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Consiglio comunale in carcere o "polpetta avvelenata"? Cantoni si defila...

Dopo mesi di rinvii e polemiche, la data è fissata: il 26 febbraio. Ma tra ritardi, accuse di propaganda e consiglieri che già annunciano l’assenza, il teatrino politico è servito

Andrea Cantoni, Massimiliano De Stefano e Gabriella Colosso

Andrea Cantoni, Massimiliano De Stefano e Gabriella Colosso

"Quanto ci vuole a organizzare un consiglio comunale in carcere, come si è fatto nel dicembre scorso?". A giugno, in Consiglio comunale, si era discusso proprio di questo e si era andati avanti per una buona mezz’ora, a sparare più in alto possibile: sei mesi, un anno, due anni?

"Quindici giorni! Ci vogliono 15 giorni" aveva sentenziato Gabriella Colosso, ma la diatriba non era ancora finita lì...

All’ordine del giorno, una mozione di Massimiliano De Stefano per chiedere un impegno formale al sindaco, Matteo Chiantore, e alla giunta comunale a convocare un consiglio in seduta aperta presso la casa circondariale almeno una volta all’anno, così come si era detto, come si era promesso, come si era deciso di fare...

Obiettivo dichiarato? Verificare l’attuazione degli impegni assunti e monitorare costantemente le condizioni di vita e di lavoro all’interno della struttura.

Andrea Cantoni

"A nostro avviso" – era intervenuto Paolo Noascone"in considerazione delle difficoltà organizzative, sarebbe sufficiente che una rappresentanza si facesse carico di andare in carcere ogni tanto e poi relazionasse in commissione... La cadenza annuale mi sembra troppo imperativa... C’è una commissione, c’è il garante..."

Deisamente più polemico Andrea Cantoni"Lo scorso anno né io né Garino abbiamo partecipato" – aveva preso la parola – "Ricordo a tutti che in questa città si svolgono 10-12 consigli in un anno. Aggiungerne uno mi sembrerebbe eccessivo e si scontrerebbe con il tempo che dedichiamo ad altri problemi della città... C’è chi aspetta mesi per una pratica, e poi utilizziamo il tempo che manca agli uffici per organizzare consigli comunali che potrebbero evitarsi. Il canale diretto e operativo non può che essere la commissione."

Qual è la novità? C’è che adesso c’è una data: il 26 febbraio. Non è ancora chiaro se si arriverà lì con un unico ordine del giorno, per poi dare spazio e microfoni ai detenuti e alle guardie carcerarie, come era stato la prima volta.

Preannuncia che non ci sarà, esattamente come l’altra volta, il consigliere comunale Andrea Cantoni.

"Ribadisco che a Ivrea ci sono cose ben più importanti e urgenti su cui discutere, per esempio i garage di San Grato – confessa – Sottolineo, per chi non se ne fosse accorto, che l’amministrazione comunale organizzerà un consiglio comunale con tre mesi di ritardo. Se n'erano dimenticati e si farà solo perché sono stati incalzati da una mozione di Massimiliano De Stefano, che ha messo sul piatto una bella polpetta avvelenata. Lo scopo era sottolineare quelle che sono le loro vere priorità. Insomma, è solo propaganda e chiederò che si organizzi al più presto un consiglio comunale vero..."

Fine della critica? Vedremo. La verità è che questo appuntamento potrebbe rivelarsi tutto in salita compresso com'è tra inchieste giudiziarie, censure e polemiche delle ultime settimane.

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