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L’asilo nido Adriano Olivetti: dal gattile all’alchimia politica

Approvato il progetto definitivo per il restauro dell’asilo storico di Ivrea. Di sottofondo l’immancabile trasformismo politico.

Francesco Comotto

Francesco Comotto

Il cantiere doveva prendere avvio tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, ma non si era saputo più nulla fino a qualche settimana fa. Qualcosa, per la verità, aveva già concluso l’ex assessore Michele Cafarelli. Attraverso un bando regionale, era riuscito ad ottenere circa 725 mila euro su un investimento totale di 1.060.000 euro per bonificare e mettere in sicurezza l’area esterna, ristrutturare la guardiania e l’aula giardino, per le quali era previsto un allestimento (qualcuno lo ha visto?) finalizzato a raccontare la sorprendente esperienza del welfare olivettiano ai turisti.

Tant’è! Fiato alle trombe: la giunta comunale di Ivrea ha approvato, nella seduta del 19 dicembre 2024, il progetto esecutivo per il restauro e il risanamento conservativo dell’asilo nido Adriano Olivetti, uno degli interventi più significativi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’obiettivo è duplice: preservare un edificio di valore storico e simbolico, garantendo al contempo servizi moderni e sicuri per l’infanzia. Un investimento complessivo di 4.604.304,86 euro, di cui 3 milioni coperti da fondi PNRR, con il Comune che contribuisce con 197.819 euro da fondi propri e 1,4 milioni attraverso un mutuo.

l'asilo nido

l'asilo nido

L’intervento rientra nella Missione 4 del PNRR, dedicata all’istruzione e alla ricerca, e si inserisce in un più ampio Piano nazionale per asili nido e scuole dell’infanzia.
“Il programma - leggiamo - ha come finalità il miglioramento dell’offerta educativa fin dalla prima infanzia, con particolare attenzione alle strutture situate in aree periferiche o svantaggiate. Tra le priorità figurano la messa in sicurezza degli edifici e il riequilibrio territoriale per ridurre le disuguaglianze sociali ed economiche.”

Il progetto esecutivo prevede una serie di interventi fondamentali: adeguamento normativo, consolidamento strutturale antisismico, riqualificazione energetica e bonifica ambientale. Tra le opere più rilevanti, la rimozione di materiali pericolosi come l’amianto e l’installazione di un impianto fotovoltaico per ridurre l’impatto energetico dell’edificio. Non mancano migliorie estetiche e funzionali per rendere la struttura un luogo accogliente e sicuro per bambini, famiglie e personale educativo.

Per la cronaca, con la stessa delibera, la giunta, presieduta dal sindaco Matteo Chiantore, ha dato mandato agli uffici tecnici di procedere immediatamente con l’avvio dei lavori, previsti per una durata di 365 giorni naturali e consecutivi. Il termine ultimo, pena la perdita del finanziamento, è fissato al 31 dicembre 2025.

L’iter, cominciato nel 2021, ha visto coinvolti diversi enti, tra cui il Ministero dell’Istruzione e Invitalia. Il progetto ha richiesto una lunga fase preparatoria, durante la quale sono stati necessari numerosi pareri tecnici, compresi quelli della Soprintendenza ai Beni Culturali e dei Vigili del Fuoco, che hanno approvato il progetto definitivo con alcune prescrizioni. Tutto bene?

Più o meno... Tra gli enigmi ancora tutti da chiarire c’è quello del gattile, comparso come un fungo dopo una giornata di pioggia, proprio a ridosso dell’asilo nido, nel bel mezzo del patrimonio Unesco.
E va bene che le “colonie feline” sono tutelate dalla legge, ma ci dovrà pur essere un limite!

Ne aveva fatto cenno durante un consiglio comunale di qualche anno fa il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti, che abita proprio da quelle parti.
“Non ho nulla contro i gatti - aveva detto - ma non mi sembra una cosa seria. In Municipio nessuno lo ha autorizzato eppure il gattile c’è! Vorrà dire che metterò un cartello per i turisti: Per il gattile, da questa parte...”

Interessante poi una discussione, divampata in consiglio comunale nel giugno del 2021, sul riutilizzo dell’asilo nido come asilo nido e non per qualcos’altro. Sul tavolo anche alcune modifiche alle previsioni di investimento. In sintesi: si era aggiunto il nido e si era tolta la sala cupola.

Tra i più scettici, proprio l’allora consigliere del Pd Maurizio Perinetti, che avrebbe preferito un museo multimediale sull’Olivetti. Ancora più scettici gli allora consiglieri comunali di opposizione, oggi entrambi assessori, Francesco Comotto e Massimo Fresc, che avrebbero preferito investire solo sulla Sala Cupola.
“Noi in campagna elettorale abbiamo sempre sostenuto che la chiusura del nido era stato un gran delitto” - aveva cercato la rissa la vicesindaca Elisabetta Piccoli - “Tutta colpa delle mancate manutenzioni. Sono state trascurate troppe cose e stiamo cercando di porre rimedio. Il bando è un’opportunità e va colta. Ricordo che noi, in questi tre anni, non abbiamo mai acceso un mutuo...”

A difendere il lavoro del passato ci aveva pensato l’allora consigliere comunale Andrea Benedino, ricordando a tutti che negli anni di Della Pepa si amministrava con il patto di stabilità, che aveva impedito molte spese e investimenti. In chiusura, le opposizioni avevano votato contro.

Insomma, la politica eporediese ci regala l’ennesima dimostrazione che il passaggio dalla minoranza alla maggioranza non cambia solo i colori, ma trasforma completamente anche le idee. Quello che ieri era un dogma oggi è un errore, e ciò che ieri era un errore domani sarà la soluzione perfetta. Chiamatela pure coerenza creativa!

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