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Cronaca
20 Febbraio 2025 - 18:09
Quasi ogni giorno una donna subisce maltrattamenti in famiglia. I dati parlano chiaro: 334 fascicoli aperti nel 2024 solo per questo reato, una media allarmante che fotografa una realtà drammatica. Il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi include percosse, vessazioni psicologiche, minacce e privazioni, un incubo che per molte vittime si consuma tra le mura di casa. Il Codice Rosso, introdotto per garantire un’azione tempestiva della magistratura, impone una risposta immediata, ma il sistema fatica a reggere l’urto.
I magistrati della Procura di Ivrea assegnati ai reati di violenza di genere e fasce deboli sono sette, ognuno con in carico una media di 131 fascicoli. La mole di lavoro è enorme e il rischio concreto è quello di non riuscire a garantire interventi tempestivi. Non si tratta solo di numeri, ma di vite da proteggere e storie che non possono aspettare.
L’altro grande fronte dell’emergenza giudiziaria è la sicurezza sul lavoro. Il 2024 ha registrato 81 morti nel territorio di competenza della Procura di Ivrea, un numero che comprende sia gli infortuni che le malattie professionali. 542 sono invece le lesioni colpose denunciate, casi in cui la mancanza di misure di sicurezza adeguate ha portato a incidenti spesso gravissimi.
Lo Spresal dell’Asl To4, il servizio che si occupa di sicurezza sul lavoro e prevenzione, è letteralmente sommerso di interventi. Il personale è sotto organico, costretto a far fronte a una realtà sempre più critica con risorse limitate. Anche in Procura la situazione non è migliore: 5 magistrati gestiscono 919 fascicoli, con una media di 183,8 casi a testa. La prevenzione e il controllo, fondamentali per ridurre gli incidenti, sono compromessi da una carenza strutturale di personale e risorse.
La Procura di Ivrea opera con 9 magistrati più la procuratrice, quando l’organico ne prevede 12. La situazione è insostenibile.

La Procuratrice Gabriella Viglione
L’entrata in vigore della riforma che ha reso alcuni reati procedibili a querela ha inciso sui numeri, portando a una lieve flessione apparente nei fascicoli per furto e truffa, ma senza un’effettiva riduzione degli episodi.
Nel dettaglio, i gruppi di lavoro della Procura si trovano a gestire carichi impressionanti:
Codice Rosso e reati fasce deboli: 917 fascicoli per 7 magistrati.
Sicurezza sul lavoro e reati colposi: 919 fascicoli per 5 magistrati.
Reati economici: 176 fascicoli per 3 magistrati.
Reati ambientali: 291 fascicoli per 3 magistrati.
Reati contro la Pubblica Amministrazione: 57 fascicoli per 2 magistrati.
La carenza di personale non riguarda solo la Procura, ma investe anche gli organi preposti ai controlli sul territorio. L’impressione è che la giustizia sia costretta a rincorrere un’emergenza continua, senza i mezzi adeguati per affrontarla.
L’analisi dei numeri e delle criticità emerse dal rapporto della procuratrice Gabriella Viglione mette in evidenza due emergenze principali: la violenza di genere e la sicurezza sul lavoro. Due fenomeni diversi ma accomunati da un elemento: la necessità di risposte rapide e di un sistema giudiziario e investigativo potenziato.
Di fronte a un quadro così allarmante, la priorità dovrebbe essere il rafforzamento degli organici per permettere a magistrati, forze dell’ordine e ispettori del lavoro di agire con efficacia. La flessione di alcuni reati, dovuta alle modifiche legislative, non deve far abbassare la guardia: la criminalità e le emergenze sociali restano, e la giustizia deve essere messa nelle condizioni di rispondere con la tempestività che i cittadini meritano.
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