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29 Gennaio 2025 - 22:54
Il Cda dell'asilo infantile
Vergogna…” urla un cittadino. “Ma non vi vergognate?” aggiunge un altro. La tensione è palpabile, l'indignazione corre tra le fila dei presenti. Il motivo? Il futuro incerto dell'asilo parificato di Romano Canavese, un'istituzione storica fondata nel 1860, che oggi rischia di scomparire nell'indifferenza dell'amministrazione guidata dall'architetto Oscarino Ferrero.
Ci sono sindaci che pur di garantire un servizio in più, o di non perdere quelli esistenti, sono disposti a tutto. Perché i servizi significano lotta contro il depopolamento, significano coesione sociale, significano tenere viva una comunità. E poi c’è Romano Canavese, dove il Comune sembra guardare i suoi cittadini con sufficienza, con arroganza, come se fossero un fastidio. Le email restano senza risposta, le proteste vengono ignorate, i problemi semplicemente non esistono.
Ad ottobre scorso, in tanti erano scesi in piazza per far sentire la propria voce sotto il municipio. Il messaggio era chiaro: abbiamo l'acqua alla gola. Ma la situazione è rimasta la stessa. Nessuno si è mosso.
Insomma c’era un scuola materna e oggi il rischio è che tra qualche anno non ci sia più. E’ una scuola parificata. Resiste da decenni ed è qui che sono passati i bisnonni, i nonni e i genitori. Quattro, cinque fors'anche dieci generazioni di bambini.
L’asilo di via dell'Asilo è stato dichiarato inagibile nel marzo 2024, perché le mura costruite con pietre e detriti non reggerebbero nemmeno a una lieve scossa di terremoto. La soluzione della giunta? Due aule ricavate nella scuola elementare. Doveva essere una sistemazione provvisoria, ma il tempo passa e non si vede nessun segnale di cambiamento.
Il sindaco ha chiuso la cartellina e tanti saluti. E pazienza se in quell’asilo si facevano attività fondamentali, come il centro estivo, che serviva a raccogliere fondi per pagare gli stipendi dei tre dipendenti. Pazienza se la chiusura ha affossato i conti della scuola, come sempre accade quando si priva una comunità dei suoi spazi. Pazienza se la mancanza di certezze ha scoraggiato molte famiglie, con appena 27 bambini iscritti per il nuovo anno scolastico (18 di Romano, 9 dai comuni limitrofi), mentre avrebbero potuto essere almeno 37, garantendo 30 mila euro in più di contributi ministeriali.
Pazienza, infine, per quei "poveri cristi" di consiglieri di amministrazione che gratuitamente hanno deciso di dedicare parte della propria vita al servizio degli altri e oggi si ritrovano con una grana più grossa di loro da risolvere.
E sono la presidente Alice Godone, il vicepresidente Clarissa Rizzo. E poi: Massimiliano Giglio, Michela Marandola, Fernanda Zeni, Loredana Actis Alesina e Don Pelesky.

