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Sanità
23 Dicembre 2024 - 15:46
Luigi Vercellino
Chi è Luigi Vercellino? Si dirà: un dirigente con una consolidata esperienza nel settore sanitario italiano, in particolare nella gestione delle Aziende Sanitarie Locali.
Nato nel 1970 a Cuorgnè. Laureato in Economia e Commercio, con in tasca una specializzazione in Management per la Sanità presso la SDA Bocconi, dal 1997 al 2003 ha operato come Direttore del Servizio Economico Finanziario dell’Ospedale Evangelico Valdese di Torino, occupandosi della progettazione e dello sviluppo di sistemi di contabilità analitica, controllo di gestione e budget.
Successivamente è stato Direttore Amministrativo presso l’ASL TO1 (Torino), direttore amministrativo all’ASL di Alessandria, dove è poi diventato direttore generale nel giugno 2021 fino all’altro ieri. Nel 2017 è stato nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'IPAB Ospedale Vernetti RSA di Locana. Tra i suoi incarichi, dal 2020 al 2021, ha ricoperto il ruolo di Commissario dell’ASL TO4.
E fu proprio in questo periodo che scoppiò il famoso scandalo legato ai 17,5 milioni di euro di budget assegnati alla Clinica Eporediese (un milione in più dell’anno precedente) per fronteggiare, con qualche letto in più di terapia intensiva, la lotta al Covid-19. Quasi in contemporanea la nomina a superconsulente Covid di Clemente Ponzetti, dipendente del Policlinico di Monza, proprietario della Clinica Eporediese.
Il dubbio che si fosse creato un legame troppo stretto con i privati venne peraltro suffragato dalla notizia che Lorenzo Ardissone, predecessore di Vercellino alla guida dell’ASL TO4 e sfiduciato nell’ambito di una conferenza dei sindaci, era stato assunto proprio dal Policlinico.
Quanto meno vivace la discussione che divampò in consiglio comunale a Ivrea, scatenata da una mozione presentata dall’allora consigliere comunale di minoranza Francesco Comotto, con la Lega pronta a prendersi di tutto pur di difendere Vercellino.
"È competente e disponibile" — si sperticò l’allora capogruppo della Lega, Anna Bono — "Superfluo ricordare che i sindaci sono responsabili della salute pubblica, ma la sanità compete alle istituzioni regionali. Mi colpisce che si dica che sia sproporzionata la somma data alla Clinica Eporediese. Noi non siamo esperti. Verificarlo è legittimo, ma diamola per buona. Non partiamo da un pregiudizio, partiamo dal presupposto che ci sia una buona ragione..."
E dire che si chiedeva proprio solo di verificare, tramite gli strumenti ritenuti più opportuni, le cifre corrisposte al privato.
"L’emergenza ha scoperto degli altarini" — stigmatizzò Comotto, chiedendo l’istituzione di una commissione d’indagine — "In questi giorni mi sono letto le prerogative della Conferenza dei sindaci. Ho scoperto che ha un ruolo importante, ahinoi fino ad ora disatteso. Tra le altre cose, deve provvedere alle linee di indirizzo del piano attuativo locale. Lo si è mai fatto? Dovrebbe poi anche esprimere proposte sull’andamento dell’ASL da sottoporre al direttore generale..."
Peccato che, da Bono al sindaco Sertoli, la musica non cambiò. "Il fatto che io mi astenga" — sottolineò quest’ultimo con un ossimoro — "non significa che io non intenda andare a verificare, anche se non ritengo, personalmente, che tocchi a noi verificare i passaggi tra il pubblico e il privato. Questo è un compito della magistratura. Aggiungo che anche a me la cifra assegnata alla Clinica Eporediese fa impressione, ma mi pare che ci siano una serie di attività convenzionate..."
Insomma, un classico del consiglio comunale, dove un sindaco distingue il pensiero di sé medesimo da quello istituzionale, mentre il "noi" generico dice tutto e niente o, se si preferisce, tutto e il contrario di tutto.
Inutile il richiamo del capogruppo del PD Maurizio Perinetti al significato della mozione e all’invito a riflettere, non tanto sui 17,5 milioni assegnati alla Clinica Eporediese, ma sul "modello di sanità che vogliamo".
"Ci stiamo avvicinando al modello lombardo che delega la sanità al privato" — inforcò Perinetti — "In questi anni, a fronte dello scadimento dell’ospedale pubblico, la Clinica ha raddoppiato i posti letto. Credo sia giusto porre il problema all’attenzione dei sindaci della Conferenza dell’ASL TO4..."
Senza parole — e non poteva essere altrimenti — Francesco Comotto: "Chiederei a Bono di leggere le competenze dei sindaci all’interno dell’ASL TO4. Io non sono un esperto, ma, siccome faccio l’amministratore pubblico, quando leggo di 17,5 milioni erogati a un privato, è un mio diritto e un mio dovere cercare di capire perché vengono erogati..."
La sintesi la fece il grillino Massimo Fresc: "Mi pare di capire che una visione ce l’avete" (si riferisce alla maggioranza, ndr). Evidentemente abbiamo una visione diversa sul ruolo che deve svolgere la sanità pubblica."
Tutto questo per dire cosa?
Che quel che ci si aspetta oggi da Vercellino è la risoluzione dei problemi che affliggono la nostra ASL, a cominciare da quelli legati al personale, seguendo la via più difficile, la ricostruzione di una sanità pubblica "vera" senza alcun aiuto dai privati.
Tra le patate bollenti, una fa riferimento al nuovo ospedale di Ivrea, l’altra alla messa in liquidazione di SAAPA, attuale gestore dell’ospedale di Settimo Torinese, e una terza punta il dito sui posti letto in terapia intensiva decisi con il piano Arcuri e mai realizzati.
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