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Sosta a pagamento, l’opposizione chiede 20 minuti gratuiti. Il Comune darà loro ascolto?

Massimiliano De Stefano e tutti i capigruppo di opposizione propongono la “Sosta gentile” per incentivare il commercio e agevolare chi deve fermarsi pochi minuti. La Giunta accetterà o continuerà a far cassa sui parcheggi?

Massimiliano De Stefano

Massimiliano De Stefano

Pagare per una sosta di pochi minuti, anche solo per prendere un caffè, comprare il giornale o ritirare un pacco, è una delle tante piccole tasse occulte che scoraggiano la vita nei centri storici. La sosta a pagamento, così com’è oggi, rischia di essere più un freno che un incentivo alla vivibilità della città, penalizzando soprattutto le attività commerciali e artigianali che fanno fatica a sopravvivere in un tessuto urbano già minacciato da centri commerciali e acquisti online.

A sollevare la questione in Consiglio comunale è Massimiliano De Stefano, consigliere comunale d’opposizione, che ha depositato un’interpellanza firmata da tutti i capigruppo della minoranza per chiedere l’introduzione della "Sosta gentile".

Di cosa si tratta? Semplicemente di una misura che permetterebbe ai cittadini di sostare gratuitamente per 20 minuti nei parcheggi a pagamento, così da poter effettuare rapide commissioni senza dover pagare il ticket. Una soluzione già adottata con successo in altre città italiane e che potrebbe essere replicata anche a Ivrea, se solo la Giunta decidesse di ascoltare le esigenze dei cittadini e dei commercianti.

L’interpellanza parte da un dato di fatto: la maggior parte dei parcheggi a pagamento si trovano nelle zone commerciali e artigianali della città, proprio dove servirebbe più elasticità. Ma il sistema attuale non prevede alcuna agevolazione per le soste brevi.

Il risultato? Chi deve fare un acquisto veloce spesso rinuncia o parcheggia altrove, magari nei centri commerciali, dove la sosta è gratuita.

Non è un caso se i commercianti del centro storico, già provati da una situazione economica tutt’altro che rosea, lamentano da tempo che la sosta a pagamento si è trasformata in una barriera che allontana i clienti. La proposta dell’opposizione mira proprio a rimediare a questa distorsione, incentivando la mobilità locale senza rinunciare agli incassi derivanti dalla sosta a pagamento per le soste più lunghe.

Qualcuno ricorderà quando Ivrea era una città viva dal punto di vista commerciale, con negozi frequentati, bar pieni e un centro storico pulsante. Oggi, invece, passeggiare per le vie centrali significa fare i conti con vetrine vuote, serrande abbassate e locali in affitto. Il problema è ovviamente complesso e legato a molteplici fattori, ma una politica della mobilità più intelligente potrebbe essere uno degli strumenti per invertire la rotta.

La "Sosta gentile", come suggerisce il nome, è una misura di buon senso, non una rivoluzione urbanistica, ma un semplice aiuto ai cittadini e ai commercianti. In molti comuni italiani ha già dato risultati positivi, riducendo il problema della sosta selvaggia e aumentando l'affluenza nei centri storici. Perché, allora, Ivrea dovrebbe restare indietro?

La richiesta dell’opposizione è chiara: permettere ai cittadini di effettuare rapide commissioni senza dover pagare un balzello ingiustificato. Ora la palla passa al sindaco e alla giunta, che dovranno decidere se accogliere la proposta o ignorarla, come spesso accade quando le iniziative vengono dalla minoranza.

tv

Parcheggi in tv

Novembre 2021: Mi Manda Rai Tre accende i riflettori su Ivrea, e sulla gestione dei parcheggi a pagamento. Strisce blu ovunque, persino sopra i marciapiedi, a danno dei pedoni e a vantaggio delle casse comunali. Una tassa occulta che colpisce chiunque osi recarsi in posta, in banca o all'ospedale.

Oggi, marzo 2025, Ivrea non ha cambiato rotta. Il pennello e i colori sono rimasti saldi in mano a Ivrea Parcheggi e all'amministrazione comunale, che continua a spremere gli automobilisti come limoni.

La scusa? La solita: “I parcheggi a pagamento garantiscono la rotazione… evitano che si lasci l'auto per tutta la giornata”. Peccato che di rotazione ne benefici soprattutto il bilancio della municipalizzata, che nel 2023 ha chiuso con un utile di 170 mila euro, incassi per oltre un milione di euro e una gestione che sembra più finanziaria che urbanistica: 7 dipendenti, stato patrimoniale da 2,7 milioni di euro l'anno e un mutuo ipotecario da 2,6 milioni con Banca Intesa per acquistare l'immobile poi affittato al tribunale.

Torniamo a quel novembre di quattro anni fa. La trasmissione di Federico Ruffo mostra al Paese una cittadina che senza i parcheggi a pagamento "non saprebbe più come tirare a campare".

L'ex sindaco Stefano Sertoli lo ammette, gli fa eco l'ex assessore Giuliano Balzola...

Oggi la situazione è cambiata? No, anzi, peggiorata. Ivrea, come Settimo Torinese, Chivasso e Ciriè, continua sulla strada dei balzelli comunali mascherati da regolamentazione della sosta.

Con la differenza che, nel frattempo, il commercio dei centri storici ha continuato a morire lentamente, schiacciato dalla concorrenza dei centri commerciali, dove il parcheggio è gratis e illimitato.

La tanto decantata "rotazione" dei parcheggi si traduce, in pratica, nella rotazione degli incassi delle casse comunali.

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