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Tennis Ivrea, il flop è servito: nessuno vuole i campi, il Comune ci riprova

Dopo lo scontro con i vecchi gestori e anni di polemiche, il Comune ci riprova con un nuovo bando per i campi di via Cascinette. Ma chi avrà il coraggio di investirci?

Tennis Ivrea, il flop è servito: nessuno vuole i campi, il Comune ci riprova

Campi da tennis ivrea

Dopo aver chiuso nel luglio dello scorso anno la partita con i vecchi gestori tramite un accordo extragiudiziale, l’Amministrazione comunale di Ivrea aveva lanciato un bando per trovare un privato disposto a prendere in mano la riqualificazione e la gestione dei campi da tennis di via Cascinette.

Com’è andata? Male. Anzi, malissimo. Non si è presentata un’anima. Nessuno interessato, nessuna offerta, nessuna prospettiva.

Buona la seconda?

L’amministrazione ci riprova e nel farlo cambierà qualche dettaglio. Questa volta ci saranno meno vincoli per la parte privata, nella speranza di rendere l’impianto più appetibile e di trovare qualcuno disposto a investire su una struttura sportiva che, a dirla tutta, cade letteralmente a pezzi.

L’impianto conta attualmente quattro campi da tennis in terra battuta e due in erba sintetica ad uso promiscuo per tennis e calcetto, con annessi spogliatoi e una club house. Tutto in condizioni preoccupanti: il degrado avanza senza sosta, le erbacce si stanno mangiando i campi e la desolazione regna sovrana.

A vederlo viene da piangere e, in verità, in molti stanno già piangendo.

La vecchia manifestazione di interesse (andata a vuoto), pubblicata il 5 agosto con scadenza al 30 settembre 2024, era rivolta esclusivamente ad associazioni e società sportive senza fini di lucro, le uniche autorizzate a partecipare. L’amministrazione comunale richiedeva ai candidati di presentare un progetto preliminare con un piano di fattibilità economica e finanziaria.

L’obiettivo? Non solo garantire la sopravvivenza dell’impianto sportivo, ma anche promuovere l’aggregazione e l’inclusione sociale, con un occhio di riguardo per i giovani.

Tra le richieste del Comune, spiccava la realizzazione di almeno due (e fino a quattro) campi da padel, che avrebbero dovuto sostituire parte dei campi da tennis esistenti. A questo si aggiungeva la costruzione di un campo polifunzionale, la riqualificazione della club house e degli spogliatoi, il rifacimento del manto dei campi da tennis rimasti e, se possibile, l’installazione di coperture e di una zona d’ombra.

Un progetto ambizioso, che però si scontra con la realtà: chi sarà così folle da investire in un impianto che negli ultimi anni ha fatto scappare tutti?

In cambio, il Comune offriva la gestione gratuita dell’impianto, per una durata variabile in base agli investimenti proposti, ma che non avrebbe potuto essere inferiore ai 5 anni e non superiore ai 20. Alla scadenza del contratto, il Comune si riservava la facoltà di prorogare temporaneamente la concessione per un massimo di sei mesi, il tempo necessario per individuare un nuovo gestore. Un’offerta imperdibile…? Forse no...

Campi da tenni di via Cascinette

L’impianto, sempre stando al primo bando, avrebbe anche dovuto restare aperto tutto l’anno e garantire tariffe agevolate: almeno il 25% di sconto per le scuole del territorio e il 10% per i residenti. Il Comune, inoltre, si riservava fino a 50 ore di utilizzo gratuito all’anno per attività proprie. Un vincolo ulteriore che, unito alle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, al pagamento delle utenze e alla cura del verde (interno ed esterno), rendevano il bando ancora meno appetibile.

Fin qui la cronaca, spicciola delle ultime settimane. Resta una domanda... Perchè i vecchi gestori se ne sono andati via?

Anche in questo esiste una delibera di giunta del 16 maggio 2024, con cui si prende atto del raggiungimento di un accordo "transattivo" tra l'Amministrazione comunale e l'Asd Tennis club attraverso cui quest'ultima rinuncia a proseguire la causa intentata presso il tribunale amministrativo regionale del Piemonte (Tar) e l'Amministrazione comunale alla pretesa d'un credito maturato di 23.769 euro.

Ultimo atto di un braccio di ferro conclusosi con la decisione dell'Associazione di emigrare in via delle scuole a Bollengo. Insomma "ciao ciao Ivrea".

Una storia brutta. Molto brutta che diventa notizia nel novembre del 2022 con un amaro risveglio.

Chiudete gli occhi e immaginatevi di essere un imprenditore o un’associazione e di aver sottoscritto un contratto di locazione di 6 anni + 6 anni per un impianto. Immaginatevi di aver eseguito dei lavori.

Di aver speso dei soldi. Di esservi cercati i clienti e di averne convinti a decine o più di 200.

Immaginatevi che allo scadere dei primi 6 anni il locatario non vi dica alcunchè e quindi già vi eravate messi a lavorare pensando di avere a disposizione un bel periodo di tempo.

Infine, e non il ultima, immaginatevi che il proprietario ad un certo punto vi telefoni per dire che non gliene importa niente dei 6+6, che il contratto di locazione era sbagliato e non si poteva fare. Adesso svegliatevi! 

Succedeva con l'Amministrazione comunale guidata da Stefano Sertoli e una delibera avente come oggetto la “revoca  del contratto di assegnazione in concessione degli impianti a decorrere dal 1° agosto del 2023...” che non lasciava spazio alla libera immaginazione.