Le Opposizioni

La Maggioranza

Di tutto questo si è parlato nell'assemblea pubblica tenutasi questa sera nel palazzo comunale. Non un consiglio comunale aperto, come avrebbe dovuto essere, ma un incontro informale. Il motivo? Il regolamento non lo prevede, ha detto il sindaco. Una scusa ridicola. Romano Canavese sarebbe l'unico comune d'Italia con una regola del genere? La verità è che si voleva evitare in qualsiasi modo di mettere (o di non mettere) un impegno nero su bianco?
L’inizio della serata è stato emblematico. Oscarino Ferrero ha subito messo le mani avanti, ribadendo che la scuola dell'infanzia è una istituzione privata e che il Comune non può sborsare un euro di troppo, altrimenti rischierebbe l'intervento della Corte dei Conti. Poi s’è parlato della diffida inviata dal Cda della Scuola al Comune, seguita dalla nomina di un legale da parte della giunta e dalla promessa di una nuova convenzione con un contributo aumentato da 17.500 a 22.000 euro. Peccato che nessuno abbia mai ricevuta l’email con la proposta che il sindaco dice di aver fatto inviare il 20 dicembre scorso. “La diffida serviva per cercare un contatto con il Comune. E voi avete avuto il coraggio di nominare un legale?” ha urlato Gianni Cresta. Parole dure sono arrivate anche da chi si batte da mesi per salvare l’asilo: “Noi siamo i cittadini. Non siamo i vostri nemici. Tutti dovremmo lottare per mantenere l’asilo in città”.
L’opposizione non è rimasta a guardare. Roberto D’Errico, Andrea Peruzzi e Stefano Avanzi hanno presentato una proposta per rivedere la convenzione con il Consiglio di Amministrazione dell'ente, rendendolo più rappresentativo con la presenza di amministratori comunali, rappresentanti dei soci e il parroco pro-tempore. Hanno anche rilanciato l’idea di trasferire l’asilo nella ex scuola di Cascine, ristrutturandola per migliorare efficienza energetica e spazi disponibili. “I soldi spesi per l’avvocato potevano essere usati per le certificazioni”, hanno attaccato i consiglieri.
La giunta Ferrero ha ascoltato in silenzio, senza sbilanciarsi. L’Amministrazione Comunale di Romano dichiara di avere progetti in mente. Ma non li ha anticipati. Non è un caso. Meglio non farsi trovare, meglio continuare a giocare a nascondino, mentre un pezzo di storia della comunità rischia di sparire.
L’asilo infantile di Romano Canavese, fondato nel lontano 1860, rappresenta da sempre un punto di riferimento.
La situazione critica è iniziata nel marzo 2024, quando l’edificio è stato dichiarato inagibile a seguito di un’ispezione commissionata dal sindaco Oscarino Ferrero. Questa decisione ha costretto al trasferimento delle attività in un paio di aule ricavate all'interno della scuola primaria. Il trasferimento, però, non è stato privo di conseguenze. La nuova sistemazione ha comportato una drastica riduzione degli spazi disponibili, limitando non solo le attività educative, ma anche la possibilità di organizzare eventi di autofinanziamento come feste e raccolte fondi, tradizionalmente essenziali per garantire il bilancio dell’istituto.
A ottobre 2024, le difficoltà si sono ulteriormente aggravate. Il Comune ha deciso di interrompere l’anticipo dei fondi destinati alle scuole paritarie, lasciando l’asilo senza le risorse necessarie per sostenere i servizi fondamentali. Uno degli effetti più immediati e tangibili di questa scelta è stato il blocco del servizio mensa, un problema che ha colpito direttamente le famiglie. Ai genitori è stato chiesto di coprire un costo aggiuntivo di 5,41 euro per pasto, una spesa da aggiungersi alla retta mensile di 180 euro.
Fondata nel 1860, su iniziativa del Comune che mise a disposizione l’edificio in Via Asilo 3. Eretto a Ente Morale nello stesso anno, l’asilo mosse i primi passi grazie alla solidarietà dei cittadini, che contribuirono con donazioni e lavoro volontario alla sua ristrutturazione e all'arredamento. Da allora, la scuola non ha mai smesso di essere un punto di riferimento, accogliendo generazioni di bambini di Romano Canavese e, quando possibile, anche delle zone limitrofe.
Fino al 2001, la gestione della scuola era affidata alle suore, coadiuvate da personale dedicato alla cucina e alle pulizie. Dal 2002, il Consiglio di Amministrazione ha assunto la responsabilità della selezione degli insegnanti e dell’organizzazione interna, garantendo la continuità di un servizio educativo di alta qualità. Nonostante le sfide dovute al calo demografico, la scuola ha saputo resistere, confermandosi come una realtà essenziale per le famiglie del paese.
Uno degli aspetti distintivi della Scuola Materna di Romano Canavese erano gli ampi spazi, sia interni che esterni, che offrivano un ambiente ideale per il gioco e l’apprendimento dei bambini. Anche la mensa interna rappresentava un punto di forza: i pasti erano preparati con ingredienti freschi, privilegiando i prodotti a “Km 0” acquistati presso i negozi locali, in un’ottica di qualità e sostegno all’economia del territorio.
Durante l’estate, l’asilo si trasformava in un prezioso supporto per le famiglie grazie al Centro Estivo, che si svolgeva per tutto il mese di luglio, utilizzando gli spazi della scuola per attività ludiche e formative.
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