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Cronaca
21 Gennaio 2025 - 22:20
Salvatore Gallo è tra i 35 indagati
Non bastavano le accuse di corruzione elettorale, peculato e concorso in estorsione per Salvatore Gallo, ex figura di spicco del Partito Democratico piemontese. Ora sul suo capo pende anche l’accusa di traffico di influenze illecite, aggiunta al già corposo fascicolo dell’inchiesta Echidna, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino.
L’indagine, che coinvolge 35 imputati, porta alla luce la presenza della ’ndrangheta nei subappalti per i lavori di manutenzione dell’autostrada A32. Al centro c’è la famiglia Pasqua, legata ai potenti clan calabresi Nirta e Pelle di San Luca. Secondo gli inquirenti, il loro accesso ai lucrosi appalti sarebbe stato facilitato da Roberto Fantini, ex amministratore delegato di Sitalfa, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Fantini avrebbe utilizzato il suo ruolo per garantire alle ditte dei Pasqua un posto privilegiato nei lavori di trasporto e movimento terra affidati da Sitalfa e Cogefa, rafforzando così la rete criminale. Ma questo è solo un aspetto di una vicenda che si intreccia anche con Chivasso, dove Gallo è accusato di aver utilizzato la sua influenza per scopi personali, con il solito corollario di favori e tangenti.
Nel 2022, Paolo Mattana, direttore del Centro fisioterapico canavesano, si trovava in difficoltà. La pratica per ampliare le sue attività, da quattro a quindici, era bloccata nei meandri burocratici dell’AslTo4. Una situazione che necessitava di una spinta. È qui che entra in scena Salvatore Gallo, su invito di Fantini, il quale gli suggerisce di coinvolgere Mattana e “preparare un promemoria” per affrontare la questione.
L’incontro tra Gallo e Mattana avviene il 29 ottobre 2020. Qualche settimana dopo, Gallo rassicura il direttore del centro: «La pratica procede bene». A dicembre, annuncia che l’assessorato regionale ha espresso parere favorevole. Ma dietro questa apparente efficienza si nasconde un prezzo.
Le intercettazioni rivelano il modus operandi di Gallo, che dichiara apertamente: «Ho fatto telefonare a quelli di Chivasso e Torino, gli ho detto di mettere la pratica sotto il naso e farla firmare». E poi, rivolgendosi a Mattana, aggiunge: «Ora possiamo festeggiare. E se dovessi aver bisogno di una radiografia o altro, no?».
Secondo la Procura, come contropartita per il suo intervento, Mattana avrebbe versato 500 euro all’associazione politica IdeaTo, fondata da Gallo. Anche Fantini, intercettato, non lascia spazio a dubbi: «Se non c’ero io, ci avresti messo tre anni. Preparati il portafoglio, Gallo vuole vederti».
Un sistema che intreccia politica, affari e criminalità organizzata, passando senza ostacoli dai clan calabresi ai palazzi della politica locale. Ora toccherà alla giustizia stabilire fino a che punto si sia spinta questa rete di relazioni illecite.

Giuseppe Pasqua (1943): ritenuto l'organizzatore del clan; accusato di associazione mafiosa, estorsione, sovrafatturazione e minacce.
Domenico Claudio Pasqua (1970): collaboratore del padre Giuseppe; contestati reati di associazione mafiosa, estorsioni e intimidazioni.
Michael Pasqua (1983): partecipante attivo del gruppo; accusato di intimidazioni e supporto operativo.
Roberto Fantini (1969): amministratore delegato di Sitalfa Spa; accusato di associazione mafiosa, sovrafatturazione e abuso di posizione.
Gian Carlo Bellavia (1958): amministratore di società autostradali; accuse di associazione mafiosa e frodi economiche.
Salvatore Gallo (1941): politico e presidente di associazione; accusato di corruzione elettorale e appropriazione indebita.
Salvatore Sergi (1956): direttore del personale di Staf Spa; accusato di intimidazioni a fini politici.
Vincenzo Colosimo (1975): direttore acquisti di Sitalfa Spa; coinvolto in attività illecite.
Francesco Anello (1943): accusato di abuso di influenza in scambi di favori politici.
Roberto Carvelli (1978): accusato di estorsioni e minacce nell'ambito di operazioni immobiliari.
Eduardo Carvelli (1952): coinvolto in operazioni immobiliari; contestati reati di estorsioni e minacce.
Danilo Scardino (1972): mediatore in conflitti immobiliari; accusato di minacce ed estorsioni.
Leonardo Caligiuri (1968): accusato di estorsione e tentata estorsione legate ad attività criminali.
Giuseppe Carbone (1965): coinvolto in attività mafiose; accusato di gestione illecita di fondi.
Luigi Mascolo (1985): accusato di riciclaggio e gestione di fondi illeciti.
Antonio Mascolo (1964): accusato di riciclaggio e gestione di denaro illecito.
Carlo Balzamo (1987): accusato di vendita e ricettazione di armi da fuoco.
Pasquale Balzamo (1992): accusato di riciclaggio e gestione di denaro illecito.
Francesco d'Assisi Esposito (1972): accusato di trasferimento di denaro illecito e riciclaggio.
Carmelo Luca Ferrara (1993): accusato di trasferimento illecito di fondi.
Antonio Fiorillo (1994): accusato di riciclaggio di denaro e trasferimenti illeciti.
Mariarosa Mascolo (1986): coinvolta nella gestione finanziaria illecita; accusata di riciclaggio.
Maria Rotondale (1964): collaboratrice nella gestione di denaro illecito; accusata di riciclaggio.
Giovanna Schiavone (1964): accusata di partecipazione a operazioni di riciclaggio.
Crescenzo D’Alterio (1974): accusato di gestione finanziaria illecita.
Mauro Amoroso (1979): collaboratore legato a D’Alterio; accusato di estorsione e appropriazione illecita.
Alessandro Lutri (1973): accusato di gestione illecita di denaro con ruolo di supporto logistico.
Paolo Tozza (1969): accusato di tentato esercizio arbitrario delle proprie ragioni in una permuta di cavalli.
Mario Faieta (1952): accusato di collaborazione in attività mafiose.
Andrea Carmelo Lutri (1973): accusato di riciclaggio e minacce, con ruolo di supporto logistico.
Simona Messineo (1973): coinvolta in attività di riciclaggio e copertura finanziaria.
Filippo Rotolo (1966): accusato di estorsione e minacce nel settore immobiliare.
Paolo Mattana (1963): accusato di favoreggiamento in attività illecite.
Paolo Bordone (1987): accusato di riciclaggio e partecipazione ad attività illecite.
Vittoria Grosso (1958): coinvolta in operazioni finanziarie illecite; accusata di riciclaggio.
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