Tra le altre cose si diceva che l’impianto era iscritto nell’inventario del Comune di Ivrea tra i beni immobili indisponibili e quindi  il contratto di locazione a suo tempo sottoscritto non era valido. Al massimo poteva essere dato in concessione con bando ad evidenza pubblica.

“I beni di proprietà del Comune - scriveva l’avvocato Dal Piaz - sono destinati ad un pubblico servizio e perciò assoggettati al regime dei beni patrimoniali indisponibili, che non possono essere sottratti alla loro destinazione. Su tali beni insiste un vincolo funzionale coerente con la loro vocazione naturale ad essere impiegati in favore alla collettività per attività di interesse generale...”.

Poi ancora un’aggiunta che sembrava aramaico antico... “l’attribuzione a terzi della gestione o dell’uso di un bene appartenente al patrimonio indisponibile non può che avvenire mediante concessione eventualmente nella forma “concessione-contratto”. Ne consegue l’attribuzione al privato “di un diritto condizionato che può essere unilateralmente soppresso dall’Amministrazione stessa con la revoca dell’atto di concessione, in caso di contrasto con il prevalente interesse pubblico”.

In buona sostanza il semplice contratto di affitto che riprendeva un precedente contratto, con i precedenti proprietari (I Flecchia) pari a circa 1.600 euro al mese più iva non era valido.

Morale? La giunta nel prendere atto che  l’affidamento della gestione degli impianti poteva avvenire esclusivamente mediante concessione e non con contratto di locazione, senza pensarci un attimo, aveva revocato tutto dando qualche mese al Circolo “per sbrigare le ultime faccende... al fine di dare continuità al servizio e non compromettere la stagione sportiva 2022/2023...”

Inutile chiedersi perchè l’Amministrazione comunale e chi gestisce il patrimonio si fosse svegliato con la luna storta e non  allo scadere dei primi sei anni.

O perchè si dovesse rendere la vita impossibile a chi (il maestro Vittorio Crotta e il figlio Marcello) da circa 25 anni rappresentavano il tennis in città... 

Tant'è! Segue una determina con cui si affida in concessione l'impianto fino al 31 luglio del 2023 a fronte di un canone  pari a 14.740,02 euro comprensivo di IVA. Poi una delibera del 27 dicembre del 2022 con la quale si autorizza il sindaco a costituirsi in giudizio presso il Tar Piemonte.

Infine ancora una delibera per concedere in uso gli impianti e a "non interrompere l’attività sportiva in essere sino al 31/07/2024, considerato il fatto che, in caso di giudizio sfavorevole per il Comune, l’Associazione avrebbe potuto rivalersi sull’Ente, richiedendo un danno per il mancato guadagno...".

Evidentemente con la firma della transazione la sceneggiata è finita e il braccio di ferro pure. Ognuno si è pagato i propri avvocati, l'Asd Tennis ha abbandonato l'impianto a partire da luglio ed è emigrata Bollengo, l'Amministrazione comunale ha emanato un bando per riassegnare il tutto a chi lo vorrà o a chi offrirà di più.

C'è da aggiungere che anche questo è stato un argomento da campagna elettorale alla stregua dello Zac! e del Movicentro con il dito puntato sull'allora vicesindaca Elisabetta Piccoli.

A quanto pare però con il passaggio dal centrodestra al centrosinistra la musica è rimasta la stessa...

Un po’ di storia...

Il Tennis Club Ivrea nasce nel quartiere San Lorenzo, negli anni Cinquanta per iniziativa della società tessile Chatillon. Prosegue poi con l’Olivetti, nell’ambito delle attività volte a perseguire la crescita culturale della comunità sotto tutti gli aspetti, compreso quello sportivo.

La struttura viene gestita fino alla fine degli anni Ottanta dal Gruppo Sportivo Ricreativo Olivetti, di cui costituisce una sede complementare a quella del Convento; ed è proprio grazie al GSRO, allora promotore di un importante torneo under 16 a livello internazionale, che sulla terra battuta di via Cascinette giocano giovani divenuti poi famosi a livello mondiale, fra i quali Marcelo Rios.

Victor (Vittorio Crotta) tra Corrado Barazzutti e Adriano Panatta, durante un incontro di Coppa Davis.  Vittorio Crotta compie la sua prima impresa tennistica nel 1962, vincendo il campionato italiano di tennis di terza categoria. Nel 1964 è nella nazionale juniores e, dal 1965 al 1970, difende i colori italiani come giocatore di Coppa Davis. Lasciata l’attività agonistica diventa capitano non giocatore della nazionale italiana di Coppa Davis, ai tempi di Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli. All’inizio degli anni Duemila torna nella sua città natale, Ivrea, e dal 2004 si dedica alla direzione organizzativa del circolo e della manifestazione “Il testimone ai testimoni”, creata insieme all’amico don Luigi Ciotti.

Dopodichè il degrado e l’erba alta, almeno fino al 2005 quando un gruppo di amici volenterosi e appassionati decide di rilanciare l’attività e di metter mano alla gestione della struttura.

Nasce l'Asd Tennis club. Andrea Sicco viene eletto presidente e la direzione tecnica affidata a Vittorio Crotta, un eporediese con il merito di aver portato il nome della propria città nel mondo e che proprio in via Cascinette aveva preso in mano per la prima volta una racchetta da tennis.


I corsi

Lo Staff Tecnico
Responsabile Tecnico: Marcello Crotta – Istruttore di 2° Livello

Istruttori:  Anita Luetti – Istruttrice di 2° Livello; Raffaele Olimpio – Istruttore di 1° Livello

I corsi sono coordinati dallo stesso Crotta e tenuti dal figlio Marcello, coadiuvato da vari assistenti, in un percorso che unisce generazioni diverse, accomunate dalla passione per lo sport e i suoi valori.

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