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21 Febbraio 2025 - 15:49
Massimiliano De Stefano
La sosta gentile di 15 minuti a Ivrea? Letteralmente bocciata dall’amministrazione comunale di centrosinistra. È successo durante il consiglio comunale di giovedì scorso. A richiederla, con una mozione, è stato il consigliere comunale Massimiliano De Stefano, per aiutare il piccolo commercio sofferente, stimolare l’economia, contrastare il parcheggio selvaggio e, in ultima analisi, non vessare il cittadino che vuole semplicemente fare una breve sosta per prendere un caffè, comprare un giornale, andare in panetteria.
“50 centesimi da aggiungere al costo del pane o a quello di un caffè è troppo” – ha sottolineato De Stefano –. “È vero che ci sono zone in cui si può parcheggiare gratuitamente, come piazza del Rondolino, l’area del cimitero o quella del mercato, però ci sono persone che arrivano da fuori e hanno problemi di deambulazione. Vorrei una città che intercetta le persone e non le fa scappare…”
Una proposta interessante, non tanto per la maggioranza. Si sono aggiunte idee confuse e per niente chiare sul senso della mobilità sostenibile, un concetto che si riferisce a un sistema di trasporto efficiente (e a Ivrea non lo è), accessibile (e a Ivrea non lo è) e a basso impatto ambientale. Obiettivo: ridurre l’inquinamento, il consumo di risorse naturali e migliorare la qualità della vita con politiche che favoriscano un equilibrio tra esigenze di spostamento e sostenibilità.
Storce il naso il consigliere comunale del Pd Francesco Giglio. A suo dire, la sosta gentile porterebbe gli utenti a preferire l’auto rispetto ad altri mezzi pubblici (quali?), con un incremento del traffico urbano e dell’inquinamento. Inoltre, si favorirebbe il “mordi e fuggi”.
“È dimostrato che una delle anomalie di Ivrea è costituita dai tanti che usano la macchina per fare 2 o 3 km. Sono andato a fare una ricerca” – ha commentato con il piglio di un amministratore di Ivrea Parcheggi, che peraltro ha amministrato – “e ci sono una decina di città che hanno adottato la sosta gentile. Ho scoperto che produce più multe, perché la maggioranza delle persone non riesce a rispettare i tempi di sosta.”
Si aggiunge che, per i controlli, sarebbe necessario impiegare ulteriore personale.
“Se non vi è sorveglianza adeguata, si limiterebbe l’uso degli spazi ad altri…”
E qual è la soluzione proposta da Giglio? Usare un’App per pagare esattamente il tempo della sosta.

Andrea Gaudino
“Il che significa” – gli ha rimarcato De Stefano – “non sapere in che mondo si vive, considerando che quasi nessuno ha l’applicazione sul telefonino, non la scaricherà mai e viaggia con le monetine in tasca.”
La sua controproposta? Anziché la sosta “gentile”, la sosta “prendi tre ore al prezzo di una”.
“Comunque - ha concluso Giglio - chiederemo a Ivrea Parcheggi di fare un approfondimento su questo tema, sia sulla sosta gentile, sia sulla sosta avvantaggiata…”
Di tutt’altro avviso – e fanno tre opinioni diverse – il consigliere comunale Andrea Gaudino, che sull’unghia ha presentato una serie di dati analizzati in commissione.
“La sosta gentile” – ha rimarcato – “va contro un’idea di mobilità e di un muoversi diverso. Noi dobbiamo puntare a disincentivare la sosta lunga per permettere la rotazione. In città sono stati contati una media di 112.000 spostamenti: 78.000 con auto, 16.000 con il trasporto pubblico e 18.000 in bicicletta. 40.000 passaggi in auto non superano i 3 km, molti neanche 1 km. Gli spostamenti interni con la macchina sono da contrastare. E poi il parcheggio del cimitero e quello del mercato si trovano a 700 metri da piazza Ferruccio Nazionale. Dobbiamo incentivare le persone a lasciare la macchina fuori dal centro…”
Tutto chiaro? Non tanto per il consigliere comunale Paolo Noascone.
“Ero presente in commissione” – ha ribattuto –. “Lo studio si è limitato a raccogliere i dati e non siamo giunti a quello che lei descrive. Siamo andati fuori tema. Cosa c’entra il fatto di concedere i 20 minuti con tutto questo?”
Completamente d’accordo con De Stefano, la consigliera comunale Elisabetta Piccoli.
“Ricordo che in commissione c’era chi auspicava un aumento delle tariffe. C’è già stato. Noi non vogliamo la desertificazione delle nostre città. I negozi che popolano il nostro centro storico sono un valore aggiunto. Grazie anche all’ex sindaco Carlo Della Pepa, con l’Unesco a Ivrea stanno iniziando ad arrivare i turisti. Perché dobbiamo pensare a soluzioni che non favoriscono la mobilità? Studiamo delle possibilità. Ivrea Parcheggi non è in cattiva salute. Non ha freddo. Proviamo ad avere il coraggio. Proviamo a pensare anche al commercio (e non solo al sociale), che ha la sua importanza. Mettiamoci intorno a un tavolo con l’onestà intellettuale di chi vuole risolvere il problema…”
Mancava la ciliegina sulla torta di un dibattito forse un tantino surreale, e ce l’ha messa Andrea Cantoni, citando una frase di George Orwell tratta da "La fattoria degli animali”: “Tutti sono uguali, ma c'è chi è più uguale di altri…”
“Al di là del dirigismo ideologico di Gaudino, che trovo insopportabile, condivido: la mobilità sostenibile ha un prerequisito, la mobilità fattibile. Dobbiamo tutelare chi si muove e chi lavora. Sono d’accordo comunque ad accettare un emendamento con la proposta di Giglio…”
E di fronte a tutto questo, persino la capogruppo del Pd Barbara Manucci ha riconosciuto che il dibattito è stato “interessante, articolato e proficuo”.
Tutto bene, bravo De Stefano, epperò "al diavolo" la mozione. Bocciata con una ola....
“Qualcuno la libertà non sa che cosa sia…” ha stigmatizzato Cantoni.
“Sono dispiaciuto per la visione che questa amministrazione ha dei commercianti…” ha rincarato De Stefano.
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