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Casa Chantal: ecco tutti i punti della convenzione del 2019

L'accordo tra Parrocchia e Comune prevedeva molti benefici a favore dei cittadini oltre al vincolo ventennale sulla destinazione della struttura. E' andato tutto perduto?

Casa Chantal: ecco tutti i punti della convenzione del 2019

La questione di Casa Chantal continua a dividere la comunità mathiese, con un acceso dibattito tra cittadini, amministrazione comunale e proprietà della struttura. Al centro della controversia vi è la convenzione firmata nel 2019 tra la Parrocchia di San Mauro Abate – all’epoca ancora proprietaria dell’edificio – e il Comune, un accordo che stabiliva in maniera chiara la destinazione d’uso della struttura per i successivi vent’anni.

Oggi, con la possibilità che Casa Chantal venga trasformata in un centro di accoglienza per migranti, emergono interrogativi sulla

Siglata cinque anni fa, la convenzione tra la Parrocchia e il Comune di Mathi aveva l’obiettivo di preservare Casa Chantal come residenza per anziani. L’accordo specificava che per i due decenni successivi, la destinazione d’uso della struttura non avrebbe potuto essere modificata, assicurando la continuità del servizio assistenziale per la popolazione locale.

Tuttavia, la successiva vendita dell’immobile a Sanitalia – società privata ora proprietaria dell’edificio – ha creato un quadro giuridico complesso. Il Comune di Mathi, infatti, non ha potere decisionale diretto sulla destinazione della struttura, e il sindaco Vittorio Rocchietti ha ribadito che, senza strumenti legali chiari, l’amministrazione può solo monitorare la situazione e cercare di far valere gli impegni presi con la convenzione.

Il nodo centrale della vicenda riguarda l’effettiva applicabilità della convenzione alla nuova proprietà. L’accordo stipulato con la Parrocchia nel 2019 può essere vincolante anche per Sanitalia? È questa la domanda che divide giuristi e cittadini, e sulla quale il Comune ha richiesto approfondimenti legali. La convenzione, infatti, potrebbe non essere sufficiente a impedire il cambio di destinazione d’uso, soprattutto se la nuova proprietà non intende rispettare gli accordi precedenti.

Nel frattempo, la Prefettura ha annunciato un’ispezione congiunta con i Vigili del Fuoco e l’ASL per verificare l’idoneità della struttura all’eventuale nuova destinazione. Un passaggio cruciale che potrebbe chiarire se Casa Chantal potrà davvero ospitare migranti o se, invece, dovrà rimanere fedele al suo scopo originario.

Casa Chantal

Secondo il documento firmato il 28 novembre 2019, Casa Chantal avrebbe dovuto mantenere la sua funzione di presidio socio-sanitario e socio-assistenziale per l’intera durata dell’accordo. La convenzione prevedeva inoltre:

  • L’obbligo di garantire il servizio mensa anche a persone esterne non ricoverate nella struttura.

  • La fruibilità del parco per eventi e manifestazioni pubbliche, con orari di utilizzo concordati per evitare interferenze con gli ospiti.

  • L’erogazione di prestazioni infermieristiche per i cittadini di Mathi.

  • La possibilità per il Comune di installare telecamere di videosorveglianza, senza oneri a carico della struttura.

Nonostante questi vincoli, la vendita dell’immobile a un privato ha cambiato il quadro operativo, rendendo più complesso il rispetto della convenzione.

La possibile trasformazione della residenza per anziani in un centro di accoglienza ha scatenato un acceso dibattito in paese. Molti cittadini e commercianti, soprattutto quelli di Via Martiri, temono ripercussioni sulla sicurezza e sulla vivibilità del centro di Mathi. Il sindaco Rocchietti ha cercato di rassicurare la popolazione, garantendo un rafforzamento della videosorveglianza e una maggiore collaborazione con le forze dell’ordine, ma ha anche sottolineato i limiti di intervento dell’amministrazione comunale sulla questione.

In attesa dell’esito dell’ispezione e delle risposte legali sul valore della convenzione del 2019, il futuro di Casa Chantal rimane incerto. Se da un lato l’amministrazione comunale e parte della cittadinanza auspicano che la struttura possa continuare a servire gli anziani del territorio, dall’altro la nuova proprietà potrebbe decidere di proseguire sulla strada dell’accoglienza dei migranti, se la legge glielo consentirà.

Per ora, l’unico punto fermo è la volontà del Comune di procedere con trasparenza e nel rispetto delle normative vigenti. "Se Casa Chantal potrà essere recuperata come residenza per anziani, sarò il primo a sostenerlo. Ma dobbiamo affrontare la realtà con razionalità e senza polemiche sterili", ha dichiarato il sindaco Rocchietti.

Il destino di Casa Chantal resta dunque sospeso tra le pagine di una convenzione e le decisioni di chi oggi detiene le chiavi della struttura. La battaglia per il suo futuro è ancora aperta, e solo i prossimi sviluppi chiariranno quale sarà il suo reale destino.

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