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07 Marzo 2025 - 00:17
Emanuele Longheu
Stanco. Affaticato. Ma entusiasta. Dopo tre giorni di battaglia delle arance, ci sta...
Emanuele Longheu, 28 anni, tira negli "Asso di Picche" per divertimento. "Non siamo come i Diavoli, che ci tengono a vincere a tutti i costi e esprimono il massimo dello spirito della competizione", racconta con un sorriso. E in queste parole c'è tutta la sua filosofia di vita.
Tre anni alla scuola alberghiera del Ciac, poi la qualifica all'Ubertini di Chivasso, infine la laurea triennale in Management dell'informazione e della comunicazione aziendale. Un percorso fin troppo ben delineato.
"Il mio sogno? Aprire un albergo tutto mio. Ho studiato anche per questo".
Nel frattempo lavora da Message, un'agenzia di comunicazione con sede in via Jervis a Ivrea. Content specialist. Scrive contenuti per siti web, lavora sull'identità aziendale dei clienti, costruisce una vision d'impresa insieme a loro. "Realizzo progetti di comunicazione interna ed esterna e percorsi di sostenibilità...". Un mondo che lo affascina.
"È molto divertente - racconta - Ti mette in contatto con moltissime realtà, anche molto grosse. Alcuni gruppi importanti, come il Gruppo 24 Ore...".

Fin qui una parte della sua vita, quella dedicata al turismo e alla comunicazione. Ma poi c'è l'altra, quella politica.
"Le idee me le sono fatte da solo, come autodidatta. Anzi, no. Probabilmente devo molto a un professore particolarmente impegnato. Forse era addirittura anarchico. Una persona che ci teneva tanto alla giustizia sociale...".
Nei ricordi riaffiorano le tante discussioni con un compagno di università.
"Un amico della Lega - racconta - Lunghe chiacchierate sulla politica del tempo. La prima vittoria di Trump e le sue politiche protezionistiche. Discutevamo, mai litigato".
E poi, la decisione di entrare nel PD, un paio di anni fa.
"Com'è andata? Mi sono presentato. Ho detto che volevo contribuire. Ho bussato alla porta. Ho mandato una email. Ho incontrato l'allora segretario cittadino Luca Spitale ed è iniziata la mia militanza. Perché il PD? Perché è il partito che più si avvicina alla mia idea di far politica".
Insomma, non fa parte di quella schiera di ragazzini impressionati dalla Leopolda di Renzi.
"No! Renzi con me non c'entra nulla. Mi sento progressista, non troppo radicale. Come diceva Adriano Olivetti, mi piace essere radicale nei fini e moderato nei mezzi... In realtà mi ha ispirato lui. Me lo sono studiato e ristudiato. La sua idea di Comunità e di un mondo migliore mi ha sempre dato tanta energia...".
Poi arriva il consiglio comunale.
"Diciamo che è stato un fulmine a ciel sereno. È arrivata la chiamata di Spitale. Mi dice: 'Guarda, c'è una casella libera per una persona giovane, sotto i 30 anni. Abbiamo deciso di puntare su di te'. In verità avevo già partecipato ai gruppi di lavoro e quindi ho detto di sì al volo, con convinzione. Poi le elezioni sono andate bene. Ho preso 112 preferenze e sono stato eletto...".
Per Longheu un'esperienza positiva.
"Mi piace. Sì. Sto imparando molto. Ho imparato a gestire alcune situazioni che magari avrebbero potuto portarti ad avere reazioni più dure. Si impara a essere strategici e moderati. Si impara anche come funziona un'amministrazione locale, un motore molto complesso. Capire come funziona l'amministrazione della cosa pubblica ti consente di mettere in pratica alcune azioni e rivedere le strategie. Alcune cose, a livello di dialettica, mi sono servite nel lavoro. La politica come palestra. Ho imparato a relazionarmi con fornitori e clienti...".
Nei primi due anni di mandato, accettando di presiedere la Commissione Assetto e Uso del Territorio, si è concentrato su manutenzioni, viabilità e PNRR. Tra i suoi obiettivi, uno semplice ma cruciale: le strisce pedonali.
"Sembrano poca cosa, ma vanno rifatte un po' ovunque. Ci siamo ripromessi di fare una mappatura... Alcuni passaggi sono diventati molto pericolosi...".
E poi c'è il turismo, un tema che lo appassiona e sul quale vuole continuare a lavorare. L'Unesco, il castello, il Parco dei Cinque Laghi, San Bernardino... Longheu vuole dare il suo contributo.
I rapporti con l'opposizione? Buoni.
"Hanno due facce: una in consiglio e l'altra fuori. Preferisco quella fuori. Quasi tutti sono disponibili, all'interno delle commissioni, a lavorare. In consiglio comunale è puro scontro dialettico, che non fa bene alla vista del cittadino, parere personale. Poi sono persone educate e ci tengono molto alla città. Alcune uscite si potrebbero risparmiare...".
E Longheu, manco a dirlo, è soddisfatto anche del lavoro del sindaco e degli assessori.
"Stanno lavorando bene. Alcune cose saranno visibili solo più in là, molti piccoli lavori già nelle prossime settimane e mesi...".
Capitolo giovani. In una società sempre più anziana, che giustamente guarda alle manutenzioni, Longheu pensa anche a chi vorrebbe un'offerta più ampia.
"In questi anni la città ha perso tantissimo - racconta - Mio fratello passava le sue serate a Ivrea. C'erano un sacco di attrazioni: bowling, discoteca... Adesso, forse complice la depressione economica, ci sono poche proposte. Un ragazzo oggi è normale che dica: 'Me ne vado da un'altra parte. Vado a Torino o a Chivasso'. Conto molto sul lavoro della Consulta Giovani, vicina agli ambienti scolastici. Hanno il polso della situazione e tireranno fuori delle idee. Divertimento tutto l'anno, non solo a Carnevale. I ragazzi ci sono, eccome se ci sono... L'importante sarebbe aver qualcosa da dare, insomma...".
E quindi, stasera che fai?
"Corro dalla mia fidanzata" - sorride. "Una ragazza bellissima, volontaria al canile di Caluso. Segue tutti i consigli comunali in streaming e poi mi dà dei consigli...".
Beata gioventù.
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