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Un “regalo” alle associazioni (alcune) di Chivasso: approvati i contributi per il welfare, ma fioccano le polemiche

Dito puntato sugli oltre 11.000 euro concessi alla realtà vicina alla consigliera comunale e all'assessore

Chivasso

Fanno discutere i contributi alle associazioni di Chivasso decisi dall'amministrazione del sindaco Claudio Castello

Un regalo di Natale? A Chivasso scoppia il caso per il welfare sotto l’albero della Giunta del sindaco Claudio Castello. Un contributo di 19.000 euro a due associazioni della città anima il dibattito politico di queste prime settimane dell'anno.

Il 24 dicembre, mentre la città di Chivasso si preparava al cenone della Vigilia, in Municipio si confezionava un “regalo” speciale: la delibera n. 267, con cui sono stati distribuiti 19.000 euro alle associazioni locali nell’ambito del welfare.

Uno spirito natalizio decisamente "selettivo", visto che a spartirsi la torta sono state soltanto due realtà: Associazione Nemo - In.Forma.Citt@ ETS, che ha incassato ben 11.309,53 euro, e Associazione Punto a Capo ODV, premiata con 7.690,47 euro. Le altre associazioni?

Sotto l’albero hanno trovato un bel nulla, complice il mancato raggiungimento del punteggio minimo richiesto. Esclusi i progetti di ASD Libertas Nuoto Chivasso e Revelsh Blind Beholders APS, che non hanno raggiunto il punteggio minimo richiesto.

E via con i botti anticipati… di polemiche.

Tra chi non ha risparmiato critiche c’è Claudia Buo, consigliera comunale di opposizione e rappresentante di Liberamente Democratici, che non ha certo usato mezzi termini per commentare la gestione dell’intera faccenda:

«La recente delibera sui contributi per il welfare solleva molte perplessità, sia nei criteri adottati che nella trasparenza del processo decisionale. La sensazione è che, ancora una volta, le risorse pubbliche siano state assegnate privilegiando alcune realtà, senza un reale confronto con tutte le associazioni attive sul nostro territorio.

Non si può ignorare il fatto che l’associazione NEMO, storicamente vicina alla consigliera comunale di Sinistra Ecologista Veronica Davico, abbia ottenuto un punteggio maggiore anche grazie alla collaborazione con l’associazione Officina Culturale, legata all’assessore Gianluca Vitale. Questo intreccio di rapporti non fa che alimentare dubbi e sospetti, lasciando spazio a una gestione che sembra poco attenta all’imparzialità.

La distribuzione dei fondi pubblici dovrebbe sempre avvenire con criteri chiari e condivisi, garantendo a tutti pari opportunità di accesso. Invece, ci troviamo di fronte a una situazione che rischia di minare la fiducia dei cittadini, facendo pensare che certe scelte siano più politiche che realmente orientate al bene comune».

Claudia Buo consigliera comunale di Liberamente Democratici

«E' necessario fare chiarezza - conclude Buo - e garantire che i fondi del welfare, così importanti per il nostro territorio, siano utilizzati in modo equo e trasparente. Un’amministrazione giusta è quella che opera nell’interesse di tutti, non di pochi.»

Difficile non cogliere il sarcasmo implicito nelle parole di Buo, che punta il dito contro un presunto "circuito di amicizie" dietro la distribuzione dei fondi.

Associazione Nemo, vicina alla consigliera Davico, e Officina Culturale, legata all’assessore Gianluca Vitale (che, guarda caso, non si è presentato alla seduta), sembrano formare un duo “ben assortito” in questo scenario.

Ma sarà sicuramente tutto un caso, vero?

In compenso, l’assessore alle Politiche Sociali Pasquale Centin il 24 dicembre ha fatto la sua comparsa in videoconferenza, giusto per garantire il quorum e l’approvazione unanime della delibera. 

Chissà se questo “spirito natalizio” contribuirà a rafforzare il welfare cittadino o, come teme Buo, minerà ulteriormente la fiducia dei cittadini. Una fiducia per la verità già incrinata dalla gestione della vicenda "Pastore", il campo conteso da almeno tre realtà associative locali e dopo una serie di bandi conclusisi senza assegnazione, alla fine è finito nelle mani della squadra del segretario del Partito Democratico Massimo Corcione. Lo stesso partito a cui è iscritto il sindaco Claudio Castello...

Nel frattempo, i dubbi restano, insieme alla sensazione che, anche sotto l’albero, non tutti siano stati buoni... o almeno abbastanza amici.

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