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28 Febbraio 2025 - 17:30
Una lettera anonima, firmata dagli inquilini del Palazzo Uffici Olivetti di via Guglielmo Jervis 77 a Ivrea, è stata inviata anche ai Vigili del Fuoco, alla Procura della Repubblica, all'ASL TO4, all'Ispettorato del Lavoro e persino alle Iene di Italia Uno. Il contenuto è allarmante: i firmatari segnalano gravi carenze antincendio e sanitarie, denunciando una situazione che, a loro dire, metterebbe a rischio la sicurezza di chi lavora all'interno dell'edificio.
Secondo quanto riportato, da quando il palazzo ha cambiato proprietà, l'impianto di evacuazione entra spesso in funzione senza motivo, gettando nel caos gli occupanti.
“Siamo a un punto in cui non sappiamo più se l’evacuazione sia reale o l’ennesima conseguenza di problemi manutentivi mai risolti”, scrivono.
Preoccupante anche l'assenza del personale antincendio, che in passato operava - dicono sempre gli "anonimi" - con un brevetto rilasciato dai Vigili del Fuoco. Ora, stando agli inquilini, nessuno si occupa della sicurezza e i manutentori attuali, oltre a non essere ritenuti all’altezza del compito, avrebbero rivelato che le saracinesche antifumo previste ai piani interrati non sono mai state installate.
Il rischio? In caso di incendio, il fumo potrebbe diffondersi fino al terzo piano, rendendo l’edificio una trappola mortale.
Gli inquilini raccontano di aver chiesto più volte il certificato antincendio, senza ricevere risposta.
“Parallelamente – scrivono – i lavori di manutenzione e ristrutturazione proseguono senza alcuna chiarezza sulle misure di sicurezza adottate. Il salone centrale, per esempio, viene utilizzato per concerti con pubblico seduto e riscaldato con funghi a gas, dispositivi che dovrebbero essere autorizzati solo per spazi esterni. Anche il piano di emergenza sembra essere un lontano ricordo. Le piantine affisse ai piani risultano ormai illeggibili e gli spazi vengono usati per eventi e convegni senza le necessarie autorizzazioni. Come se non bastasse, si parla anche di problemi alle pompe antincendio…”.
Il freddo nelle stanze è un altro problema.
“Gli impiegati lavorano con temperature che rasentano i 17°, lamentandosi continuamente della situazione. I manutentori dicono che l’impianto di riscaldamento è spento, mentre la proprietà insiste che sia acceso…”.
Non mancano le preoccupazioni sul fronte sanitario: gli inquilini non sanno se vengano effettuati controlli per la legionella e sospettano che i filtri degli impianti non vengano puliti da anni.
A rendere il quadro ancora più inquietante è l’assenza di un responsabile della sicurezza, irreperibile ormai da mesi.
Tutte queste problematiche sarebbero emerse dopo il cambio di proprietà avvenuto nel settembre 2023, quando il Fondo Prelios ha venduto il Palazzo Uffici a una nuova società, O Srl.
Tra gli investitori figurano operatori nel settore immobiliare, della ristorazione e alberghiero. O Srl ha affidato la gestione degli immobili a Tower Re. La transazione include anche il Centro Elaborazione Dati (CED) e il Nuovo Palazzo Uffici (PU2).
“Non saprei che cosa dire – commenta Gennaro Palmieri di Tower Re – Abbiamo tutti i certificati antincendio e tutte le autorizzazioni necessarie. Stiamo riscaldando tutti i giorni. Spegniamo un paio di ore quando il sole batte sulle vetrate e in alcuni uffici non riescono neanche a respirare. Comunque, proprio in questi giorni, abbiamo trovato delle soluzioni a questo problema. Filtri? Cambiati! Poi è vero, ci sono dei lavori in corso e a volte scatta l’allarme, ma quando succede avvisiamo tutti di non preoccuparsi… Chiedo a tutti di avere un minimo di pazienza...”.
Tant’è.

Un recente concerto nel salone monumentale
Detto questo, il piano aziendale prevede la trasformazione degli edifici in un polo di formazione con strutture ricettive e ristorative.
Di recente, Gennaro Palmieri di Tower RE aveva raccontato degli investimenti previsti (20 milioni di euro) e della volontà di O Srl di portare avanti nuovi progetti legati all’innovazione e allo sviluppo tecnologico, con un particolare focus sull'intelligenza artificiale (AI). Obiettivo? Fare di Ivrea non solo un sito di grande valore culturale, ma anche un centro innovativo e tecnologico per il futuro.
Il piano coinvolgerà, oltre a Palazzo Uffici, anche il Centro Elaborazione Dati e Palazzo Uffici 2, con bistrot e altri servizi per il pubblico, la rimozione dei vecchi gabbiotti delle guardie e la creazione di una reception moderna e funzionale con porte automatiche. Tra gli obiettivi il restauro della sala monumentale, con particolare attenzione a marmi e legni.
Attualmente gli inquilini che occupano più spazi a Palazzo Uffici sono Dayco Europe, che è qui da un anno e Konecta.
In Palazzo Uffici 2, attualmente vuoto, si prevede la creazione di stanze e mini appartamenti per scopi ricettivi, con trattative in corso con il Politecnico di Torino per ospitare centri legati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, portando Ivrea al centro dell'innovazione. A breve si procederà alla bonifica dell’amianto presente nelle tubature, un lavoro complesso che sarà seguito da ulteriori interventi sugli infissi.
Una curiosità. Anche l’architetto Matteo Olivetti, pronipote di Adriano Olivetti e presidente dell'Associazione Spille d'Oro, fa parte del team di progettazione. Contribuirà alla trasformazione in atto con la sua profonda conoscenza del territorio e il suo legame storico con l'azienda.
Il Palazzo Uffici fu progettato dagli architetti Gian Antonio Bernasconi, Annibale Fiocchi e Marcello Nizzoli, con i primi studi datati 1952, mentre la costruzione ebbe luogo tra il 1960 e il 1964, subito dopo la morte di Adriano Olivetti, che lo aveva ideato.
L’edificio ha una pianta a tre ali di 70 metri disposte a 120 gradi, collegate da un nucleo centrale esagonale, caratterizzato da uno scalone monumentale. I dettagli architettonici, come gradini in marmo di Carrara e decorazioni di pregio, riflettono lo stile industriale internazionale dell’epoca.
Nella visione di Olivetti, il palazzo fungeva da “agorà”, uno spazio di incontro simile a una piazza. Progettato per 2.000 persone, l'edificio garantisce flessibilità nella disposizione interna e facilità nei collegamenti, con un’attenzione particolare all’integrazione nel paesaggio circostante, curato dal paesaggista Piero Porcinai.
Un altro edificio, il Centro Elaborazione Dati (CED), fu completato nel 1962 e si distingue per la copertura sospesa e le pareti vetrate, connesso al Palazzo Uffici tramite una passerella.
Negli anni '80 fu realizzato il Palazzo Uffici 2, composto da cinque blocchi quadrati di sei piani, collegati tra loro da scale e ascensori contenuti in strutture circolari, con una mensa da 700 posti, ormai in disuso.
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