Cerca

Attualità

Sette mesi di chiacchiere: si Salvi chi può...

Un bilancio fatto di incontri, ipotesi e buone intenzioni. Ma i problemi dei cittadini restano irrisolti.

Umberto Salvi

Umberto Salvi

L’amministrazione guidata dalla sindaca Elena Piastra ha deciso di parlare di sé stessa con un’operazione di autocelebrazione in formato opuscolo, intitolato "GRUPPO CONSILIARE PARTITO DEMOCRATICO DI SETTIMO TORINESE 2024 - Interventi, riflessioni dei primi sei mesi di mandato".

Il titolo già fa presagire il livello del contenuto: riflessioni e interventi che, nel migliore dei casi, si limitano a parole e promesse. Tra le perle contenute nel documento, spicca il contributo dell'assessore Umberto Salvi, che riesce nell'impresa di trasformare l’ordinaria amministrazione in una lista della spesa fatta di incontri, ipotesi e valutazioni.

Tradotto: poco o nulla di concreto.

L’assessore snocciola cifre impressionanti: 27 casi esaminati in sei mesi. Ben 4 risolti. Avete capito bene: quattro. Se vi sembrano pochi, sappiate che altri tre sono stati rimandati ad altri uffici. Dunque, dopo mesi di ascolto, ben 20 casi restano nell'oblio della burocrazia. Perché illudere i cittadini quando si potrebbe direttamente dire: "Non possiamo fare nulla"?

Poi c'è la questione abitativa. A Settimo Torinese è un problema reale, ma l’assessore Salvi si limita a raccontare di "sopralluoghi" e di "esami" degli alloggi popolari, come se il solo fatto di andare a vedere lo stato di degrado potesse magicamente risolverlo. Aggiunge che "si è iniziato a ipotizzare" un progetto di riqualificazione del Borgo nuovo (con Piastra poco più sopra che racconta il modello "Parigi"). Insomma, dopo sei mesi e cinque anni (siamo al secondo mandato), largo alla fantasia.

E per non farci mancare nulla, tra le grandi conquiste, si segnala un incontro con un comitato inquilini, dopo il quale si è contattata una nuova amministratrice di condominio. Applausi.

Salvi tra le altre cose esulta per il fatto che la Regione Piemonte abbia deliberato i fondi per l'acquisizione dell'ospedale, ma ancora ci si chiede quale sia stato il ruolo del Comune? Forse "nessuno"?

Il Governatore della Regione Alberto Cirio e gli assessori piemontesi hanno ribadito la volontà di renderlo pubblico. Bene! Ottimo! Complimenti! Tutti in pista con Augelli a festeggiare.... Uno, due e tre olè.... Se ne sa qualcosa? Nulla di firmato, nulla di deliberato. Insomma... Salvi..., non è forse un po' troppo presto per cantar vittoria?

Nel frattempo Salvi però "valuta" l’apertura di un centro diurno per le demenze nei locali di una scuola materna. E ancora si "prevede" un tavolo di lavoro. Morale? Per chi si chiedesse cosa si sta facendo realmente per la sanità a Settimo Torinese, la risposta è semplice: nulla, ma con tante buone intenzioni.

Un altro capolavoro di non-azioni: si "prosegue" la collaborazione con l’Università di Torino sugli orti urbani e sulle mense scolastiche. Il problema della qualità del cibo nelle scuole, esploso con il caso delle larve nei piatti, non sembra nemmeno pervenuto nel resoconto dell’assessore. Un piccolo dettaglio di cui nessuno ha pensato di parlare in questo trionfale report.

Tant'è! E  mentre a Settimo i problemi di emergenza abitativa e disagio sociale si moltiplicano, l’amministrazione comunale è impegnata nella chiusura di un progetto in Benin e nei lavori del Coordinamento Comuni per la Pace. Nulla contro la cooperazione internazionale, ma se ci fosse una priorità logica, forse le condizioni dei cittadini di Settimo dovrebbero venire prima.

E per chiudere in bellezza, l’assessore informa con orgoglio che ha proposto la sua candidatura al consiglio di amministrazione del Coordinamento Comuni per la Pace. Complimenti, dunque, per l’autopromozione.

Questo resoconto amministrativo ci insegna una lezione importante: a Settimo Torinese, l’importante non è risolvere i problemi, ma documentare il fatto che si è parlato dei problemi.

L’assessore Umberto Salvi ci racconta con dovizia di particolari gli incontri, le ipotesi, le valutazioni e le volontà, senza mai citare un risultato concreto. Ma forse l'obiettivo dell'opuscolo non era dimostrare ciò che è stato fatto, bensì convincere i cittadini che discutere di un problema equivale a risolverlo. Peccato che la realtà sia ben diversa e si "Salvi" chi può.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori