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Nuovo ospedale di Ivrea: maxi-ribasso del 57,6% e dubbi sulla qualità. Risparmio o rischio?

L’appalto per la progettazione dell’ospedale è stato assegnato a meno della metà del valore iniziale. L’Ordine degli Ingegneri lancia l’allarme: tagli così drastici potrebbero tradursi in costi maggiori nel tempo. Tempistiche sospette e gara chiusa prima dell’entrata in vigore delle nuove norme sugli appalti alimentano le perplessità.

Nuovo ospedale di Ivrea: maxi-ribasso del 57,6% e dubbi sulla qualità. Risparmio o rischio?

Nuovo ospedale

Il nuovo ospedale di Ivrea da realizzarsi nell'area Ex Montefibre? Nasce già tra le polemiche. Il dito è puntato sulla progettazione stimata in 5 milioni di euro e assegnata con un ribasso del 57,6%, cioè ad una cifra finale pari a 2,2 milioni di euro. 

Nei giorni scorsi l’Asl To4, ha difeso la correttezza della procedura con un documento firmato dall’ingegnere Andrea Fiorillo, responsabile del servizio tecnico patrimoniale, che è stato anche presidente del seggio di gara e responsabile unico del procedimento. Una figura centrale nella vicenda, che ora assicura la legittimità dell’intero iter.

A sollevare dei dubbi sui numeri, sulla qualità del progetto e sulla sostenibilità economica di un ribasso così drastico è stato l’Ordine degli Ingegneri di Torino.

Secondo gli esperti, una riduzione di quasi il 60% del valore iniziale porta con sé il rischio di un progetto realizzato al minimo indispensabile o, peggio, di costi che inevitabilmente lieviteranno nel tempo per via di varianti e correzioni. 

L’Ordine degli Ingegneri ha ritenuto necessario segnalare il caso, evidenziando come un’offerta così bassa possa tradursi in problemi futuri: una progettazione economica spesso porta a un cantiere che accumula ritardi, imprevisti e spese extra, con il risultato che il presunto risparmio iniziale si trasforma in un aggravio dei costi per la collettività.

A destare perplessità non è solo l’entità dello sconto applicato, ma anche la tempistica con cui la gara è stata chiusa. L’aggiudicazione è avvenuta il 30 dicembre 2024, poco prima dell’entrata in vigore delle nuove norme del Codice degli appalti, che avrebbero limitato ribassi così elevati. 

La direzione strategica dell’Asl, all’epoca guidata da Stefano Scarpetta, aveva garantito che la gara sarebbe stata assegnata entro la fine dell’anno, e così è stato. Il giorno successivo, il 31 dicembre, il suo mandato si è concluso e il testimone è passato al nuovo direttore generale, Luigi Vercellino. Una coincidenza temporale che per molti appare quanto meno sospetta.

ingegneri

L’Asl, nelle sue repliche, ha sostenuto che l’assegnazione è avvenuta nel rispetto della normativa vigente al momento della pubblicazione del bando e che eventuali modifiche legislative non potevano essere applicate retroattivamente. 

Nel documento inviato agli Ingegneri, si sottolinea che il ribasso è legittimo e supportato da giurisprudenza consolidata, che l’offerta vincitrice è stata sottoposta a controlli per verificare eventuali anomalie, che il nuovo decreto non ha effetti retroattivi e che non sono stati presentati ricorsi formali contro l’assegnazione. 

A ulteriore difesa della procedura, l’Asl richiama anche una recente sentenza del Consiglio di Stato, che ha annullato una pronuncia del Tar del Veneto contraria alla pratica dei ribassi negli appalti pubblici, e un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea, che considera l’introduzione di tariffe minime e massime incompatibile con il diritto comunitario.

Il nuovo ospedale di Ivrea fa parte di un più ampio piano regionale che prevede la costruzione di 11 strutture sanitarie in Piemonte, per un investimento totale di 2,2 miliardi di euro, finanziato dal Ministero della Salute con 600 milioni. L’obiettivo dichiarato è rinnovare l’offerta ospedaliera, ma il rischio è che scelte troppo orientate al risparmio compromettano la qualità delle nuove strutture. La progettazione al ribasso potrebbe tradursi in maggiori costi durante la realizzazione o, peggio, in problemi strutturali nei primi anni di utilizzo, con il rischio di dover intervenire con ulteriori fondi pubblici. Già in passato, altri ospedali costruiti con criteri simili hanno richiesto ristrutturazioni e interventi correttivi poco dopo l’apertura, facendo lievitare i costi iniziali.

L’Ordine degli Ingegneri ha segnalato il caso e potrebbe decidere di approfondire la vicenda, ma per ora non sono stati annunciati ricorsi formali contro l’assegnazione. Nel frattempo, il contratto con il Consorzio Mythos è in fase di sottoscrizione e la progettazione dell’ospedale dovrebbe partire a breve. Il taglio di oltre la metà del valore dell’appalto e la rapidità con cui si è chiusa la gara lasciano comunque aperte molte domande. Un risparmio così drastico sarà davvero sostenibile, o tra qualche anno ci si ritroverà con problemi strutturali e nuove spese impreviste? La storia degli appalti italiani non promette nulla di buono. E a pagare, alla fine, saranno sempre i cittadini.

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