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10 Gennaio 2025 - 11:53
il sindaco Matteo Chiantore
Novità sul Movicentro. Il 30 dicembre l’ufficio tecnico ha approvato i documenti per la nuova concessione già trasmessi alla Centrale Unica di Committenza (Cuc) Canavese e Valli di Lanzo. Sarà quest’ultima a predisporre il bando di gara, che selezionerà il nuovo concessionario attraverso una procedura negoziata.
In attesa che la gara venga completata, il Comune ha previsto una proroga di cinque mesi per l’attuale gestore, la cooperativa Zac! Zone Attive di Cittadinanza Onlus, che continuerà ad operare con un contratto di comodato d’uso gratuito fino al 30 aprile 2025.
Quel che già si sa è che la nuova concessione avrà una durata di nove anni, con un valore stimato di 4,4 milioni di euro (IVA esclusa). Il contratto include la gestione di cinque locali per un totale di 279 metri quadri, uno spazio comune nell’atrio di 430 metri quadri e un’area esterna di sei metri intorno all’edificio.
Tra gli obblighi del concessionario spicca l’adeguamento dell’atrio a sala per spettacoli pubblici, con l’obiettivo di renderlo una risorsa per eventi culturali e sociali.
La struttura dovrà essere disponibile per almeno 25 utilizzi annuali a fini istituzionali, ma il concessionario potrà offrire ulteriori giornate come elemento migliorativo dell’offerta. Il capitolato stabilisce inoltre che l’atrio potrà essere concesso a terzi per eventi con tariffe comprese tra 100 e 200 euro al giorno, garantendo una sostenibilità economica per la gestione.
La procedura negoziata, scelta per questo appalto, prevede una fase di contrattazione con operatori economici selezionati, che presenteranno un’offerta economicamente più vantaggiosa. Il bando è riservato agli enti del Terzo Settore, tra cui associazioni di promozione sociale, imprese sociali e fondazioni, che dovranno soddisfare rigorosi requisiti: iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore da almeno sei mesi, fatturato medio annuo di almeno 400.000 euro nel triennio 2021-2023 ed esperienza dimostrabile nella gestione di almeno tre servizi analoghi.
La gestione del Movicentro comporta impegni significativi. Il concessionario sarà responsabile della manutenzione ordinaria, della sorveglianza delle aree interne ed esterne, della pulizia, della gestione delle utenze e dell’apertura e chiusura della struttura. Tutti i costi di riscaldamento, illuminazione e TARI saranno a suo carico, per una spesa stimata in 7.600 euro l’anno. Per l’atrio, il gestore dovrà contribuire almeno al 20% delle spese energetiche (circa 10.000 euro annui), con la possibilità di proporre un contributo maggiore per migliorare la propria offerta.
Il contratto non lascia spazio a inadempienze. Sono previste penali dettagliate, che vanno dallo 0,3 per mille del valore contrattuale per ritardi nella manutenzione, allo 0,8 per mille per la sospensione ingiustificata di eventi. Ogni mancato adempimento sarà contestato formalmente dal Comune, e il concessionario avrà 15 giorni di tempo per fornire giustificazioni, pena la decurtazione del corrispettivo o il prelievo dalla garanzia fideiussoria. Inoltre, il nuovo gestore dovrà presentare un piano di evacuazione entro 30 giorni dall’inizio della concessione e una valutazione dei rischi entro 60 giorni. È obbligatorio anche un report bimestrale sugli eventi organizzati e un calendario semestrale a preventivo delle attività future.
La scelta del Comune di procedere con una concessione più strutturata rappresenta un cambio di paradigma rispetto alla gestione precedente, incentrata sulla gratuità e sull’impegno volontario.
Se da un lato la nuova impostazione punta a valorizzare economicamente e socialmente il Movicentro, dall’altro le condizioni stringenti del contratto rischiano di limitare la partecipazione di realtà più piccole e meno strutturate del Terzo Settore.
