e spero che si riesca a portare a casa il 50% di quello che c’è in ballo…".

E Gaudino crede molto nella mobilità sostenibile e nella scelta di individuare fin da subito un mobility manager.

"Si sta scrivendo il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile. Siamo una città fanalino di coda tra tutte le città della nostra grandezza rispetto a ciclabili e utilizzo della macchina. Spero che su questo si riesca a fare qualcosa di concreto…".

Qualche dubbio invece Gaudino ce l’ha su come le Opposizioni stanno interpretando il proprio ruolo.

“Mi spiace che nell’ultimo periodo si siano tutti allineati nel fare polemica fine a sè stessa, nutrita con continui attacchi e l’utilizzo d tutti gli strumenti per mettere in difficoltà la maggioranza con azioni come quella di sfiducia al presidente che si dovrebbero utilizzare solo di fronte a fatti gravi. Vorrei davvero che fossero più costruttivi per il bene della città. Spero che nei prossimi anni ci sia la volontà di tornare ad un dibattito politico più concreto….”.

Tra i compiti che porta avanti con orgoglio, il ruolo assegnatogli dal sindaco, insieme all’assessora Gabriella Colosso, in Avviso Pubblico, l’associazione nata nel 1996 per riunire gli amministratori pubblici che si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica.

"Un onore essere coinvolto in questa rete. Era la logica conseguenza del mio percorso in Libera...".

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori