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Cronaca

Creators - The Past: dal kolossal alla "truffa"? Investitori che si sentono raggirati e denunce in aumento

Svaniti i sogni di Hollywood: sempre più persone denunciano di essere state ingannate dal progetto cinematografico. Spunta il coinvolgimento di un pezzo grosso dell’associazionismo biellese

 Creators - The Past

Creators - The Past

Un kolossal fantascientifico, un cast internazionale con nomi di peso, una produzione annunciata come il primo grande sci-fi made in Ivrea capace di competere con Hollywood. Creators - The Past avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta per il cinema italiano. Oggi, invece, il suo nome è legato a tutt’altro: un presunto schema di truffa che ha portato numerosi investitori a versare somme importanti con la promessa di guadagni straordinari.

Il film, uscito in poche sale nel 2020 e poi scomparso nel nulla, salvo ricomparire su Prime Video, è ora al centro di una valanga di denunce per truffa aggravata, con un numero crescente di persone che affermano di essere state raggirate.

Dopo le prime querele, l’elenco dei presunti truffati si allunga ogni giorno. Oltre al family banker di Ivrea già citato nelle denunce, emerge ora il coinvolgimento di un pezzo grosso dell’associazionismo biellese, figura ben nota negli ambienti culturali e del commercio. Secondo le testimonianze, questa persona avrebbe avuto un ruolo chiave nella promozione dell’investimento, convincendo altri a versare denaro sulla base di rendimenti garantiti e di una distribuzione globale che, nei fatti, non si è mai concretizzata.

Le modalità con cui i fondi sono stati raccolti sembrano seguire uno schema ben preciso: agli investitori venivano mostrati grafici con proiezioni di incassi milionari, con l’ulteriore garanzia rappresentata dal cast internazionale. Gérard Depardieu, William Shatner (il celebre Capitano Kirk di Star Trek), Bruce Payne e altri nomi noti del panorama cinematografico venivano utilizzati come biglietto da visita per dare credibilità al progetto. Ma il successo promesso si è rivelato un’illusione.

Il film avrebbe dovuto incassare cifre astronomiche e invece...

Un elemento chiave della vicenda è il legame con Ivrea. La società di produzione Artuniverse, responsabile del progetto, aveva infatti sede proprio nella città eporediese, in corso Vercelli.

A guidare il progetto c’era Piergiuseppe Zaia, 54enne di Cascinette d’Ivrea, che non solo ne era il regista, ma anche l’autore della sceneggiatura insieme alla protagonista Eleonora Fani. A firmare la colonna sonora, registrata a Vienna, lo stesso Zaia.

Il legame con il Canavese si rifletteva anche nel team tecnico: il direttore della fotografia Ezio Gamba (di Cuceglio), la grafica Linda Antonietti (di Strambino), l’editor Andrea Torreano (di Vistrorio) e il colorist supervisor Walter Volpatto, tutti professionisti locali coinvolti nel progetto.

La storia ruota intorno alla battaglia delle arance e ad una "sfera" in particolare...

Questa vicinanza territoriale sembra aver giocato un ruolo nel convincere molti investitori locali a credere nella bontà dell’iniziativa, alimentando la percezione di un’impresa solida e strutturata. In realtà, gli eventi successivi hanno smentito queste aspettative, lasciando molti con il dubbio di aver solo finanziato un progetto destinato al fallimento fin dall’inizio.

Piergiuseppe Zaia

Se al momento siamo ancora nella fase di deposito delle denunce, senza una vera e propria indagine ufficiale della Procura, la situazione potrebbe presto cambiare. Il numero crescente di querele sta spingendo le autorità a raccogliere elementi per verificare se dietro al finanziamento del film si nasconda un meccanismo fraudolento più ampio, con responsabilità che potrebbero estendersi ben oltre gli attuali querelati.

Nel frattempo, chi ha investito in Creators - The Past resta in attesa di risposte e, soprattutto, di chiarezza.

L’unico copione che sembra ormai scritto è quello di una vicenda destinata a far discutere a lungo, con risvolti che potrebbero non limitarsi solo alla sfera economica, ma anche a quella giudiziaria.

E dire che il regista Piergiuseppe Zaia, all’epoca, presentava il film come un segnale di speranza per l’industria cinematografica, duramente colpita dalla crisi pandemica. Prima ancora dell’uscita nelle sale, sul sito ufficiale era stato pubblicato l’annuncio per partecipare al casting del secondo capitolo.

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