La verità - diciamocelo senza gridare allo scandalo - è che il bando sembra cucito addosso allo Zac! ma tant'è!
Il successo? Dipenderà dalla capacità dei volontari della Cooperativa presieduta da Lucia Panzieri di coniugare finalità sociali, sostenibilità economica e rispetto delle condizioni contrattuali.
Finita qui? Col cavolo!
"Il Comune - stigmatizza il consigliere comunale Massimiliano De Stefano - ha ricevuto più volte istanze di necessità da diverse associazioni, tra cui quella di SMC (sclerosi multipla Canavesana), che esprimono esigenze reali e non trascurabili. Tuttavia, sembra che l'amministrazione Chiantore consideri solo una singola associazione, trascurando l'importanza di molte altre realtà che operano nel settore sociale. È fondamentale riconoscere il ruolo di tutte le associazioni senza discriminazioni, per garantire un supporto equo a tutti coloro che lavorano a favore della comunità. La situazione attuale rischia di creare disparità ingiustificate, minando la coesione sociale...".
E adesso aspetta che lo facciamo. E state tranquilli che lo faremo. Ci stiamo lavorando.... Che palle...".
L’indice fino a pochi giorni fa era puntato sul bando per l'assegnazione del Movicentro, oggi gestito dallo Zac!, di cui si discute (toh, guarda…) dal lontano 2020, da quando cioè è scaduto il contratto di comodato d’uso.
I tempi si sono fatti lunghi – dicevano in Municipio – perché gli uffici sono stati indaffarati su tanti altri fronti e, non in ultimo, nei bandi per l'assegnazione dei campi da tennis di via Cascinette, del campo di calcio, del teatro Giacosa e con le opere del Pnrr.
Di proroga in proroga, si è arrivati a oggi, e adesso tutto è pronto per ridare a Zac! ciò che per il centrosinistra è dello Zac!. Un ritornello canticchiato in campagna elettorale e che ha permesso, tra le altre cose, al sindaco Matteo Chiantore di imbarcare i civici di Laboratorio Civico, ai civici di Laboratorio Civico di candidare una rappresentanza della cooperativa e, infine, abracadabra, agli amici della cooperativa di andare al governo della città con un vicesindaco (Patrizia Dal Santo) e un consigliere comunale (Andrea Gaudino).
In sintesi, allo Zac! di allearsi con il Pd, vincere le elezioni dopo un lungo braccio di ferro con la passata amministrazione guidata da Stefano Sertoli.
La brutta storia s’infuoca nel luglio del 2020, quando scade il contratto di comodato d’uso dei locali ceduti allo Zac!. Il contratto prevede a possibilità di un rinnovo per altri sei anni e su questo si sarebbe dovuta concentrare la Giunta.
Accade invece che proprio in quel momento, il vicesindaco Elisabetta Piccoli, dopo una serie di accertamenti, s’accorge di non avere la disponibilità dell’immobile, con tanto di suggerimento a Zac! di rivolgersi a RFI quale legittimo proprietario.
Segue, il 4 febbraio del 2021, una determina attraverso cui il Segretario Generale revoca una precedente determina di proroga sine die del contratto scaduto, e a nulla serve ricordare dell’accordo tra lo Stato e la Regione per la realizzazione di una quindicina di “movicentri” presso altrettante città sedi di stazione ferroviaria.
Quello con la Città di Ivrea porta la data del primo dicembre 2000. Segue il 14 dicembre del 2001 il Protocollo d’Intesa tra Regione e RFI e il 22 maggio 2002 la firma dell’Accordo preventivo tra il Comune di Ivrea e RFI SpA.
Ivrea, oltre alla realizzazione del nuovo edificio viaggiatori, si impegnava ad adottare una variante al PRG tale da consentire l’ampliamento delle destinazioni d’uso dei vecchi edifici di RFI. A sua volta, RFI avrebbe dovuto cedere a titolo gratuito per 30 anni il diritto di superficie al Comune di tutti gli spazi e i manufatti interessati dalle opere progettate.
