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19 Marzo 2025 - 10:46
Andrea Cantoni e Marzia Vinciguerra
Sembra la versione aggiornata e (poco) corretta di Alla fiera dell’Est di Angelo Branduardi, ma qui di fiabesco c’è ben poco. Il caos politico in Fratelli d’Italia a Ivrea è ormai diventato un genere letterario a sé: un mix tra farsa e tragedia, con colpi di scena degni della serie Tv "Il trono di spade".
Tutto inizia con una decisione che in altri contesti sarebbe passata quasi inosservata: le dimissioni di Gabriele Garino, fino a ieri capogruppo in consiglio comunale per Fratelli d’Italia, che – dettaglio non da poco – non è più nemmeno un tesserato del partito.
Un piccolo dettaglio che ha portato al suo addio e all’arrivo, già dal prossimo consiglio comunale, di Marzia Vinciguerra.
Fin qui, nulla di straordinario. Ma come in ogni buona trama, il diavolo si nasconde nei dettagli. E il dettaglio è che dietro questo cambio di poltrona è in corso una guerra sotterranea tra due opposte visioni politiche e di due gruppi distinti e distanti.

Andrea Cantoni e Gabriele Garino
Al centro della tempesta c’è finito Andrea Cantoni, candidato sindaco del centrodestra alle ultime elezioni, che martedì scorso si è presentato alla conferenza dei capigruppo con una richiesta precisa: essere riconosciuto come unico capogruppo delle liste che lo avevano sostenuto nella corsa a Palazzo Civico.
In pratica, ora che Garino non c'è più, ha chiesto di unificare sotto la sua guida Forza Ivrea, Lega, Eporedia Futura e Fratelli d’Italia.
Il presidente del consiglio comunale, Luca Spitale, lo ha guardato negli occhi, ci ha pensato un po' e poi ha spento subito gli entusiasmi con un perentorio "no".
E ora? O Cantoni e Vinciguerra si mettono d’accordo, oppure si arriverà a un voto in consiglio per stabilire chi ha diritto a parlare a nome di Fratelli d’Italia.
Sarebbe una prima volta assoluta per Ivrea: non si voterebbe su una delibera, su un bilancio o su una mozione, ma su chi ha diritto a esistere come capogruppo. Insomma, senza accordo, niente fusione a freddo. Al massimo, si potrebbe ipotizzare una fusione a caldo, ma con esplosioni garantite.
A gettare acqua sul fuoco è il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Fabrizio Bertot, che prova a minimizzare il pasticcio.
“Cantoni è stato il candidato sindaco di tutta la coalizione. Dopo le elezioni, l’indicazione era di creare più gruppi possibili. Oggi la linea politica è cambiata e, dopo le dimissioni di Garino, l’intenzione è di ricondurre tutto a un unico gruppo. Vedremo cosa dirà la segreteria cittadina. Di certo Cantoni è l’uomo di maggior esperienza nel partito. In fondo, parliamo sempre di due consiglieri comunali, non cambia molto”.
Il nuovo coordinatore cittadino, Fabrizio Lotito, prova a spacciarsi per pacificatore
“Con qualche assestamento e qualche scossa iniziale - commenta - riusciremo a eliminare tutte le incomprensioni. È giusto formare un gruppo unico”.
La verità è che il vero nodo si chiama Marzia Vinciguerra. La verità è che solo pochi giorni fa Vinciguerra ha tentato la scalata interna a Fratelli d’Italia, candidandosi alla carica di segretario cittadino proprio in contrapposizione a Lotito.
Vinciguerra (contrariamente a quanto pronosticava il cognome) ha perso, ma il colpo di scena ha lasciato il segno.
Perché la candidatura di Vinciguerra non è stata solo una sfida politica, ma anche un pasticcio regolamentare. Fabrizio Lotito, infatti, non avrebbe potuto candidarsi formalmente non essendo in possesso delle tre tessere consecutive richieste dal regolamento (gli mancava quella del 2023).
Anche in questo caso il regolamento è chiaro: senza continuità sarebbe stato fondamentale un congresso unitario.
Macinava il colpo di spugna ma è arrivato pure quello
“Quando alle 24 di notte è saltata fuori la candidatura di Vinciguerra - conferma candidamente Bertot - abbiamo chiesto una deroga a Roma e l’abbiamo ottenuta in poche ore. L’appartenenza di Lotito a Fratelli d’Italia non è mai stata messa in discussione, considerando che si era già candidato con noi alle elezioni di Torino”.
La partita si gioca ora in consiglio comunale, dove se Cantoni e Vinciguerra non troveranno un accordo, il consiglio sarà chiamato a pronunciarsi su chi può rappresentare un partito di cui Cantoni è regolarmente tesserato.
Ironia della politica, se le "visioni" non coincideranno, ci si potrebbe ritrovare a Ivrea con due gruppi di Fratelli d'Italia, fuori e dentro al consiglio comunale.
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