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Cronaca
05 Febbraio 2025 - 22:28
Ad ottobre gli avevano sfondato la porta del locale e rubato sigarette e alcol per un bottino di oltre duemila euro. A dicembre, si era sfogato con noi per il degrado e la microcriminalità che infestano la zona. Oggi, siamo punto e a capo.
Lui è Adriano Vaglio, titolare del Buffet della Stazione di Ivrea, e questa volta il destino ha deciso di accanirsi su di lui in modo beffardo: le fognature sono crollate, rendendo inutilizzabili i bagni. Risultato? Da venerdì, toilette chiuse, non solo per i clienti, ma anche per i tanti viaggiatori che si affidavano a quei servizi, visto che in corso Nigra di bagni pubblici nemmeno l’ombra.
"Era da un mese che tribolavamo con lo scarico fognario. Alla fine, abbiamo scoperto che è crollato tutto. Abbiamo chiamato il servizio di spurgo ed è stato lui ad accorgersene…”, racconta Vaglio.
"Ho telefonato in Municipio e mi hanno detto di chiamare Smat. Smat ha controllato, ha scoperto che la fogna passa sotto i binari e sfocia in via Ravaschietto, e quindi mi ha detto che la competenza è delle Ferrovie…".

Insomma, la solita tiritera all’italiana: il Comune scarica su Smat, Smat sulle Ferrovie, e nel frattempo la stazione resta senza bagni.
Che i bagni del Buffet siano fondamentali è evidente: ogni giorno gli autobus da e per Aosta scaricano centinaia di passeggeri, che dopo un’ora di viaggio vogliono andare in bagno. Vaglio non ha mai negato l’accesso ai servizi a nessuno, anche se una sentenza del Tar stabilisce che i bagni nei locali privati dovrebbero essere riservati ai clienti. "Li abbiamo sempre tenuti puliti e curati, ma ora siamo al collasso".
Ma la domanda è: com’è possibile lasciare una stazione senza servizi igienici? E, soprattutto, perché nessuno se ne occupa? Di fronte a una situazione del genere, ci si aspetterebbe che sindaco, assessori e funzionari pubblici fossero attaccati al telefono come cozze. E invece? Nulla. Silenzio assoluto.
Esasperato, Vaglio ha scritto un’email durissima a RFI. Risultato? Miracolo: gli hanno risposto! Ieri mattina è stato effettuato un sopralluogo, con la promessa di un’ispezione più approfondita tramite telecamere.
"Delle due, l’una", sottolinea Vaglio. "O mettono un bagno chimico o fanno uno spurgo al mese. Con i tempi delle Ferrovie, la prima opzione mi sembra l’unica plausibile. Non si può lasciare una stazione in queste condizioni. Di notte qualcosa defluisce, ma il problema è la carta igienica che intasa tutto… E so solo io quanto spendo in carta igienica!"
Va detto che la fogna non serve solo il suo locale, ma anche i locali della stazione occupati dai ferrovieri e dagli operai che lavorano sulla linea ferroviaria. Insomma, non si tratta solo di un disagio per i clienti del Buffet, ma di un problema strutturale che riguarda l’intera area della stazione.
"Non ho parlato direttamente con il sindaco, ma ho segnalato tutto all’Ascom, che col Comune ci parla tutti i giorni. Nessuno si è fatto vivo. I clienti sono furiosi, alcuni vogliono chiamare i carabinieri. Non si può lavorare così. E' un delirio che si aggiunge alla micro delinquenza e ai parcheggi che una volta c’erano e adesso non ci sono più..", racconta Vaglio.
A prendere posizione è il consigliere comunale Massimiliano De Stefano, che denuncia la gravità della situazione: "La gente ormai fa i bisogni ovunque. Il Comune deve garantire un servizio! Ha ragione Vaglio: servono due bagni chimici subito, anche in vista del Carnevale. È quello che ripeto da tempo: il Comune deve attivare l’Asl per un sopralluogo, ottenere una relazione e poi emettere un’ordinanza per obbligare RFI a ripristinare i bagni del primo binario, chiusi nel 2008. Se non vogliono riaprirli, devono costruirne di nuovi."
E i bagni del Movicentro? "Sulla carta ci sarebbero - commenta a muso duro De Stefano - peccato che il Movicentro non sempre sia aperto. L’orario non è coordinato con l’arrivo dei treni e degli autobus. Qui passano 3-4 mila persone al giorno, un servizio dovrebbe essere garantito!"

Il consigliere comunale Massimiliano De Stefano
Aggiungiamo un dettaglio non trascurabile: tutto questo accade a meno di 100 metri dal sito UNESCO e a pochi giorni dall’inizio del Carnevale di Ivrea.
"Il fatto che non ci siano i servizi igienici - insiste De Stefano - la dice lunga sulla considerazione che l’Amministrazione comunale ha nei confronti di chi in questa zona vive e lavora. Una volta era considerato un quartiere per il passeggio, oggi, a causa del degrado e della microdelinquenza, la gente scappa gambe levate…"
Insomma, la stazione di Ivrea è senza bagni, i cittadini si arrangiano, e il Comune continua a fare orecchie da mercante. Quanto ancora dovrà durare questo scempio?
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