Da qui in avanti, RFI ha sempre riconosciuto il diritto all’uso dei locali da parte della città di Ivrea. Lo ha fatto non compartecipando alle spese di costruzione del 2° lotto (come da art.8 dell’accordo con il Comune di Ivrea per la realizzazione del Movicentro), non tirando fuori un euro per le bollette e per la manutenzione ordinaria e straordinaria e non pagando l’IMU.
Fantasmagorico il consiglio comunale del 3 marzo del 2021. Ad un certo punto, senza alcun preavviso, la vicesindaca Elisabetta Piccoli dà la parola a Davide Luciani dell’ufficio Tecnico. Obiettivo dichiarato (s’intende di Piccoli e Luciani) smontare la mozione attraverso cui le Opposizioni avevano chiesto di modificare, con una semplice “variante non variante” (così si chiama), le destinazioni d’uso del vecchio fabbricato di Trenitalia, aggiungendo nell’elenco i centri estetici e i parrucchieri.
Un dibattito completamente inutile e, infatti, pochi mesi più tardi arriva la notizia che il problema con RFI era stato risolto e si stava cominciando a lavorare per un “bando ad hoc” per spacchettare il bar dalle tre stanze e poi riassegnare il tutto con semplice “manifestazione di interesse” a chi ne avrebbe fatto richiesta. In aggiunta: il divieto assoluto di utilizzo dell'atrio per suonare, ballare, cantare e mercanteggiare.
Da un punto di vista tecnico, la vicesindaca Elisabetta Piccoli giustifica il tutto con questioni di “accatastamento” dei locali, peraltro aggiungendo che lo Zac! in tutti questi anni aveva gestito un bar e non un “servizio bar” come era indicato nel contratto di comodato d'uso. Insomma degli “abusivi”.
Segue, davanti al notaio Sergio D'Arrigo, la firma dell'atto di costituzione del diritto di superficie del Movicentro, con la piena disponibilità dell'edificio da parte del Comune fino al 31 agosto del 2040.

In realtà, l'intera vicenda per come era nata e per come era stata gestita è sembrata più un abbaglio che una cosa seria. Era venuto fuori chiaro e tondo anche durante l'ultimo dei consigli comunali del 2022, quando all'ordine del giorno atterra una delibera per prendere atto degli accordi sottoscritti dal 2000 al 2004 tra Regione, Comune e Ferrovie dello Stato.
Si leggeva che dal 1° gennaio del 2010 il Comune “veniva immesso nel possesso del Movicentro e delle relative aree pertinenziali destinate alla concessione del diritto di superficie e sui medesimi esercitava il pieno possesso”.
S'aggiungeva una ulteriore comunicazione di Ferservizi al Comune in cui si chiarivano più o meno le stesse cose, con l’aggiunta del “titolo assolutamente gratuito”.
Insomma, stando alla documentazione portata in discussione, il Comune avrebbe sempre avuto il possesso dell'immobile addirittura dal 2010, quando RFI decise di non procedere al passaggio del diritto di superficie perché stava per dividersi in Ferservizi e RFI.
Fine della telenovela? Non proprio. L’11 maggio del 2023 l’esecutivo Sertoli, tre giorni prima delle elezioni, approva una delibera di assegnazione degli spazi del Movicentro allo Zac! per 6 anni, alle condizioni del Comune.
Zac! non firma il contratto e l’8 giugno del 2023, il neo eletto sindaco Matteo Chiantore revoca tutto ribadendo la propria volontà di procedere all’assegnazione del Movicentro tramite un bando aperto a tutte le realtà interessate.
Arriva la prima proroga della concessione fino al 30 giugno del 2024, senza nessuna restrizione sull’utilizzo dell’atrio, e poi un’altra proroga fino a novembre e adesso una ulteriore proroga fino ad aprile del 2025.
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